TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Rapporto sul terrorismo nei vari paesi 2006 – Europa ed Eurasia, 30 aprile 2007
EUROPA ED EURASIA
“Dobbiamo sempre ricordare che il terrorismo, in quanto antico mezzo di coercizione, non ha nessun legame profondo con qualsivoglia cultura o religione. Pertanto, dobbiamo stare attenti a non associare al terrorismo alcun credo religioso”.
Abdullah Gul,vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri, Repubblica Turca
Discorso tenuto presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 61esima sessione
Città di New York, 22 settembre 2006
Mentre nel 2006 non è avvenuto alcun attacco terroristico in Europa, i complotti sventati e le preoccupazioni sulla crescente radicalizzazione tra i giovani immigrati sono serviti come stimolo ad una collaborazione e ad uno sforzo maggiore per rafforzare le capacità anti-terroristiche. L’Italia e la Germania hanno lavorato a stretto contatto con i paesi vicini, ospitando due eventi che hanno avuto un grosso successo, e durante i quali non si sono verificati incidenti; stiamo parlando rispettivamente delle Olimpiadi Invernali e della Coppa del Mondo. Le nazioni europee hanno continuato a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati Uniti per la campagna anti-terroristica mondiale, ed hanno continuato ad accrescere le loro capacità individuali e collettive per poter affrontare una minaccia terroristica caratterizzata sia da componenti esterne che, in misura crescente, da componenti interne. Il contributo dei paesi europei nel condividere le informazioni di intelligence, arrestare membri di cellule terroristiche ed ostacolare il finanziamento e l’organizzazione terroristica, hanno costituito degli elementi essenziali nella lotta contro il terrorismo.
Durante il Summit tra Stati Uniti ed Europa del giugno 2004, le parti hanno concordato una Dichiarazione sulla Lotta al Terrorismo (Declaration on Combating Terrorism), che ha rinnovato l’impegno transatlantico a sviluppare misure per massimizzare le seguenti capacità: scoprire, indagare e perseguire i terroristi, prevenire attacchi terroristici, impedire l’accesso dei terroristi alle risorse finanziarie o ad altri tipi di risorse economiche, accrescere la condivisione delle informazioni e la collaborazione tra le forze dell’ordine, e migliorare l’efficacia dei sistemi informativi delle frontiere. Questi impegni sono stati riconfermati durante il Summit del 2006, ed è continuato il lavoro per la loro realizzazione. Nel 2006, è proseguita la ratifica/implementazione dei Trattati di Estradizione e di Mutua Assistenza Legale tra Stati Uniti e membri dell’Unione Europea (negli Stati Uniti i trattati sono stati sottoposti alla Commissione delle Relazioni Estere del Senato). Ad Ottobre, Stati Uniti ed Unione Europea hanno raggiunto un accordo ad interim sul trasferimento dei dati di identificazione dei passeggeri (Passenger Name Record, PNR), reso necessario dall’annullamento di un precedente accordo da parte dell’Unione Europea. Il 6 novembre, Stati Uniti ed Unione Europea hanno firmato un accordo per facilitare la partecipazione degli Stati Uniti ad Eurojust, unità di cooperazione giudiziaria istituita dal Consiglio Europeo. Sempre a novembre, Stati Uniti ed Unione Europea hanno avviato un dialogo formale per sviluppare una normativa a tutela dei dati comuni, in modo da agevolare gli sforzi tesi a condividere le informazioni sui terroristi.
Le nazioni europee partecipano attivamente ad una serie di organizzazioni multilaterali che contribuiscono alle iniziative anti-terroristiche. Esse comprendono: il G8, la NATO, il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (Financial Action Task Force- FATF ) , l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ( Organization for Security and Cooperation in Europe - OSCE) , l’Organizzazione Internazionale Marittima ( International Maritime Organization - IMO ), e l’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale ( International Civil Aviation Organization - ICAO ). Gli Stati Uniti ed i suoi alleati lavorano attraverso queste organizzazioni per stabilire ed implementare le procedure più significative, costituire capacità anti-terroristiche negli stati “deboli ma volenterosi”, ed aiutare a combattere la guerra contro il terrorismo a livello mondiale. I membri dell’OSCE si sono impegnati ad aderire alle 13 convenzioni e protocolli sul terrorismo delle Nazioni Unite, a lavorare insieme in modo da ammodernare i requisiti per la sicurezza de documenti di viaggio e container marittimi, ad impedire e sopprimere il finanziamento delle organizzazioni terroristiche, e ad implementare la Risoluzione 1540 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per contrastare la proliferazione delle armi di distruzione di massa (materiali relativi e mezzi di spedizione). (Per maggiori informazioni su G8, NATO, FATF ed OSCE, vedi capitolo 5).
L’attività dei terroristi, e la presenza di reti a sostegno dei terroristi in Europa, sono rimaste causa di preoccupazione. Gli sforzi per combattere la minaccia terroristica in questa regione sono stati talvolta rallentati dalle protezioni legali, che hanno reso difficile intraprendere una azione giudiziaria risoluta contro i terroristi sospetti, dalle leggi sul diritto di asilo, che forniscono scappatoie, da una legislazione inadeguata, oppure da procedure di evidenza che limitano l’uso di informazioni segrete per trattenere i terroristi sospetti. I terroristi, inoltre, traggono vantaggio dalla facilità di spostamento tra i paesi aderenti agli accordi di Schengen. A volte, alcuni stati europei non sono stati capaci di perseguire o trattenere terroristi sospetti portati in tribunale. L’Unione Europea, nel complesso, si è dimostrata riluttante ad intraprendere dei passi per bloccare le organizzazioni caritatevoli associate ad Hamas e ad Hezbollah.
I governi europei si sono dimostrati sempre più preoccupati a causa della “radicalizzazione” delle proprie popolazioni, ed hanno cercato di comprendere meglio questo processo e come prevenirlo. Molti governi hanno intensificato la politica di avvicinamento alle comunità mussulmane che vivono nei loro paesi, ed hanno tentato di guadagnare il sostegno all’interno di quelle comunità, per contrastare il richiamo dell’ideologia estremista.
L’annuncio della fusione con Al-Qaida da parte dell’organizzazione Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM), che precedentemente si chiamava Gruppo Salafita per la Predicazione ed il Combattimento (GSPC), ha causato notevoli preoccupazioni in tutta Europa, particolarmente in Francia, dopo che questo gruppo aveva minacciato ripetutamente quelli che definisce i “crociati” occidentali, riferendosi in particolar modo ai cittadini americani e francesi.
A Marzo, l’ETA, il gruppo terroristico dei separatisti baschi, ha dichiarato un “cessate il fuoco permanente”, facendo così nascere la speranza che la sua campagna fosse finalmente terminata. Tuttavia, Il 30 dicembre, a seguito di episodi di violenza urbana da parte dei sostenitori dell’ETA ed il furto compiuto dall’organizzazione di 350 armi da fuoco presso un’armeria francese, l’ETA ha fatto saltare un’enorme auto-bomba all’aeroporto internazionale di Madrid, uccidendo due immigrati ecuadoriani.
A luglio, i terroristi hanno collocato delle valigie-bomba, rimaste inesplose, su due treni tedeschi.
Ad Agosto, le autorità britanniche, insieme a Stati Uniti e Pakistan, hanno sventato un complotto terroristico per far esplodere un aeromobile in rotta tra Regno Unito e Stati Uniti. Quindici persone, sospettate di essere coinvolte nella trama terroristica organizzata nel Regno Unito, sono state arrestate.
Si sono continuati a riscontrare progressi politici in Irlanda del Nord, che hanno portato ad una notevole diminuzione degli atti terroristici. Ad ottobre, la commissione Independent Monitoring Commission , creata per monitorare i progressi raggiunti dai gruppi paramilitari nord-irlandesi in merito alla fine delle violenze, ha riferito che l’evidenza ha dimostrato che la leadership dell’organizzazione militare irlandese IRA (Irish Republican Army) si è impegnata a seguire un cammino di pace.
La cooperazione tra le forze dell’ordine europee è stata importante ai fini del successo dell’anti-terrorismo. Francia e Spagna hanno continuato a collaborare efficacemente contro l’ETA. Le corti di giustizia del Belgio hanno condannato gli individui coinvolti negli attentati di Madrid del 2003, mentre altri paesi, tra cui Francia, Spagna ed Italia, hanno smantellato le reti terroristiche che agevolavano i viaggi dei combattenti stranieri in Iraq.
E’ aumentata la collaborazione tra Stati Uniti ed Europa contro il bio-terrorismo. L’argomento è stato trattato durante i colloqui ad alto livello sull’anti-terrorismo tra Stati Uniti ed Europa, ed in seno al Gruppo di Lavoro tra Stati Uniti e Russia. La Svizzera e gli Stati Uniti hanno co-sponsorizzato “Black Ice” (Ghiaccio Nero), un esercizio di coordinamento strategico sul bio-terrorismo a Montreux, che ha ospitato ragguardevoli funzionari appartenenti a numerose organizzazioni multilaterali. Durante la sua presidenza nel G8 del 2006, la Russia ha lavorato a stretto contatto con gli Stati Uniti per lanciare l’Iniziativa Mondiale per la Lotta al Terrorismo Nucleare (Global Initiative to Combat Nuclear Terrorism).
In Russia sono stati uccisi molti leader importanti di gruppi terroristici. A luglio, il terrorista più ricercato, il separatista ceceno Shamil Basayev, è stato assassinato. A novembre, le forze di sicurezza russe hanno ucciso Abu Hafs al-Urdani di origine giordana, comandante dei combattenti stranieri in Cecenia legato ad Al-Qaida. Nel 2006, gli stati dell’Europa centrale ed orientale hanno fatto grandi progressi nella lotta al terrorismo. Molti paesi balcanici, baltici e caucasici hanno inviato truppe in Iraq, Afghanistan e Kossovo.