11 settembre 2008
Messaggio del Presidente del Senato On. Renato Schifani in occasione del settimo anniversario dell'11 settembre
In questo giorno di ricordi e di dolore, tramite lei, Signor Ambasciatore, desidero far giungere al Presidente del Senato, ai colleghi Senatori, alle istituzioni e al popolo degli Stati Uniti d’America un profondo e sincero sentimento di fratellanza. Sono passati sette anni da quello che Giovanni Paolo II definì “un giorno buoi nella storia dell’umanità” e il sentimento di incredulo sgomento è ancora vivo nei nostri cuori.
L’11 settembre 2001 il mondo occidentale ha preso coscienza della propria vulnerabilità di fronte all’odio e al fanatismo che sono stati in grado di generare, senza armi particolarmente sofisticate, atti di insensato furore, con migliaia di vittime innocenti. Da allora molte cose sono cambiate ed è nato un atteggiamento più fermo e deciso nella difesa dei principi e diritti come la democrazia, la libertà e la dignità dell’uomo. Tali principi sono stati confermati e risvegliati nelle nostre coscienze, in particolare nelle coscienze dei giovani, per i quali spesso si trattava di valori acquisiti ed indiscutibili.
Questi principi di civiltà costituiscono ormai un patrimonio culturale prezioso comune, nella difesa del quale nessuno abbasserà mai più la guardia. Anche in questo senso possiamo affermare che l’11 settembre è stata una data significativa nella storia. La consapevole ed unitaria lotta al terrorismo cominciata allora, alla quale l’Europa e l’Italia stanno dando un convinto contributo, ha portato infatti a rafforzare principi di comune identità e solidarietà all’interno del mondo libero ma anche di consapevolezza e generosità concretizzate nelle numerose azioni condotte da parte della comunità internazionale per migliorare la conoscenza tra i diversi popoli e fra le diverse culture nonché per favorire il progresso delle nazioni meno sviluppate.
Oggi – soprattutto dopo l’11 settembre – l’Italia e gli Stati Uniti sono impegnati nella difesa di una cultura e civiltà comuni: la libertà individuale, la ricerca del bene comune, le eguali opportunità, la tutela dei diritti della persona, valori che rafforzano, in questo inizio di terzo millennio, un’amicizia indissolubile.