Rapporto Internazionale sulla Libertà Religiosa 2007
Pubblicato dal Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor (Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro) – 14 settembre 2007
Italia
La Costituzione italiana sancisce la libertà di culto, e il Governo generalmente rispetta questo diritto.
Nel periodo esaminato dal presente rapporto non sono stati registrati cambiamenti circa il rispetto del diritto alla libertà religiosa, e la politica del governo continua a contribuire in tal senso. Nel Paese non esiste una religione di stato; tuttavia, la Chiesa cattolica gode di alcuni privilegi, non concessi agli altri gruppi religiosi, che le derivano dal suo stato sovrano e dalla sua storica autorità politica.
Sono state riportate occasionali denunce di abusi o di discriminazioni nell’ambito della società civile, in base alla fede o alla pratica religiosa. In seguito al conflitto del 2006 tra Hezbollah e Israele, sono state raccolte denunce di anti-semitismo all’interno della società, soprattutto scritte sui muri, come pure denunce di discriminazioni e molestie nei confronti dei mussulmani; ciononostante, funzionari religiosi e governativi di primo piano hanno continuato ad incoraggiare il mutuo rispetto per le differenze religiose.
Il ruolo autorevole della Chiesa Cattolica nell’ambito della società è stato all’origine di alcune polemiche, in quanto i suoi insegnamenti sembravano aver influenzato i legislatori cattolici nelle questioni di politica pubblica. L’immigrazione crescente ha fatto scaturire sentimenti di ostilità verso gli immigranti; secondo l’opinione dei molti cittadini immigrati mussulmani presenti nel paese, la religione costituisce un ulteriore elemento di diversificazione dai cittadini italiani per nascita.
L’influenza della Chiesa cattolica nella società ha dato origine ad alcune polemiche, in quanto i suoi insegnamenti sono parsi influenzare i legislatori cattolici su questioni di politica pubblica. La crescente immigrazione si è accompagnata a sentimenti di ostilità verso gli immigrati. Per i molti immigrati mussulmani del paese, la religione costituisce un ulteriore fattore di differenziazione dai cittadini italiani per nascita.
Il Governo statunitense ha discusso le questioni relative alla libertà di culto con il Governo italiano, nell’ambito della sua politica complessiva di promozione dei diritti umani.
Sezione I. Demografia della religione
Il paese ha una superficie di 301.337 chilometri quadrati e una popolazione di 58,7 milioni di persone. Si stima che l’87 percento dei cittadini italiani per nascita si dichiara appartenete alla religione cattolica, ma solo il 20 percento partecipa regolarmente alle funzioni religiose. I gruppi cristiani non cattolici, i mussulmani, gli ebrei, gli indù, gli aderenti alla dottrina Bahá'í e i buddisti costituiscono meno del 5 percento della popolazione. Importanti comunità cristiane includono gli ortodossi, i Testimoni di Geova, le Chiese Cristiane Evangeliche, la Confederazione Metodista e le Chiese Valdesi, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni) e altri piccoli gruppi protestanti. L’immigrazione – sia legale che illegale – continua a far crescere il numero dei residenti non cristiani, soprattutto mussulmani, provenienti dal Nord Africa, dall’Asia meridionale, dall’Albania e dal Medio Oriente. Il Ministero dell’Interno riferisce che ci sono 258 luoghi di culto mussulmano (soprattutto moschee “garage”), concentrati in Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Toscana. Secondo le ultime stime, i membri della comunità ebraica sono 30.000, con sinagoghe presenti in 21 città. I più recenti dati disponibili indicano che circa il 14 percento della popolazione si dichiara atea o agnostica.
Sezione II. Situazione della Libertà Religiosa
Quadro giuridico e politico
La Costituzione garantisce la libertà di religione e, generalmente, il Governo rispetta questo diritto. Inoltre, esso si adopera a qualsiasi livello per tutelarlo completamente, e non tollera nessuna violazione, né da parte di entità governative, né private.
Il Governo fornisce fondi e suolo pubblico per la costruzione di luoghi di culto, e contribuisce a salvaguardare e a tutelare i luoghi sacri storici che custodiscono grande parte del patrimonio artistico e culturale del paese.
In base alla revisione del Concordato con la Chiesa Cattolica, avvenuta nel1984, lo stato è laico, ma mantiene inalterato il sostegno di stato alla religione, sostegno che può anche essere esteso, previa richiesta, a confessioni non cattoliche. In questi casi l’assistenza dello stato deve essere regolata da una legge che renda effettivi i provvedimenti di un’intesa, stipulata tra il governo e le confessioni religiose. L’intesa garantisce automaticamente, ai ministri del culto, l’accesso agli ospedali statali, alle prigioni e alle caserme militari, consente la registrazione civile dei matrimoni religiosi, permette di far officiare speciali riti funebri ed esonera gli studenti dal frequentare la scuola in caso di festività religiose. Qualora una comunità religiosa lo richieda, l’intesa prevede un trasferimento di fondi pubblici a favore della comunità stessa, attraverso donazioni volontarie che ogni contribuente può indicare nella dichiarazione dei redditi. La mancanza di un’intesa non impedisce ad un gruppo religioso di professare liberamente il proprio credo; tuttavia, i privilegi previsti dall’intesa non sono elargiti automaticamente, ed una comunità religiosa che non ne abbia fatto richiesta non può beneficiare del versamento volontario dei contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi.
Tra i gruppi che hanno stipulato un’intesa figurano l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, gli Avventisti del Settimo Giorno, le Assemblee di Dio, gli Ebrei, i Battisti e i Cristiani Luterani. Il 4 aprile 2007 il Governo ha firmato accordi con l’Unione Buddista, con i Testimoni di Geova, con i Mormoni, con la Chiesa Apostolica in Italia, con la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli e con gli Indù. Nella stessa data, il Governo ha anche emendato intese precedenti con l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi e con gli Avventisti del Settimo Giorno. Nell’ aprile 2007 accordi nuovi ed emendati sono stati presentati in Parlamento per ottenerne la ratifica, che è attesa per la fine di quest’anno. Le trattative con l’Istituto Soka Gakkai, o Buddisti Giapponesi, sono state sospese in attesa della sua riorganizzazione. Le divisioni tra le organizzazioni mussulmane del paese, come pure l’esistenza di molteplici gruppi di immigrati mussulmani, hanno ostacolato gli sforzi di questa comunità per ottenere la stipula di un accordo.
Il Concordato, nella versione rivista del 1984, ha accordato alcuni privilegi alla Chiesa Cattolica. Per esempio, alla Chiesa è consentito scegliere i docenti di religione, pagati dallo stato, per insegnare durante “l’ora di religione” nelle scuole pubbliche. Tale ora di lezione è facoltativa, e gli studenti che non desiderano avvalersene sono liberi di studiare altre materie o, in certi casi, di uscire da scuola un’ora prima. Mentre in passato l’insegnamento dei preti cattolici consisteva nell’impartire nozioni di catechismo, oggigiorno gli insegnanti scelti dalla chiesa possono essere sia laici che religiosi, e il loro programma di insegnamento prevede anche argomenti relativi a gruppi religiosi non cattolici. Possono sorgere alcuni problemi per quanto riguarda le piccole comunità, laddove le informazioni sugli altri gruppi religiosi e il numero di non cattolici sono limitati. La Costituzione vieta il sostegno finanziario dello stato alle scuole private; tuttavia, il calo delle iscrizioni nelle scuole cattoliche ha portato i funzionari della Chiesa Cattolica, in quanto operatori che operano nella principale rete scolastica privata del paese, a richiedere l’aiuto dello stato.
Le donne mussulmane sono libere di indossare il velo negli uffici pubblici e nelle scuole; tuttavia, il decreto antiterrorismo del 2005 ha raddoppiato le sanzioni esistenti per le persone condannate per aver indossato indumenti quali il burqah (o un casco da motociclista) allo scopo di nascondere la propria identità. Le pene sono state aumentate fino a due anni di detenzione e le ammende sono passate da un massimo di 1.000 a uno di 2.000 euro. Esiste anche una legge del 1931, applicata molto raramente, che vieta alle persone di nascondere la propria identità.
La “Commissione Interministeriale per Contrastare l’Anti-Semitismo” ha il compito di garantire che qualsiasi atto anti-semita riceva risposte forti e univoche da parte della polizia e dei funzionari di governo, a livello sia locale che nazionale.
I missionari e i lavoratori religiosi debbono richiedere il visto necessario prima di poter entrare nel paese.
Restrizioni alla libertà religiosa
La politica del Governo e la sua attuazione hanno contribuito sostanzialmente alla libera pratica religiosa; tuttavia, alcuni gruppi mussulmani hanno riferito di non aver potuto costruire moschee dove recarsi a pregare.
A Milano sono in corso progetti per costruire un Centro islamico più grande, anche se complicazioni sorte per ottenere i necessari permessi hanno continuato a ritardarne la costruzione, con grande frustrazione della comunità mussulmana locale. Nel marzo 2007 il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, ha dichiarato che “una nuova moschea non può essere autorizzata”.
Il 17 maggio 2006 un tribunale amministrativo ha chiesto alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla costituzionalità di una legge applicata nel 2005 per deportare un imam di Torino. Alla fine del periodo cui questo rapporto si riferisce la corte non aveva ancora reso nota la sua decisione.
La presenza continua di simboli cattolici, quali i crocifissi, nelle aule dei tribunali, nelle scuole e in altri edifici pubblici, ha suscitato critiche e ha portato a diverse azioni legali. Il 7 febbraio 2007 il Ministro della Giustizia Mastella ha dichiarato che il crocifisso è un simbolo della cultura e dei valori italiani tradizionali, e che pertanto poteva essere esposto negli edifici pubblici. Il 30 gennaio 2007 un giudice è stato messo sotto processo con l’accusa di non aver assolto ai propri doveri, in seguito al suo rifiuto di presiedere un’aula giudiziaria dove era esposto un crocifisso; l’imputato ha accusato il Ministro della Giustizia di pregiudizio religioso per non aver consentito l’esposizione di un menorah. Il 5 luglio 2006 un mussulmano che aveva lanciato un crocifisso fuori della finestra della stanza di un ospedale pubblico dove era ricoverata la madre è stato prosciolto, poiché nel 2005 la Corte Costituzionale, relativamente a un altro caso, aveva dichiarato incostituzionale la legge che criminalizzava un simile atto, in quanto si riferiva ad un’unica fede religiosa. Il 15 febbraio 2006, il Consiglio Di Stato, la corte d’appello nazionale per i casi amministrativi, ha respinto la richiesta avanzata da una madre di rimuovere i crocifissi dalle aule dei figli; la corte ha stabilito che la presenza di simboli religiosi negli edifici pubblici non è discriminatoria, in quanto essi incarnano alti valori civili.
Non si hanno rapporti su carcerazioni e arresti nel paese per motivi religiosi.
Conversione forzata
Non esistono rapporti su casi di conversione forzata, compresi quelli relativi a minorenni statunitensi rapiti o portati via illegalmente dagli Stati Uniti, né di rifiuto ad acconsentire al loro rientro negli Stati Uniti.
Anti-Semitismo
Non esistono rapporti su violenti attacchi anti-semiti nel periodo di pertinenza di questo rapporto, ma sondaggi sull’opinione pubblica indicano che nel paese l’anti-semitismo è in crescita.
Un sondaggio commissionato nel 2007 dalla Lega Anti-Diffamazione (LAD) ha rilevato che il 48 percento degli italiani pensava che “gli ebrei erano più fedeli a Israele che all’Italia”. Il quarantadue per cento che “gli ebrei hanno troppo potere nel mondo degli affari”. Il novantadue percento degli intervistati ha espresso forte sostegno ad un attivo intervento del governo per combattere l’anti-semitismo; tuttavia, per il 46 percento “gli ebrei parlano troppo di ciò che è accaduto loro durante l’Olocausto”. Il sondaggio ha anche mostrato che il grado d’istruzione e l’età erano fortemente collegati alla presenza di sentimenti antisemiti, in quanto era più probabile che nutrisse sentimenti anti-semiti chi aveva più di 65 anni e chi non aveva frequentato la scuola dopo i 16 anni.
I capi del Governo ricordano e rendono omaggio regolarmente agli ebrei vittime delle leggi razziali in vigore nel 1938. Inoltre, la ricostituzione del partito fascista è illegale, come pure l’apologia o la difesa dell’ideologia fascista e della sua eredità politica e storica,
Il 15 giugno 2007, dopo un temporaneo allentamento delle restrizioni domiciliari imposte al Capitano Erich Priebke, un criminale di guerra nazista che nel 1944 partecipò al massacro di 335 civili, alcuni vandali hanno imbrattato i muri con una svastica per dargli il benvenuto a Roma. Dopo alcune partite di calcio sui muri di alcune città sono comparse delle svastiche. L’11 luglio 2006, alcuni neonazisti che festeggiavano la vittoria dell’Italia al Campionato Mondiale di Calcio hanno sfregiato muri, porte e veicoli con svastiche e altre scritte antisemite. Il Primo Ministro e altri esponenti politici hanno condannato con forza gli incidenti, in quanto “gesti ignobili di odio e intolleranza”.
Durante il conflitto del 2006 tra Hezbollah e Israele, a volte cittadini ebrei sono stati ritenuti collettivamente responsabili delle azioni dello stato di Israele. Per esempio, la LAD ha riferito che il 28 luglio 2006, a Livorno, alcuni vandali hanno imbrattato i muri di alcune attività commerciali di proprietà di ebrei con scritte che dicevano più o meno “Israele è uno stato malvagio”. La LAD ha riferito anche che il 1 agosto 2006 alcuni vandali hanno danneggiato e dipinto svastiche su 20 negozi romani. Volantini trovati nei negozi, firmati dai Fascisti Armati Rivoluzionari, un gruppo neofascista, denunciavano “l’economia sionista”, e riportavano dichiarazioni a favore di Hezbollah. Sempre ad agosto, il Segretario Nazionale dell’Unione delle Comunità Islamiche in Italia (UCOII) ha fatto pubblicare un annuncio sui quotidiani locali paragonando i presunti massacri compiuti dalle forze armate israeliane in Libano ai massacri compiuti dai nazisti. Rappresentanti politici, funzionari governativi e il comitato consultivo mussulmano del Ministro degli Interni, la Consulta Islamica (con l’eccezione del membro della UCOII), hanno condannato il comunicato.
Non ci sono stati arresti a seguito degli atti vandalici compiuti il 16 maggio 2006 ai danni di 40 tombe ebraiche (tra circa seimila tombe) a Milano. I vandali hanno divelto e spezzato le pietre tombali, ma non c’erano segni di slogan anti-semiti o di simboli nazisti. Sia i leader del centro sinistra che quelli del centro destra hanno condannato l’attacco; il Rabbino Capo di Milano ha definito l’incidente grave e senza precedenti. La polizia ha aperto un’inchiesta e ha ipotizzato sulla stampa che si potesse trattare di ubriachi che facevano bisboccia. Alla fine del periodo cui questo rapporto si riferisce il caso non era stato risolto.
Miglioramenti e sviluppi positivi rispetto alla libertà religiosa
Le autorità nazionali, regionali e locali organizzano annualmente iniziative didattiche e altri eventi a sostegno del Giorno della Memoria, fissato il 27 gennaio 2007, quali la visita ad Auschwitz di un gruppo di 600 studenti accompagnati dal Ministro della Pubblica Istruzione e del Rabbino Capo di Roma.
Il 23 aprile 2007 il Ministero degli Interni ha presentato ai 16 membri del Consiglio Consultivo Islamico la proposta di una carta di valori condivisi di cittadinanza ed integrazione da applicarsi a tutti gli immigrati. Alla fine del periodo cui questo rapporto si riferisce il processo di approvazione della carta non si era ancora concluso.
L’8 febbraio 2007 il comune di Colle Val d’Elsa ha approvato la richiesta della comunità mussulmana di ampliare una moschea vicino Firenze, nonostante le critiche da parte della Lega Nord e da parte di altri soggetti, che si sono vivacemente opposti al progetto.
Nel 2006 l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ha ricevuto più di 10.000 telefonate. Sono state presentate un totale di 351 denunce formali, 218 delle quali sono state alla fine dichiarate casi legittimi di discriminazione. L’ufficio gestisce una linea telefonica per raccogliere le denunce, e si impegna nelle pubbliche relazioni per scoraggiare ogni forma di discriminazione etnica, razziale e religiosa.
Sezione III. Abusi e discriminazioni della società
Ci sono stati rapporti occasionali su abusi e discriminazioni all’interno della società, basati sulla confessione o sulla pratica religiosa. Funzionari religiosi e governativi hanno continuato ad incoraggiare il reciproco rispetto delle differenze religiose.
Anche se il Cattolicesimo non è più la religione di stato, il suo ruolo come religione dominante porta di tanto in tanto ad accuse di conflitto di interessi con lo stato, o a tentativi da parte del governo di imporre principi cattolici ai non cattolici. Per esempio, il 12 maggio 2007 alcuni gruppi cattolici hanno organizzato manifestazioni per protestare contro la proposta di legge relativa alle unioni civili di coppie dello stesso sesso, che avrebbe dato loro diritto alla copertura assicurativa, alla pensione e all’eredità di alcuni benefici, ma senza garantire loro il riconoscimento quali coppie sposate. Il Ministro dell’Interno Amato ha deplorato pubblicamente la degenerazione di un dibattito politico in proteste di strada tra bande rivali. Le proteste seguivano la condanna espressa il 28 marzo 2007 da parte della Conferenza Episcopale Italiana, che accusava la legge di minare i valori della famiglia ed esortava i parlamentari cattolici a votare contro di essa.
Il 20 novembre 2006, ad Ancona, un barista si è rifiutato di servire un cliente italiano di origine africana, dichiarando di essere libero di non lavorare per i mussulmani. La polizia l’ha incriminato e multato per non aver servito tutti i clienti senza discriminazioni.
Il 12 agosto 2006 il corpo di una ragazza mussulmana è stato trovato nel cortile della casa dei genitori. Residente in Italia settentrionale, la ragazza era la vittima di un “delitto d’onore” commesso dal padre pachistano, che riteneva inaccettabile il comportamento della ragazza; il padre è stato arrestato ed è in attesa di processo.
Durante la campagna elettorale del 2006, alcuni esponenti politici cattolici e leader di comunità hanno favorito la reazione popolare, enfatizzando la percezione di una minaccia posta dagli immigrati all’”identità nazionale” del paese.
Sia i membri eletti che quelli non eletti della Lega Nord, partito politico presente come membro di minoranza nella ex coalizione di governo e attualmente rappresentato in Parlamento, hanno affermato che pratiche e tradizioni presenti in molte società islamiche, in particolare la poligamia, il diritto di famiglia islamico, il ruolo delle donne e l’assenza di separazione tra religione e stato, rendevano incompatibile per molti immigrati mussulmani l’integrazione nella società.
Il 13 marzo 2006 il Rabbino Capo di Roma si è recato per la prima volta in assoluto in visita alla moschea principale di Roma; si è parlato di ricambiare la visita, ma alla fine del periodo cui questo rapporto si riferisce essa non aveva ancora avuto luogo.
Sezione IV. La Politica del Governo degli Stati Uniti
Il Governo degli Stati Uniti ha discusso con il Governo italiano le questioni riguardanti la libertà di culto, nell’ambito della sua politica complessiva volta al rispetto dei diritti umani.
La Missione Diplomatica statunitense ha attuato un intenso programma di impegno a favore dei mussulmani, che comprende incontri con le locali comunità mussulmane, eventi culturali musicali, un attivo International Visitor Program for Muslims e una riuscita conferenza sull’immigrazione e l’integrazione mussulmana. Molti di questi eventi vogliono far incontrare cittadini italiani per nascita e mussulmani, spesso immigrati, nella speranza di costruire una comprensione interculturale e una tolleranza religiosa ed etnica.
L’Ambasciata ha monitorato il livello di discriminazione, mantenendo i contatti con i gruppi religiosi, tra cui i gruppi ebraici, e ha incontrato rappresentanti della dottrina Baha'i e di altre confessioni religiose.
Pubblicato il 14 settembre 2007