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   Arms Control
    

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Il Consiglio di Sicurezza deve procedere con le sanzioni contro l’Iran, dichiarano i ministri, 6 ottobre 2006

(I membri permanenti condannano il rifiuto dell’Iran di sospendere le attività di arricchimento dell’uranio)

Di Howard Cincotta
Corrispondente Speciale del Washington File

Washington – Secondo una dichiarazione del 6 ottobre, rilasciata a Londra dai ministri degli esteri dei membri permanenti del consiglio insieme a rappresentanti della Germania e dell’Unione Europea (UE), perdurando il rifiuto da parte dell’Iran di sospendere il suo programma di arricchimento nucleare, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU darà avvio a discussioni per imporre sanzioni obbligatorie.

I ministri hanno espresso profonda delusione per il fatto che, dopo che gli era stata offerta una “cooperazione economica e politica … di ampia portata”, compresa la possibilità di costruire un forte programma di nucleare civile, l’Iran resti indisponibile a sospendere le sue attività di arricchimento e di reprocessing.

Il gruppo diplomatico che porta avanti i colloqui con l’Iran sul nucleare è noto come il 5+1. Esso comprende i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza – Regno Unito, Francia, Russia, Cina e Stati Uniti – più Germania e Javier Solana, l’Alto Rappresentante dell’UE per la Politica Estera e la Sicurezza (CFSP).

La dichiarazione fa osservare come la sospensione delle attività nucleari fosse stata ordinata sia dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) che dalla Risoluzione 1696 del Consiglio di Sicurezza, e porterà ora a consultazioni su l’imposizione di sanzioni da parte del consiglio. (Vedi articolo correlato .)

Parlando a Londra dopo l’incontro, R. Nicholas Burns, sottosegretario di stato agli affari politici, ha affermato che il gruppo dei 5+ 1 ha dato all’Iran più di quattro mesi per rispondere alla sua offerta del 1 giugno, che egli ha definito “un pacchetto molto generoso di incentivi economici, tecnologici e scientifici”.

Il negoziatore iraniano per il nucleare e consigliere degli affari esteri Ali Larijani ha avuto ampi colloqui con Solana, e questa settimana ha parlato anche con il consigliere per la sicurezza nazionale russo, ha continuato Burns. Ha aggiunto che l’Iran ha ricevuto molte proroghe dei termini fissati, così da poter continuare i negoziati e raggiungere un accordo che accogliesse le richieste dell’AIEA e delle Nazioni Unite.

Ciononostante, ha dichiarato Burns, “Solana e gli altri hanno riferito che gli iraniani non sono neanche vicini a giungere a un accordo per sospendere i loro programmi di arricchimento”.

I ministri degli esteri concordano sulla necessità di sanzioni internazionali, ha affermato Burns, ma debbono decidere sulla loro portata e sulla loro natura. Egli ha descritto un “menù di due pagine” che era stato stilato all’epoca dell’offerta del 1 giugno all’Iran. Pur non avendo voluto dire quanto a lungo potrebbe durare il processo, Burns si è mostrato fiducioso che le sanzioni su cui ci si è accordati sarebbero state ricavate da quella lista.

La Risoluzione 1696 del Consiglio di Sicurezza, adottata il 31 luglio, afferma che l’Iran si troverà ad affrontare tali sanzioni se non interrompe le sue attività di arricchimento nucleare e di reprocessing. (Vedi articolo correlato .)

L’Iran ha sostenuto che il suo programma nucleare è esclusivamente a scopi di energia civile, ma ha respinto le proposte di un programma civile di assistenza e di un monitoraggio internazionale a garanzia che i materiali nucleari non vengano dirottati su programmi per la dotazione di armamenti.

Burns ha affermato che l’offerta originaria del 1 giugno “resterà sul tavolo”, ma ha aggiunto che l’Iran deve rendersi conto che sta perdendo la grossa opportunità … di negoziare con gli Stati Uniti per la prima volta in 27 anni”.

Il testo completo della dichiarazione del 5+1 sul programma nucleare iracheno e la trascrizione delle dichiarazioni di Burns sono disponibili sul sito web del Dipartimento di Stato.

Per ulteriori informazioni, vedi Il controllo delle armi e la non proliferazione.

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