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   Afghanistan
    
Representative Tom Lantos of California, chairman of the House Committee on Foreign Affairs (File photo © AP Images)

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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

I leader della Camera annunciano le priorità di politica estera, 4 gennaio 2007

(Commissioni chiave lavoreranno su questioni riguardanti l’Iraq, l’Afghanistan e la sicurezza dei confini)

Di David Anthony Denny
Redattore dell’USINFO

Washington – Via via che procede l’insediamento del 110° Congresso, secondo quanto dichiarato dai presidenti delle commissioni le operazioni militari in Iraq e in Afghanistan saranno al centro dell’attenzione delle Quattro Commissioni della Camera dei Rappresentanti che hanno responsabilità fondamentali per le relazioni estere e le questioni militari.

“Ora che i Democratici hanno la responsabilità del Congresso, ci si può aspettare che sotto l’aspetto della politica estera il Ramo Legislativo prenda una nuova direzione”, ha detto il Rappresentante della California Tom Lantos, presidente dell’appena ribattezzata Commissione della Camera sugli Affari Esteri, in alcune dichiarazioni rilasciate il 4 gennaio. “Ci sarà sostanzialmente più supervisione del Ramo Esecutivo, con una maggiore enfasi sul fatto che questa amministrazione è tenuta a rendere conto del proprio operato,” ha affermato.

Lantos ha dichiarato che la sua commissione, che sovrintende alle relazioni diplomatiche e politiche internazionali del governo degli Stati Uniti, terrà audizioni sull’attuazione delle raccomandazioni della Commissione sull’11/9 per rafforzare gli sforzi contro al-Qaida e contro gli altri gruppi terroristici; su una nuova strategia nei confronti della Corea del Nord, che comprenda, se necessario, colloqui bilaterali; e sui modi per rendere gli Stati Uniti meno dipendenti da fonti energetiche estere. Ci si aspetta anche che la commissione intensifichi l’opera di prevenzione della diffusione di tecnologie nucleari in paesi e gruppi che potrebbero usarle a scopi terroristici. Alcuni legislatori hanno anche scritto a Bush chiedendo un incremento nella spesa per gli aiuti all’estero.

Sotto la presidenza di Lantos, cittadino naturalizzato statunitense e unico sopravvissuto all’Olocausto nazista ad essere membro del Congresso, ci si aspetta anche che la commissione faccia pressioni a favore di decisioni su sanzioni economiche e su altri strumenti diplomatici per promuovere la libertà religiosa e per sollecitare la comunità internazionale ad insediare un forte regime di protezione civile nella regione sudanese del Darfur.

La commissione metterà anche in discussione l’inaspettata decisione da parte dell’amministrazione di aumentare temporaneamente il numero delle truppe stanziate in Iraq, spingendo piuttosto a concentrarsi sulla diplomazia.

Lantos ha anche dichiarato che intende concentrarsi sugli sforzi per la ricostruzione in Iraq, e ha aggiunto che il programma “è stato inficiato da sprechi, truffe e abusi”.

In una lettera del 4 settembre 2006 al Presidente Bush, Lantos ha affermato di essere a favore:

• Della transazione della missione statunitense in Iraq verso l’antiterrorismo, l’addestramento, la logistica e la protezione della forza stanziata;

• Dell’attuazione di un “ridislocamento scaglionato delle forze statunitensi via dall’Iraq”;

• Di una collaborazione con i leader iracheni per il disarmo delle milizie e per lo sviluppo di un assetto politico sostenibile e a larga base, che comprenderebbe l’emendare la Costituzione irachena; e

• Della convocazione di una conferenza internazionale e di un gruppo di contatto a sostegno di una soluzione politica in Iraq.

Sull’Afghanistan, Lantos ha dichiarato che gli Stati Uniti debbono fare un’opera migliore di monitoraggio della ricostruzione afgana, e che debbono sostenere il governo contro i Talebani. “Gli Stati Uniti sono sul punto di perdere ancora una volta l’Afghanistan”, ha affermato. Il presidente intende perorare il rinnovo dell’Afghan Freedom and Support Act del 2002, che nel 2004 non è stato rinnovato. La legge stabilisce principi per il rispetto dei diritti umani e altre linee guida per l’impiego di miliardi di dollari di aiuti stranieri e statunitensi in Afghanistan.

Il nuovo presidente delle Forze Armate della Camera, il Rappresentante del Missouri Ike Skelton, il 19 dicembre 2006 ha annunciato che le sue priorità saranno l’Iraq, l’Afghanistan, la guerra contro il terrorismo, i miglioramenti allo stato delle forze armate statunitensi, la non proliferazione nucleare e la futura struttura del Dipartimento della Difesa. La commissione di Skelton sovrintende alle forze armate statunitensi e al Dipartimento della Difesa.

Per quanto riguarda l’Iraq, Skelton ha affermato che la sua attenzione sarà concentrata sulle “missioni delle forze statunitensi e sulla protezione del contingente, sull’addestramento delle Forze di Sicurezza irachene, sullo stato attuale del riassetto e sugli sforzi di ricostruzione”. Skelton ha anche aggiunto che il comitato indagherà a fondo per capire se la guerra contro il terrorismo “stia avendo la giusta priorità all’interno dei servizi”.

La Commissione Ristretta sui Servizi Segreti della Camera si occupa di questioni importanti sia di politica estera che militare, e il suo nuovo presidente, il Rappresentante del Texas Silvestre Reyes, ha dichiarato che l’agenda della commissione comprende l’esame del coinvolgimento degli Stati Uniti in Iraq e il programma nazionale di sorveglianza antiterroristica.

Il 6 dicembre 2006, dopo essere stato ragguagliato dal Gruppo di Studio sull’Iraq, Reyes ha affermato che il rapporto del gruppo ha rilevato che né il Dipartimento della Difesa né l’ambiente dei servizi segreti ha “investito personale e risorse sufficienti per comprendere la minaccia politica e militare” posta contro le truppe statunitensi in Iraq. “A gennaio, quando assumerò la Presidenza della Commissione sui Servizi Segreti della Camera, una delle mie prime azioni sarà quella di convocare una serie di esaustive audizioni per esaminare lo stato del sostegno fornito dai servizi segreti alle nostre truppe schierate in Iraq,” ha concluso Reyes.

Il nuovo Presidente per la Sicurezza Nazionale della Camera, Bennie Thompson del Mississippi, ha dichiarato che un’attenzione significativa verrà posta sull’immigrazione e sulle questioni della sicurezza dei confini. La sua commissione è responsabile della supervisione del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, dove gran parte della sua attenzione è rivolta alle questioni di sicurezza interna.

Parlando all’assemblea della Camera il 14 settembre 2006, Thomson ha chiarito quale sia la sua idea sulla sicurezza dei confini.Riferendosi alle regole per la discussione di leggi chiave sulla sicurezza nazionale, Thomson ha affermato di aver presentato un emendamento al disegno di legge che avrebbe previsto altri 3.000 agenti di vigilanza ai confini, 2.000 nuovi funzionari dell’Immigration and Customs Enforcement, altri 250 agenti penitenziari, oltre a elicotteri, veicoli fuoristrada, comunicazioni radio, dispositivi di navigazione satellitare (GPS) e occhiali per la visione notturna. Il suo sarebbe stato, ha detto, “un approccio onnicomprensivo alla sicurezza dei confini e avrebbe assicurato che ogni miglio dei confini sia sorvegliato e messo in sicurezza 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana”. L’emendamento di Thomson, che è stato discusso prima che le elezioni di ‘mid-term’ del 2006 dessero ai Democratici il controllo della Camera, all’epoca non era stato approvato.

Per ulteriori informazioni sulle priorità del 110° Congresso, vedi The U.S. Congress.

Per ulteriori informazioni sulla politica degli Stati Uniti, vedi Rebuilding Afghanistan , Iraq Update e Immigration Reform.

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