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President George W. Bush.
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Il Presidente Bush partecipa al Vertice della Casa Bianca sulla Malaria, 14 dicembre 2006
Società National Geographic
Washington, D.C.
IL PRESIDENTE: Grazie per avermi invitato a ciò che poteva sembrare un’occasione festosa. E’ per me un grande onore essere qui. Sono felice di poter parlare con tutti i presenti qui alla Società National Geographic, e desidero ringraziarvi per avermi invitato a questa importante conferenza. Nutro una profonda ammirazione per tutti i relatori e le relatrici che sono qui, oggi, inclusa la mia preferita – mia moglie Laura.
A conclusione di questo incontro, rivolgiamo i nostri pensieri a coloro che sono costretti a sopportare il peso della malattia durante il periodo delle festività natalizie. Ci sono molti componenti di famiglie americane che sono ammalati, e vivono lontano, sparsi nel mondo. Per molte di queste malattie, esiste un rimedio conosciuto - per molte altre, non ne esiste alcuno. Per quanto riguarda la malaria, invece, sappiamo esattamente ciò che occorre per prevenire e curare l’infezione. La sola domanda che ci dobbiamo porre, è se c’è la volontà di agire. Tutti voi avete ascoltato l’appello ad agire – ed avete risposto, ed io apprezzo la vostra compassione.
Grazie al vostro lavoro, i bambini che una volta desideravano morire sono ora pronti a vivere, ed intere regioni stanno sostituendo la sofferenza e la paura con la speranza e la salute. Possiamo sentirci orgogliosi dei progressi ottenuti, ed oggi desideriamo rinnovare il nostro impegno per un mondo senza malaria.
Ho appena ricevuto una visita di stato, una visita importante, con una ragguardevole personalità del Benin. Signor Presidente e signora Yayi, benvenuti in America, vi ringrazio per essere qui. (Applausi).
Il Presidente si è impegnato per una società libera. Egli comprende la necessità di affrontare la malattia, in modo che il suo popolo possa vivere in pace. Pertanto, Signor Presidente, la ringrazio infinitamente per il suo impegno e la sua volontà di lavorare con coloro che vogliono contribuire a sradicare la malaria nel suo paese.
Desidero ringraziare i membri del mio Gabinetto che sono qui presenti, in particolar modo il segretario all’istruzione, signora Margaret Spellings. Grazie per essere intervenuta. Ringrazio Randy Tobias, Direttore dell’Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale (USAID). Egli è, tra le altre cose, colui che ha guidato l’iniziativa che ha posto gli Stati Uniti in prima linea nella lotta contro l’HIV/AIDS nel continente africano. Randy, il servizio reso al tuo paese costituirà una meravigliosa eredità, e di questo te ne sono grato.
Il mio apprezzamento va anche all’Ammiraglio Timothy Ziemer. Egli è il coordinatore americano dell’Iniziativa Contro la Malaria. Vedo tante persone appartenenti alla mia amministrazione che lavorano alacremente su queste iniziative, e desidero ringraziarle tutte per la loro partecipazione. Ringrazio i membri del corpo diplomatico che si sono uniti a noi. Desidero, inoltre, ringraziare i membri del Congresso – penso proprio che quello sia il senatore Leahy, e l’altro il senatore Frist – (Risate) – grazie per essere venuti. Vi ringrazio per il vostro interessamento a riguardo. Membro del Congresso Smith. Sarà meglio che mi fermi. (Risate). Penso di aver tralasciato qualcuno, ma desidero ringraziarvi tutti per l’interesse dimostrato verso questa iniziativa.
Vorrei esprimere la mia stima a John Fahey – Presidente e Direttore Generale della Società National Geographic – e a Gil Grosvenor. Desidero ringraziare Ray Chambers, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’organizzazione Malaria No More (Niente più malaria). Ringrazio tutti gli imprenditori qui presenti. Penso che la gente capisca che è necessario passare all’azione quando si intravede una crisi a breve distanza, e voglio ringraziarvi per aver agito in tal senso. Il mio apprezzamento va anche a Isaiah Washington, maestro di cerimonie di questo evento. Desidero, infine, ringraziare tutti i partecipanti al programma. Grazie per essere intervenuti.
Riunendo insieme una tale varietà di persone, questo convegno vuole lanciare un chiaro messaggio: che siamo, cioè, determinati a debellare la malaria. Vogliamo, inoltre, essere latori di un messaggio di più ampia portata, sullo scopo degli Stati Uniti nel mondo. In questo nuovo secolo, è presente un grande divario tra coloro che non danno alcun valore alla vita umana e si rallegrano delle sofferenze altrui, e coloro che credono che ogni vita abbia un valore ineguagliabile, e rispondono alla sofferenza con compassione e bontà.
Il contrasto è evidente – e la posizione degli Stati Uniti chiara. Noi guideremo la causa della libertà, della giustizia e della speranza, poiché lo richiedono sia i nostri interessi che i nostri valori. Crediamo in una verità immutabile: a coloro cui tanto è stato dato, molto è richiesto. Sappiamo, inoltre, che nazioni con popolazioni libere, sane e prospere costituiscono una fonte di stabilità, non il terreno per gli estremisti, l’odio ed il terrore. Nel rendere il mondo pieno di speranza, rendiamo il mondo più pacifico – ed aiutando gli altri, il popolo americano deve capire che aiutiamo noi stessi.
Il settore in cui gli Stati Uniti ha un ottimo potenziale assistenziale, è la lotta contro la malaria. Qui da noi la malaria è stata sradicata decenni fa. E’ possibile debellarla. In Africa, questa malattia continua ad essere una delle maggiori cause di morte. Penso che i nostri concittadini rimarranno sorpresi nel sapere che l’anno scorso circa un milione di africani è deceduto a causa di questa infezione. La stragrande maggioranza era costituita da bambini sotto i cinque anni – un semplice morso di zanzara ha posto fine alle loro vite. In alcuni paesi, si muore più a causa della malaria che a causa dell’HIV/AIDS – e la scorsa settimana un nuovo studio ha dimostrato che coloro che hanno contratto la malaria, hanno maggiori probabilità di diffondere il virus dell’HIV. Il flagello malarico costa all’Africa sub-sahariana circa 12 miliardi di dollari l’anno. E se la malattia continua a propagarsi, il costo in termini di vite umane e mancata produttività peggiorerà in misura esponenziale. Adesso è il momento di agire.
Permettere all’Africa di continuare su questa strada è semplicemente inaccettabile. Ecco perché vogliamo passare all’azione e svolgere un ruolo guida. E con i nostri alleati di tutto il mondo, aiuteremo i popoli africani a cambiare il corso degli eventi. L’obiettivo di debellare la malaria è decisamente impegnativo, ma può essere realizzato. Non richiede un miracolo, ma soltanto un impegno notevole, intenso e mirato. E questo è il motivo per cui noi siamo qui.
Gli esperti hanno identificato quattro passi da intraprendere nella lotta contro la malaria in Africa: distribuire zanzariere per letto trattate con insetticida, intensificare l’impiego di insetticidi nei locali chiusi, distribuire medicine anti-malariche alle donne incinte e farmaci all’avanguardia alle persone colpite dalla malattia. Queste sono quattro iniziative che, se realizzate, salverebbero vite umane. Non sono cose impossibili da compiere. Credo che il nostro paese debba aiutare e continuare a svolgere un ruolo guida. Ecco perché lo scorso anno ho annunciato un’iniziativa per intensificare il nostro impegno a combattere la malaria in Africa. E desidero ringraziare i membri del Congresso per averla sostenuta.
Nell’arco di cinque anni, spenderemo 1.2 miliardi di dollari per distribuire zanzariere da letto, insetticidi per interni e farmaci anti-malarici in 15 paesi africani. I nostri sforzi si concentrano sull’obiettivo di sradicare la malaria da questi 15 paesi. Sosteniamo fermamente il concetto di misura. Questo progetto è misurabile. Possiamo determinare se le zanzariere e le medicine vengano distribuite oppure no. Ma la cosa più importante, è che possiamo verificare se stiamo salvando vite umane, oppure no. Noi guardiamo – ci adoperiamo per raggiungere questo traguardo storico, che consiste nel dimezzare il numero dei decessi causati dalla malaria. Questo è l’obiettivo verso cui ci dirigiamo, e cercheremo di realizzarlo il più rapidamente possibile.
L’iniziativa contro la malaria ha già dato ottimi risultati. Abbiamo iniziato il programma in tre paesi: Uganda, Angola e Tanzania. Voglio che i nostri concittadini ascoltino bene questa sorprendente statistica: in un periodo di tempo alquanto breve, più di 6 milioni di persone hanno tratto beneficio da questa iniziativa. E’ nel nostro interesse che la vita di queste 6 milioni di persone che abbiamo aiutato venga migliorata. In Uganda, i gruppi che hanno ricevuto i finanziamenti, grazie alla nostra iniziativa contro la malaria, hanno distribuito più di 300.000 zanzariere, e circa 300.000 dosi di farmaco a bambini e donne in stato interessante. In Angola, l’iniziativa ha sostenuto una campagna per l’uso di insetticidi spray ad uso domestico, per proteggere le case di più di mezzo milione di persone. Ed in Tanzania, l’iniziativa ha provveduto a sovvenzionare gli ospedali locali per effettuare la distribuzione di oltre 130.000 zanzariere ed insetticidi per uso domestico a favore di circa un milione di persone. Stiamo agendo. Il denaro dei contribuenti serve a salvare vite umane.
Le statistiche sono impressionanti – e dietro i numeri ci sono storie di famiglie che nutrono una rinnovata speranza nel futuro. Non molto tempo, fa le isole Zanzibar, al largo della costa della Tanzania, costituivano un focolaio di infezione malarica. Successivamente, con il sostegno dell’iniziativa contro la malaria, gruppi locali hanno lanciato una campagna chiamata “Kaata Malaria” – che in Swahili significa “Stop alla Malaria”. Alcuni attivisti sono andati porta a porta per insegnare alla gente come usare le zanzariere da letto, hanno promosso una campagna pubblicitaria attraverso la TV e la radio, e hanno parlato nelle moschee sulla prevenzione e la cura della malattia. Adesso la popolazione di Zanzibar sta iniziando a vedere i risultati. Una delle isole ha riportato che, nei primi nove mesi di quest’anno, il numero dei casi di malaria è sceso quasi del 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un uomo ha dichiarato: “Personalmente, l’iniziativa mi dà una grande senso di speranza. Il risultato finale dovrebbe essere che Zanzibar venga completamente liberata dalla malaria. Non si deve tornare più indietro”.
Quest’uomo ha ragione, non bisogna tornare indietro. E’ nostra intenzione continuare ad estendere l’iniziativa contro la malaria, in modo da raggiungere altri paesi africani il più velocemente possibile. All’inizio di quest’anno, Laura ha reso noto che nel 2007 quattro nazioni si uniranno all’iniziativa: Senegal, Malawi, Ruanda e Mozambico. Ed oggi, desidero annunciare che, dal 2008, altri otto paesi parteciperanno all’iniziativa: Ghana, Madagascar, Mali, Zambia, Kenya, Liberia, Etiopia, e Benin. (Applauso.) Presidente, posso garantire a queste persone che voi siete intenzionati a sconfiggere la malaria – e questa determinazione da parte della leadership del paese, rappresenta ciò di cui la nostra iniziativa ha bisogno per avere successo il più rapidamente possibile. Lei può contare su di noi come partner fedele ed affidabile.
Debellare la malaria richiederà molto più lavoro di una semplice azione da parte del governo degli Stati Uniti. Sconfiggere la malattia richiede la cooperazione tra governo e volontari di base. Voglio ringraziare i dirigenti dell’organizzazione Malaria No More, che stanno infondendo energia alla gente comune, raccogliendo fondi e mobilitando migliaia di volontari per combattere la malaria. Ci sono tantissime persone nel nostro paese che, qualora venissero chiamate a servire e ad amare, accoglierebbero l’appello immediatamente. Rick Warren ha fondato una chiesa chiamata Saddleback Church. Egli crede, come me, che a coloro cui tanto è stato dato, molto è richiesto. E’ loro intenzione inviare migliaia di volontari nei villaggi africani e negli ospedali. Queste comunità si affidano alle grandi capacità di medici ed infermieri. Ed è a questi professionisti che operano in Africa per cercare di debellare la malaria, che io esprimo la mia gratitudine a nome della nazione grata.
Sono lieto di annunciare che desidero ampliare un progetto federale, intitolato “Volontari per la Prosperità”, che permette alle organizzazioni di reclutare volontari per ricevere più facilmente le sovvenzioni federali. Credo sia nel nostro interesse impiegare il denaro dei contribuenti per incoraggiare questi iniziative del settore privato. Spero che le organizzazioni coinvolte nell’iniziativa contro la malaria capiscano che sarà più facile ricevere fondi federali. Il punto è che cercheremo di eliminare quanta più burocrazia è possibile, per far giungere il denaro nelle mani di coloro che reclutano ed incoraggiano i volontari a porsi in prima linea nella lotta contro la malaria.
Desidero ringraziare tutti i volontari di base qui presenti. Voglio esprimervi la mia gratitudine per ciò che state facendo. Spero possiate fare di più, e confido nel fatto che questo incontro, organizzato da Laura e dal suo team, vi permetta di coinvolgere altre persone, poiché quanto più rapidamente sarà eliminata la malaria, tanto più il mondo starà meglio.
Debellare la malaria richiede la cooperazione tra governo e settore privato. Quando io ho varato l’iniziativa contro la malaria, ho invitato fondazioni e società a partecipare. In altre parole, ho detto: dovete agire insieme a noi, da solo il governo non può risolvere queste problematiche. Possiamo trovare una soluzione, stanziare fondi, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto. Voglio ringraziare la Fondazione Gates. Melinda, grazie per essere qui. Questa fondazione costituisce un fantastico esempio di imprenditorialità sociale. E’ il risultato di un'eccezionale imprenditorialità commerciale. Adesso sta utilizzando quell’acume affaristico, e la ricompensa per essere stati così in gamba, per finanziare dei programmi incredibili. Ed io sono orgoglioso di ciò che state facendo.
Vorrei ringraziare la Croce Rossa. Bonnie, grazie di cuore. Hai preparato professionalmente migliaia di operatori sanitari nell’Africa sub-sahariana, e ne addestrerai ancora altri. Desidero, inoltre, esprimere parole di gratitudine alla Coalizione Imprenditoriale Mondiale (Global Business Coalition ), la quale finora ha riunito insieme più di 200 compagnie per raccogliere fondi per l’acquisto di zanzariere da letto ed altri approvvigionamenti. Duecento compagnie sono un po’ pochine, per quanto mi riguarda. In altre parole, vedo la cosa come un buon inizio, una sorta di “acconto iniziale”. (Risate).
Voglio ringraziare la ExxonMobil e la Marathon Oil, che hanno finanziato progetti contro la malaria in alcune delle nazioni africane maggiormente colpite dall’infezione. Credo sia nell’interesse delle loro aziende il fatto che il popolo africano capisca che siete disposti ad investire nel futuro di quel paese. Le compagnie e le fondazioni americane stanno dimostrando una grande saggezza e generosità – Apprezzo il vostro sostegno.
Debellare la malaria richiede la cooperazione tra il nostro paese e la comunità internazionale. Abbiamo elargito quasi 2 miliardi di dollari al Fondo Mondiale per la Lotta all’AIDS, e desidero ringraziare l’amministratore del fondo che è qui presente, oggi. A tale proposito, non parlo solo di lotta all’AIDS, ma anche di lotta alla tubercolosi ed alla malaria. E circa un quarto di quel denaro è stato utilizzato proprio nei progetti contro la malaria. Noi sosteniamo le iniziative per combattere questa malattia che sono guidate: dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal suo nuovo leader, dall’UNICEF e dalla mia amica Ann Veneman, e dalla Banca Mondiale, dove Paul Wolfowitz ha dato un’alta priorità ai progetti anti-malaria. Alcuni dei nostri alleati in Europa hanno impegnato risorse in queste iniziative – e, francamente, dovrebbero impegnarsi di più. Questo è uno sforzo mondiale contro la malaria. Gli Stati Uniti sono orgogliosi di svolgere un ruolo guida. Desidero incoraggiare gli altri paesi – a cui tanto è stato dato e molto è richiesto – ad essere più generosi e donare. Voglio ringraziare coloro che comprendono che la malaria è una questione mondiale, e dobbiamo risolverla insieme.
Sconfiggere la malaria richiede una cooperazione tra le nazioni americane ed africane. Signor Presidente, l’iniziativa contro la malaria si basa sull’associazionismo, non sul paternalismo. I leader come Lei conoscono il loro popolo, i suoi problemi e sono intenzionati a risolverli. Il nostro lavoro consiste nell’aiutarvi. Comprendo pienamente che tante volte le persone nutrono grandi ambizioni ed alte intenzioni, ma non dispongono dei mezzi necessari per realizzarle – e per contribuire. Ed ecco perché il governo si è impegnato a fornire denaro e tecnologia, per aiutare i leader a raggiungere quegli obiettivi di cui abbiamo parlato.
I capi africani sanno, inoltre, che a lungo andare la lotta contro la malaria richiede molto più che zanzariere, insetticidi spray e farmaci. E’ necessario un cambiamento delle condizioni che contribuiscono a diffondere l’infezione – povertà, mancanza di istruzione, irresponsabilità dei governi, corruzione e il dilagare della pandemia di AIDS. Per aiutare i leader africani a superare tali sfide, questa amministrazione, durante la mia presidenza, ha raddoppiato gli aiuti per lo sviluppo in Africa – ed io propongo di raddoppiarli ancora entro la fine di questo decennio. (Applauso).
Abbiamo istituito il fondo per la sfida al millennio, intitolato Millennium Challenge Account, per sostenere le nazioni che governano onestamente. Non ha alcun senso inviare il denaro dei nostri contribuenti ai paesi che rubano. Noi elargiamo – e parte di questi fondi, amministrati dall’Ambasciatore Danilovich, servono ad incoraggiare i paesi ad investire nella propria gente, e a favorire la libertà economica. E finora abbiamo firmato delle convenzioni con cinque nazioni africane, e stiamo lavorando per sottoscriverne altre.
Per quanto mi riguarda, abbiamo lanciato una delle più importanti iniziative nella storia americana, e cioè il p iano d'emergenza per l'assistenza nella lotta all'AIDS (Emergency Plan for AIDS Relief) – che finora ha provveduto a distribuire farmaci salva-vita a più di 800.000 persone sul continente africano in soli cinque anni. (Applauso).
L’assistenza allo sviluppo è una cosa, ma altrettanto importante è la capacità di aiutare le nazioni attraverso il commercio. Desidero lodare il lavoro del mio predecessore, il Presidente Clinton, e dei Congressi successivi, per aver approvato, ed ora ampliato, l’Atto di Crescita e di Opportunità per l’Africa (African Growth and Opportunity Act), che mi dà la possibilità di riferirvi che dal 2001 è raddoppiato il commercio tra Stati Uniti ed Africa. Grazie a tutte queste iniziative, noi siamo al fianco del popolo africano nel momento del bisogno. E agendo in tal guisa, aiutiamo questa gente a portare il fardello di una sofferenza inutile, contribuiamo a ridurre l’interesse per il radicalismo, ed instauriamo rapporti d’amicizia duratura in un continente dalla crescente importanza strategica.
Nell’avviarci alla conclusione di questo vertice storico, ogni cittadino può essere orgoglioso del lavoro che la nostra nazione sta svolgendo per combattere la malattia e la disperazione. Il nostro programma di sviluppo in Africa ed in altri paesi, costituisce l’impegno più ambizioso che gli Stati Uniti si sono assunti dal Piano Marshall. Ed ancora una volta, i nostri sforzi stanno dimostrando al mondo intero che tipo di paese è l’America. Siamo una nazione di gente ottimista e generosa, gente onesta, che tiene in grande considerazione la vita umana. Siamo una nazione che sa di essere fortunata e che, grazie a questa fortuna, ritiene doveroso aiutare gli altri. Siamo un popolo compassionevole, che si preoccupa profondamente del futuro del mondo. Ed è un onore, per me, essere alla guida di questo popolo.
Che Dio vi benedica. (Applauso).