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   Religious Freedom
    

Rapporto Internazionale sulla Libertà Religiosa 2008

Pubblicato dal Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor (Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro) – 19 settembre 2008

Italia

La Costituzione Italiana sancisce la libertà di culto. Altre leggi e politiche contribuiscono ad una pratica della religione in genere libera.

Il Governo generalmente rispetta il diritto alla libertà religiosa. Nel periodo esaminato dal presente rapporto non sono stati registrati cambiamenti circa il rispetto del diritto alla libertà religiosa, e la politica del governo continua a contribuire in tal senso. Nel Paese non esiste una religione di stato; tuttavia, la Chiesa Cattolica di Roma gode di alcuni privilegi, non concessi agli altri gruppi religiosi, che le derivano dal suo stato sovrano e dalla sua storico ruolo politico. L’autorevolezza della Chiesa Cattolica nell’ambito della società è stato all’origine di alcune polemiche, in quanto i suoi insegnamenti sembravano aver influenzato i legislatori cattolici nelle questioni di politica pubblica.

Sono state riportate occasionali denunce di abusi o di discriminazioni nell’ambito della società civile, sulla base dell’affiliazione, della fede o della pratica religiosa. Sono state raccolte denunce di anti-semitismo all’interno della società, come pure denunce di discriminazioni e molestie nei confronti dei mussulmani; ciononostante, importanti funzionari governativi hanno compiuto passi importanti per promuovere la libertà di religione. L’immigrazione crescente ha fatto scaturire sentimenti di ostilità verso gli immigranti. Secondo l’opinione dei molti cittadini immigrati mussulmani presenti nel Paese, la religione costituisce un ulteriore elemento di diversificazione rispetto ai cittadini italiani per nascita.

Il Governo statunitense ha discusso le questioni relative alla libertà di culto con il Governo italiano, nell’ambito della sua politica complessiva di promozione dei diritti umani.

Sezione I. Demografia della religione

Il paese ha una superficie di 301.337 chilometri quadrati e una popolazione di 59,1 milioni di persone. Si stima che l’87% dei cittadini italiani per nascita si dichiari appartenente alla religione cattolica, ma che solo il 20% partecipi regolarmente alle funzioni religiose. Importanti comunità cristiane includono gli ortodossi, i Testimoni di Geova, le Chiese Cristiane Evangeliche, la Confederazione Metodista e le Chiese Valdesi, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni) e altri piccoli gruppi protestanti. I gruppi cristiani non cattolici, i mussulmani, gli ebrei, gli indù, gli aderenti alla dottrina Bahá'í e i buddisti costituiscono meno del 5% della popolazione e, con l’eccezione degli ebrei, sono costituiti principalmente da persone nate all’estero. L’immigrazione – sia legale che illegale – continua a far crescere il numero dei residenti non cristiani, soprattutto mussulmani, provenienti dal Nord Africa, dall’Asia meridionale, dall’Albania e dal Medio Oriente. Il Ministero dell’Interno riferisce che ci sono 258 luoghi di culto islamici (soprattutto moschee “garage”) e 628 associazioni islamiche, concentrati principalmente in Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Toscana. Secondo le ultime stime, i membri della comunità ebraica sono 30.000, con sinagoghe presenti in 21 città. I più recenti dati disponibili indicano che circa il 14% della popolazione si dichiara atea o agnostica (La somma delle percentuali non corrisponde a 100 perchè alcune categorie si sovrappongono).

Sezione II. Situazione della Libertà Religiosa

Quadro giuridico e politico

La Costituzione italiana sancisce la libertà di culto. Altre leggi e politiche contribuiscono ad una pratica della religione in genere libera. La legge tutela questo diritto a qualsiasi livello, e non tollera nessuna violazione, da parte di entità governative o private.

Nel Paese non esiste una religione di stato; tuttavia, la Chiesa Cattolica di Roma gode di alcuni privilegi, non concessi agli altri gruppi religiosi, che le derivano dal suo stato sovrano e dalla suo storico ruolo autorità politico. L’autorevolezza della Chiesa Cattolica nell’ambito della società è stato all’origine di alcune polemiche, in quanto i suoi insegnamenti sembravano aver influenzato i legislatori cattolici nelle questioni di politica pubblica.

Il Governo fornisce fondi e suolo pubblico per la costruzione di luoghi di culto, e contribuisce a salvaguardare e a tutelare i luoghi sacri storici che custodiscono grande parte del patrimonio artistico e culturale del paese.

In base alla revisione del Concordato con la Chiesa Cattolica, avvenuta nel1984, lo stato è laico, ma mantiene inalterato il sostegno di stato alla religione, sostegno che può anche essere esteso, previa richiesta, a confessioni non cattoliche. In questi casi l’assistenza dello stato deve essere regolata da una legge che renda effettivi i provvedimenti di un’intesa, stipulata tra il governo e le confessioni religiose. L’intesa garantisce automaticamente, ai ministri del culto, l’accesso agli ospedali statali, alle prigioni e alle caserme militari, consente la registrazione civile dei matrimoni religiosi, permette di far officiare speciali riti funebri ed esonera gli studenti dal frequentare la scuola in caso di festività religiose. Qualora una comunità religiosa lo richieda, l’intesa prevede un trasferimento di fondi pubblici a favore della comunità stessa, attraverso donazioni volontarie che ogni contribuente può indicare nella dichiarazione dei redditi. La mancanza di un’intesa non impedisce ad un gruppo religioso di professare liberamente il proprio credo; tuttavia, i privilegi previsti dall’intesa non sono elargiti automaticamente, ed una comunità religiosa che non ne abbia fatto richiesta non può beneficiare del versamento volontario dei contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi.

Tra i gruppi che hanno stipulato un’intesa figurano l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, gli Avventisti del Settimo Giorno, le Assemblee di Dio, gli Ebrei, i Battisti e i Cristiani Luterani. Il 4 aprile 2007 il Governo ha firmato accordi con l’Unione Buddista, con i Testimoni di Geova, con i Mormoni, con la Chiesa Apostolica in Italia, con la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli e con gli Indù. Nella stessa data, il Governo ha anche emendato intese precedenti con l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi e con gli Avventisti del Settimo Giorno. Il 13 e 14 aprile 2008 il Paese è andato alle elezioni anticipate e il nuovo Governo dovrà ora sottoporre gli accordi emendati al Parlamento per la ratifica prima che possano entrare in vigore. Al momento della pubblicazione di questo documento, ciò non è stato ancora fatto. Le trattative con l’Istituto Soka Gakkai, o Buddisti Giapponesi, sono state sospese in attesa della sua riorganizzazione. Le divisioni tra le organizzazioni islamiche del paese, come pure l’esistenza di molteplici gruppi di immigrati mussulmani, hanno ostacolato gli sforzi di questa comunità per ottenere la stipula di un accordo.

Il Concordato, nella versione rivista del 1984, ha accordato alcuni privilegi alla Chiesa Cattolica. Per esempio, alla Chiesa è consentito scegliere i docenti di religione, pagati dallo stato, per insegnare durante “l’ora di religione” nelle scuole pubbliche. Tale ora di lezione è facoltativa, e gli studenti che non desiderano avvalersene sono liberi di studiare altre materie o, in certi casi, di uscire da scuola un’ora prima. Mentre in passato l’insegnamento dei preti cattolici consisteva nell’impartire nozioni di catechismo, oggigiorno gli insegnanti scelti dalla Chiesa possono essere sia laici che religiosi, e il loro programma di insegnamento prevede anche argomenti relativi a gruppi religiosi non cattolici. Possono sorgere alcuni problemi per quanto riguarda le piccole comunità, laddove le informazioni sugli altri gruppi religiosi e il numero di non cattolici sono limitati. La Costituzione vieta il sostegno finanziario dello stato alle scuole private; tuttavia, il calo delle iscrizioni nelle scuole cattoliche ha portato i funzionari della Chiesa Cattolica, quali operatori della principale rete scolastica privata del paese, a richiedere l’aiuto dello stato.

L’influenza della Chiesa Cattolica sulla società ha dato origine ad alcune polemiche, in quanto i suoi insegnamenti sono parsi influenzare i legislatori cattolici su questioni di politica pubblica come i diritti degli omosessuali, l’eutanasia e l’aborto. La legge prevede per i medici il diritto di rifiutarsi di praticare l’aborto per motivazioni etiche. L’aborto è diventato argomento di discussione durante la campagna per le elezioni politiche dell’aprile 2008, in seguito alle critiche mosse dalla Chiesa all’associazione dei medici per il loro sostegno a quelle parti della legge che in alcune circostanze renderebbero possibile l’aborto.

L’articolo 724 del Codice Penale configura “l’oltraggio alla religione” come reato minore; tuttavia, nel 1995 la Corte Costituzionale ha dichiarato discriminatorio ed incostituzionale il riferimento dell’articolo 724 alla “religione di stato”. La legge è stata modificata per essere applicata agli insulti verso tutti i gruppi religiosi.

Le donne mussulmane sono libere di indossare un velo negli uffici pubblici e nelle scuole; tuttavia, un decreto antiterrorismo del 2005 ha raddoppiato le sanzioni esistenti per le persone condannate per aver indossato indumenti quali il burqa (o un casco da motociclista) allo scopo di nascondere la propria identità. Le pene sono state aumentate fino a due anni di detenzione e le ammende sono passate da un massimo di 1.000 a uno di 2.000 euro. Esiste anche una legge del 1931, applicata molto raramente, che vieta alle persone di nascondere la propria identità.

Il 15 giugno 2007 il Governo ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale una carta di valori condivisi per la cittadinanza e l’integrazione preparato dal Ministro dell’Interno e presentata ai 16 membri del Consiglio Consultivo Islamico.

La “Commissione Interministeriale per Contrastare l’Antisemitismo” ha il compito di garantire che qualsiasi atto antisemita riceva risposte forti e univoche da parte della polizia e dei funzionari di governo, a livello sia locale che nazionale.

I missionari e i lavoratori religiosi debbono richiedere il visto necessario prima di poter entrare nel paese.

Restrizioni alla libertà religiosa

Il Governo sostanzialmente rispetta la libertà di pratica religiosa. Non sono stati registrati cambiamenti circa il rispetto della libertà di religione nel periodo preso in esame da questo documento; tuttavia, alcuni gruppi mussulmani hanno riferito di non aver potuto costruire moschee dove recarsi a pregare.

Sono stati avviati piani per la costruzione di un grande Centro Islamico a Milano, sebbene le difficoltà nell’ottenere i permessi di costruzione abbiano rinviato i lavori provocando frustrazione nella comunità mussulmana locale. Il 29 aprile 2008 il sindaco di Bologna ha sospeso il progetto per la costruzione di una nuova moschea, sostenendo che i promotori non soddisfacessero i requisiti necessari. In particolare, non erano stati in grado di individuare adeguate fonti di finanziamento e di creare una fondazione responsabile per la sua attività che fosse indipendente dall’Unione delle Comunità Islamiche in Italia (UCOII), una rete di moschee e comunità mussulmane ritenuta affiliata ai Fratelli Mussulmani, benchè alcuni membri dell’UCOII neghino qualsiasi affiliazione formale.

Sia i membri eletti che quelli non eletti della Lega Nord, partito politico presente come membro di minoranza nella coalizione di Governo, hanno affermato che pratiche e tradizioni presenti in molte società islamiche, in particolare la poligamia, il diritto di famiglia islamico, il ruolo delle donne e l’assenza di separazione tra religione e stato, rendessero incompatibili i valori di molti immigrati mussulmani con quelli necessari per l’integrazione nella società.

Alcuni mussulmani hanno affermato di sentirsi feriti dal doversi riunire in “moschee garage”, ovvero in edifici convertiti da altri usi, sebbene questa situazione sia in parte frutto della mancanza di un accordo tra comunità mussulmana e Governo. Ci sono solo due grandi moschee per gli 1,2 milioni di mussulmani presenti nel paese, una a Roma e una a Milano.

Il 9 gennaio 2008 il Ministero dell’Interno ha espulso l’imam di Torino, il marocchino Kohaila Mohammed, con l’accusa di predicare l’estremismo anti-occidentale e di essere stato in contatto con violenti militanti jihadisti. Il 31 maggio 2007 la Corte Costituzionale ha acconsentito a riconsiderare l’espulsione del 2005 di un precedente imam di Torino, Bouriki Boukta, come richiesto da un tribunale amministrativo con il presupposto che l’accusa di incitamento all’odio fosse priva di fondamento. Al termine del periodo qui preso in considerazione, la Corte non si è ancora espressa.

La presenza continua di simboli cattolici, quali i crocifissi, nelle aule dei tribunali, nelle scuole e in altri edifici pubblici, ha suscitato critiche e ha portato a diverse azioni legali. Il 7 febbraio 2007 l’allora Ministro della Giustizia Mastella ha dichiarato che il crocifisso è un simbolo della cultura e dei valori italiani tradizionali, e che pertanto poteva essere esposto negli edifici pubblici. Il 21 febbraio 2008 un giudice è stato condannato ad un anno di reclusione e rimosso dalle sue funzioni per non aver adempiuto ai suoi obblighi quando nel 2006 si era rifiutato di presiedere una corte in cui era esposto un crocifisso.

Il 30 gennaio 2008 un ufficiale di polizia di Catania ha fatto ricorso contro la sentenza di una corte civile che affermava che un crocifisso e una statua di Maria potessero essere presenti negli uffici pubblici. Nel 2006 il Consiglio di Stato, la corte d’appello nazionale per i casi amministrativi, ha respinto la richiesta avanzata da una madre di rimuovere i crocifissi dalle aule dei figli; la corte ha stabilito che la presenza di simboli religiosi negli edifici pubblici non è discriminatoria, in quanto essi incarnano valori civili.

Non si ha notizia di carcerazioni e arresti nel paese per motivi religiosi.

Conversione forzata

Non esistono rapporti su casi di conversione forzata, compresi quelli relativi a minorenni statunitensi rapiti o portati via illegalmente dagli Stati Uniti, né di rifiuto ad acconsentire al loro rientro negli Stati Uniti.

Miglioramenti e sviluppi positivi rispetto alla libertà religiosa

Il 14 aprile 2008, per la prima volta nella storia del Paese, due membri della comunità ebraica e il presidente di una Federazione di Donne Marocchine sono stati eletti in Parlamento.

Il 27 gennaio 2008 le autorità nazionali, regionali e locali hanno tenuto le annuali iniziative educative ed altri eventi organizzati in occasione della Giornata Nazionale per la Memoria dell’Olocausto. Nel 2008 il Governo ha organizzato un concorso nazionale dal titolo “I giovani e la Shoah (termine ebraico per indicare l’Olocausto)” aperto agli studenti delle scuole.

Dopo l’approvazione l’8 febbraio 2007 di una richiesta della comunità mussulmana, sono iniziati i lavori di espansione della locale moschea nel comune di Colle Val d’Elsa, vicino Firenze, nonostante la continua opposizione della Lega Nord e di altre persone.

L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ed Etniche ha continuato a gestire una linea telefonica per raccogliere le denunce e prosegue il suo impegno nelle pubbliche relazioni per scoraggiare ogni forma di discriminazione etnica, razziale e religiosa.

Sezione III. Abusi e discriminazioni della società

Ci sono stati rapporti occasionali su abusi e discriminazioni all’interno della società, basati su affiliazione, confessione o pratica religiosa. La Consulta Giovanile per il Pluralismo Culturale e Religioso (creata nel 2006 dai Ministri per le Politiche Giovanili e dell’Interno) ha continuato a favorire l’integrazione tra le diverse comunità e a promuovere la convivenza pacifica. Il 9 marzo 2008 la Consulta ha diffuse una “Lettera sul valore del dialogo” e ha incontrato i rappresentanti delle comunità religiose di Venezia.

Il 4 maggio 2008, il Ministro degli Esteri D’Alema ha criticato apertamente l’ex Ministro Calderoli per aver indossato una T-shirt con delle vignette ironiche sul Profeta Maometto. Il 13 settembre 2007, il Ministro della Solidarietà Sociale Ferrero ha fatto appello al rispetto delle credenze religiose e si è scusato con i mussulmani per le affermazioni di Calderoli, che aveva minacciato di profanare l’area destinata ad ospitare una nuova moschea a Bologna.

Anche se il Cattolicesimo non è più la religione di stato, il suo ruolo come religione dominante porta di tanto in tanto ad accuse di conflitto di interessi con lo stato, o a tentativi da parte del governo di imporre principi cattolici ai non cattolici. Per esempio, il 12 maggio 2008 Papa Benedetto XVI ha apertamente criticato una legge del 1978 che legalizza l’aborto, per aver reso più difficile promuovere e difendere il valore della vita. In quell’occasione ha anche invitato i fedeli a fare pressione sul Governo perché adotti una legislazione in favore delle famiglie fondate sul matrimonio tra un uomo e una donna. Alcuni politici italiani hanno criticato il Papa per l’inappropriata ingerenza nella politica interna di un leader religioso di un paese estero. Il 17 gennaio 2008, un piccolo ma rumoroso gruppo di studenti e professori ha manifestato pacificamente all’Università “La Sapienza” di Roma per protestare contro la Chiesa Cattolica e la presunta ingerenza del Papa nella legislazione italiana su eutanasia, diritti degli omosessuali e aborto, dopo aver apparentemente indotto il Papa a cancellare la propria visita in occasione della quale avrebbe tenuto un discorso. Altri studenti e professori hanno invece sostenuto la visita del Papa ed applaudito mentre il discorso veniva letto in sua assenza. Il fatto che una minoranza di studenti e professori in disaccordo con le sue opinioni avesse indotto il Papa a cancellare il proprio intervento è stato considerato da molti come una violazione della libertà di espressione.

Il 13 novembre 2007, la magistratura ha condannato a 30 anni di reclusione il padre e due cognati di una ragazza mussulmana di 20 anni, immigrata pakistana, uccisa nel 2006 in un cosiddetto delitto d’onore.

I membri non eletti della Lega Nord, un partito minore della coalizione di governo, hanno continuato a criticare la società islamica e gli immigrati, molti dei quali mussulmani (v. Sezione II e il Rapporto 2008 sul Rispetto dei Diritti Umani nei vari paesi). Alcuni mussulmani hanno dichiarato di aver paura di usare i mezzi di trasporto pubblico e di percepire una atmosfera ostile nelle scuole, mentre gli italiani di temere di prendere gli autobus la notte e camminare nei pressi degli insediamenti illegali di immigrati.

Il 10 e il 16 aprile 2008 la polizia ha arrestato Roberto Sandalo e Maurizio Peruzzi, due terroristi già condannati in precedenza, con l’accusa di aver compiuto 7 diversi attentati contro luoghi di culto islamici in Lombardia nel 2007. Il 3 febbraio 2008, un ordigno è esploso in Via Quaranta a Milano vicino una moschea. Il 1˚ febbraio 2008, una bomba è esplosa vicino una moschea nella provincia di Salerno, ferendo un uomo che si trovava al suo interno.

La visita di un leader mussulmano alla più grande sinagoga di Roma, prevista per il 23 gennaio 2008 per ricambiare la visita del 2006 del Rabbino Capo di Roma alla moschea della capitale, è stata cancellata e non ancora riorganizzata.

Il 9 ottobre 2007, durante un incontro con i membri della Lega Anti Diffamazione (ADL), l’allora Ministro della Giustizia Mastella ha denunciato i pericoli dell’ideologia antisemita e ha sostenuto la volontà del suo Governo di combattere e prevenire azioni antisemite nel paese e ovunque in Europa. Questa affermazione ha fatto seguito ad un’inchiesta dell’8 maggio 2007 commissionata dall’ADL, da cui era emerso che il 48% dei cittadini pensa che “gli Ebrei sono più fedeli ad Israele che all’Italia”. Il 42% affermava che “gli Ebrei hanno troppo potere nel mondo degli affari”. Il 92% esprimeva pieno supporto alle azioni del Governo per combattere l’antisemitismo; tuttavia, il 46% riteneva che “gli Ebrei parlano ancora troppo di quanto successo loro durante l’Olocausto”.

Il 19 marzo 2008 l’ADL ha chiesto agli editori de Il Manifesto, un giornale vicino ai partiti di ispirazione comunista, di scusarsi per aver pubblicato una vignetta che ritraeva un candidato ebreo al Parlamento con le insegne fasciste.

L’8 febbraio 2008, una “lista nera” di 162 professori ebrei con una cattedra presso un’Università di Roma è stata pubblicata su un sito, con un commento che affermava che “l’Università è stata strumentalizzata da un minoranza etnica ideologizzata culturalmente e politicamente solidale ad una entità politica extranazionale come Israele”. I rappresentanti di tutti i partiti politici hanno condannato l’episodio all’unanimità.

L’8 gennaio 2008, un leader politico di estrema sinistra, sostenuto da altri, ha protestato contro la decisione della Fiera del Libro di Torino di avere Israele come ospite per l’edizione 2008. Molti esponenti della Comunità Ebraica hanno attribuito natura antisemita all’episodio, a causa di alcune dichiarazioni di coloro che contestavano la scelta e del tono usato. La maggior parte dei leader politici nazionali, compreso l’allora presidente della Camera ed ex presidente del Partito di Rifondazione Comunista, si è opposto alla protesta ed ha espresso solidarietà verso Israele e l’organizzazione della Fiera del Libro di Torino.

Il 12 ottobre 2007, le autorità giudiziarie settentrionali hanno arrestato i membri di un gruppo neofascista che si erano recati in viaggio al campo di concentramento di Dachau e scattato delle fotografie, in seguito pubblicate su un settimanale di inchiesta, in cui esibivano il saluto nazista. I membri del gruppo hanno avuto condanne dai 12 ai 30 mesi di prigione ma sono stati liberati prima della fine di ottobre.

Sezione IV. La Politica del Governo degli Stati Uniti

Il Governo degli Stati Uniti ha discusso con il Governo italiano le questioni riguardanti la libertà di culto, nell’ambito della sua politica generale volta al rispetto dei diritti umani.

La Missione Diplomatica statunitense ha attuato un intenso programma di impegno a favore dei mussulmani, che comprende incontri con le locali comunità mussulmane, eventi culturali musicali, un attivo International Visitor Program for Muslims e una riuscita conferenza sull’immigrazione e l’integrazione mussulmana.

Il 13 marzo 2008, l’Ambasciata ha organizzato un evento per la presentazione del Rapporto del Dipartimento di Stato sull’Antisemitismo nel mondo con i rappresentanti delle Comunità Ebraiche, a cui hanno presenziato l’ex vice Primo Ministro Francesco Rutelli e l’attuale Capo del Governo Silvio Berlusconi.

L’Ambasciata ha monitorato il livello di discriminazione e mantenuto contatti con i gruppi religiosi.

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