Discorso dell'Ambasciatore Ronald P. Spogli
LABORATORIO NAZIONALE DEL GRAN SASSO
30 novembre 2006
Presidente Petronzio, Professor Coccia, Presidente Del Turco, Prefetto Troiani, Prefetto Camerino, Onorevoli Sindaci e Rettori, Dott. Calaprice, e distinti ospiti, vorrei ringraziarvi tutti per avermi invitato a partecipare a questa istruttiva presentazione alla quale seguirà una visita molto affascinante – secondo quanto mi hanno raccontato – del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, una struttura famosa nel mondo. Non sono mai stato in un laboratorio sotterraneo a prova di raggi cosmici prima d’ora, quindi cercherò di muovermi con discrezione…
Dopo le presentazioni che ho ascoltato, mi aspetto di essere colpito ma un po' intimorito dal laboratorio sotterraneo. Ma lasciatemi dire che quello che mi colpisce di più qui oggi è il potere della mente riunito intorno a me. Mi sento letteralmente sospeso sulla linea di confine della conoscenza umana, accompagnato da dei pionieri come voi, che non hanno paura a spingere più in là tale confine.
Vorrei dire qualche parola d’incoraggiamento e riassumere le mie impressioni su quello che avete raggiunto qui sotto il Gran Sasso, perché è così importante, e quali condizioni potrebbero portare il vostro lavoro a vette ancora più alte – anche se voi lavorate sotto terra!
Il vostro gentile invito a partecipare a questo programma riassume il primo punto: la scienza oggi è internazionale e sempre più interdisciplinare. Progetti di ricerca come il Borexino coinvolgono SQUADRE di scienziati, ognuno dei quali porta la propria esperienza e le proprie strutture. In questa era di comunicazione immediata, gli scienziati di ogni parte del mondo riescono a lavorare insieme. I vari paesi coinvolti in Borexino ne sono la prova. Ogni scienziato porta la propria competenza, dalla fisica delle particelle, alla fisica nucleare, all’ingegneria chimica. Grazie ad internet e a network dedicati, riescono a collaborare rimanendo nelle proprie università. Ma oggi ho imparato che, anche se la tecnologia ha reso possibile la collaborazione internazionale a distanza, talvolta la sede fa la differenza, permettendo ad uno dei collaboratori di contribuire in maniera unica. Questo è il caso del Gran Sasso, che trovandosi in profondità ed al di sotto di una roccia particolare, riesce a schermare i raggi cosmici e a studiarne i neutrini. Vorrei riconoscere pubblicamente il ruolo essenziale del Gran Sasso per aver riunito qui tanti paesi.
In secondo luogo, l’innovazione scientifica e tecnologica sono delle forze trainanti in tutto il mondo. La ricerca sta migliorando la sanità e l’efficienza energetica, sta diminuendo la fatica fisica del lavoratore ed espandendo la nostra comprensione sia del cosmo che del nostro pianeta. Ma dovremmo ricordare dove nascono questi miglioramenti della vita quotidiana. Sono frutto della ricerca fondamentale o “di frontiera”. Se non ci fossero i programmi di ricerca come quelli condotti qui al Gran Sasso, ci sarebbero sempre meno scoperte scientifiche e quindi sempre meno prodotti innovativi. In breve, la ricerca di base è la sorgente della ricerca applicata. Tutti i paesi che vogliono progredire basandosi sull’innovazione, sanno che bisogna trovare il giusto equilibrio tra ricerca di base e ricerca applicata. Il Laboratorio del Gran Sasso è un esempio di successo di un investimento a lungo termine in ricerca internazionale e “di frontiera”.
Sono stato contento di sapere che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è attivo nel trasferimento tecnologico ed ha sviluppato tecnologie all’avanguardia in diagnostica e terapia medica, in information technology e per la datazione di opere d’arte antiche.
La trasformazione delle scoperte scientifiche in prodotti di mercato è particolarmente importante per sviluppare la competitività e promuovere la crescita economica basata su innovazione ed alta tecnologia. Il vostro impegno è proprio quello che vorremmo sostenere con la Partnership for Growth – l’Alleanza per la Crescita – un’iniziativa della mia ambasciata che vorrei descrivere brevemente.
Uno degli obiettivi che mi sono posto, in veste di Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, è quello di migliorare la relazione tra i nostri due paesi, cercando di portarla vicino al suo massimo potenziale sia in campo politico che economico. Nonostante la nostra ottima cooperazione sul fronte internazionale, credo che i rapporti economici tra l’Italia e gli Stati Uniti siano molto distanti dal loro pieno potenziale. Basandomi sui nostri rapporti politici e sulle relazioni economiche con altri paesi europei, sono sicuro che c’è ancora molto che dobbiamo e possiamo fare insieme dal punto di vista economico.
A tale proposito, durante un incontro con la Giunta di Confindustria nell’aprile scorso, ho lanciato il progetto “Partnership for Growth”, un programma volto a promuovere un maggior dinamismo economico in Italia sviluppando quattro iniziative principali. La prima promuove una maggiore collaborazione tra Università ed impresa per rafforzare il trasferimento tecnologico e la creazione di nuove imprese. La seconda si dedica allo sviluppo dei vari strumenti finanziari, in particolare del mercato dei capitali di rischio, come il venture capital ed il private equity. La terza iniziativa ha lo scopo di ottenere una maggiore tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale per incoraggiare l’innovazione. Infine, per cercare di capire gli elementi culturali che ostacolano l’investimento – ponderato - nel rischio, stiamo cercando di stabilire un nuovo programma di scambio per inviare negli Stati Uniti gruppi di giovani italiani laureati in materie scientifiche ed in economia o giovani manager per studiare l’”imprenditorialità” e trascorrere un periodo di tempo in imprese americane ad alta crescita. Questo programma è chiamato BEST - Business (and Scientist) Exchange Student Training Program.
Ai politici italiani dico che in questo mondo di internet e di scienza internazionale, dove le grandi scoperte possono giungere da ogni angolo del mondo, gli italiani dovrebbero rafforzare il rapporto tra i centri di ricerca e le imprese, aiutati da strumenti finanziari più flessibili ed efficienti, per creare prodotti ad alto contenuto tecnologico al passo con i prodotti italiani tradizionali di nicchia come il tessile, le calzature ed il pellame.
L’Ambasciata sarà felice di collaborare con la Regione Abruzzo su progetti della Partnership, sia per la commercializzazione della ricerca che sul BEST.
Sono orgoglioso di poter ricordare qui oggi il contributo degli Stati Uniti a questo laboratorio internazionale. Non c’è solo il dottor Frank Calaprice che lavora su Borexino dall’Università di Princeton, credo che ci sono altri scienziati americani, come Laura Kogler dal Lawrence Berkeley National Lab. Lei sta lavorando all’esperimento “Cuoricino”. Complimenti a tutti voi, per rappresentare così abilmente il nostro paese e per contribuire in modo importante all’eccellente e storica collaborazione tra Italia e Stati Uniti nella ricerca.
Vorrei ricordare in particolare il contributo del National Science Foundation all’esperimento Borexino. Da circa dieci anni l’NSF investe 1 milione di dollari all’anno per sostenere professori, studenti e post-doc; a questi fondi si aggiungono 7 milioni di dollari che sono serviti a finanziarne la costruzione. Allo stesso modo, vorrei ringraziare il governo italiano per il suo enorme contributo al progetto: il 50 per cento dei costi di Borexino oltre agli 80 milioni di euro per ristrutturare questo laboratorio e consentirgli di raggiungere rigorosi standard ambientali e di sicurezza. Entrambi i paesi hanno dimostrato un forte impegno nel sostenere il laboratorio, assicurandosi che potesse continuare ad essere un’importante struttura internazionale anche nel futuro.
Grazie ancora a tutti voi per avermi invitato qui oggi a festeggiare la ripresa del progetto Borexino e per mostrarmi la struttura del laboratorio del Gran Sasso, dove la nostra squadra internazionale svolge le proprie ricerche ad altissimo livello. A questo punto non vedo l’ora di visitare il laboratorio e guardare Borexino da vicino!