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Confindustria Convegno Giovani Imprenditori

Confindustria Convegno Giovani Imprenditori

Intervento dell'Ambasciatore Ronald P.Spogli

Confindustria Giovani Imprenditori

L'IMPERATIVO DELLA CRESCITA:
"ABBASTANZA NON BASTA"

Capri, Venerdì 6 ottobre 2006

 

Desidero innanzi tutto ringraziare Matteo Colaninno, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria, per avermi dato l’occasione di discutere le opportunità ed i vantaggi che potrebbero derivare all’Italia dal modello imprenditoriale Americano, modello incentrato in gran parte su una politica d’incentivazione sia nei confronti dei dirigenti che dei dipendenti delle aziende.

Come ho già annunciato nel corso dell’incontro con la Giunta di Confindustria il 27 aprile scorso, ho lanciato l’iniziativa “Partnership for Growth”, un programma volto a promuovere un maggior dinamismo economico in Italia. Il programma si articola in quattro grandi aree d’attività, che io amo chiamare “pilastri”:  

  • il primo promuove una maggiore collaborazione tra Università ed impresa per incrementare il trasferimento tecnologico e la creazione di nuove imprese.
  • Il secondo si dedica allo sviluppo dei vari strumenti finanziari, in particolare del mercato dei capitali di rischio.
  • Il terzo ha lo scopo di favorire una maggiore tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale per incoraggiare l’innovazione.
  • Infine, il quarto pilastro identifica modalità e programmi, nonché partners, allo scopo di inserire promettenti giovani imprenditori italiani nelle maggiori imprese americane caratterizzate da un alto tasso di crescita per stage semestrali. --

E’ senza dubbio interesse degli Stati Uniti assistere ad una crescita dell’economia italiana. Non soltanto perché vogliamo sempre aumentare gli scambi commerciali bilaterali, ma anche perchè un’economia italiana più sana e piú dinamica permetterebbe di continuare la collaborazione, per migliorare la situazione politica ed economica a livello globale.

L’Italia è un alleato importante degli Stati Uniti. E’ anche un membro della NATO, del G8, del Gruppo di Contatto sui Balcani, e – dall’anno prossimo – del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Il ruolo che l’Italia ricopre nel contesto mondiale è estremamente importante per noi, come lo è il suo contributo alla sicurezza globale.

Gli Stati Uniti sono grati all’Italia per la sua leadership a livello internazionale, e réputano che una maggiore crescita economica fornirebbe al paese gli strumenti e le risorse necessari per poter continuare a svolgere questo suo ruolo di leadership.

Oggi vorrei esaminare in modo particolare il VOSTRO concetto di leadership.

In qualità di giovani imprenditori, il vostro orizzonte di pianificazione è decisamente più ampio rispetto a quello dei vecchi capitani d’industria e di gran parte degli attuali leader politici, e qualsiasi decisione maturata nell’ambito delle vostre aziende avrà effetti a lungo termine. Siete voi, e la vostra generazione, coloro che avranno un ruolo fondamentale del futuro dell’economia italiana.

La vostra risposta alle sfide ed alle opportunità attuali sarà decisiva per determinare il futuro dell’economia italiana. Parliamo delle questioni relative all’introduzione dell’euro, alla creazione di un mercato unico europeo in continua espansione, alla potenza della Cina nel settore manifatturiero, al dinamismo dell’economia indiana fondata sui servizi, oltre a dozzine di altre realtà globali che stanno prendendo forma.

Il vostro dinamismo, o la vostra inerzia, condizioneranno la crescita della vostra impresa, che a sua volta avrà un impatto determinante sulla futura crescita dell’economia. In veste di top manager, se il vostro orizzonte di pianificazione si estende per i prossimi 30 o 40 anni, la totalità della vostra attività od inerzia avrà un’importanza cruciale nel processo economico del paese, in conseguenza del quale l’Italia potrà recuperare il suo dinamismo, oppure continuare nel suo declino.

Vorrei soffermarmi in modo particolare sull’iniziativa o inerzia a livello individuale. Purtroppo nessuno di noi possiede una sfera di cristallo per sapere con certezza le sfide e le opportunità che il futuro ci riserva. Dobbiamo avere la capacità: di valutare le attuali circostanze di volta in volta, di pianificare al meglio, e di apportare le dovute modifiche nel caso nuovi fattori intervengano nel corso del processo di sviluppo.

Il motivo per cui voglio dare particolare enfasi alla VOSTRA iniziativa individuale, è perchè quest’ultima rappresenta un elemento di cui voi avete totale e diretto controllo. Differentemente, voi non avete nessun controllo di quello che avviene a livello dell’OMC, o dei regolamenti redatti da Bruxelles o della Legge Finanziaria presentata ogni anno dal governo italiano. Questi sono fattori esogeni, al pari dei tassi d’interesse e delle condizioni del tempo.

Lasciate alla Confindustria, la vostra organizzazione di categoria, il compito di esercitare pressioni in modo appropriato a vostro favore. Concentratevi sul vostro core business. Concentratevi su ciò che sapete fare meglio.

Mi piacerebbe poter comprendere in termini molto generali la storia e la struttura delle imprese che ognuno di voi rappresenta.

Vi prego di scusarmi se mi prendo la libertà di condurre un breve sondaggio fra i presenti. Quindi, coloro i quali sono i fondatori dell’impresa o dell’organizzazione che rappresentano, per favore alzino la mano. Di nuovo, chiedo ai fondatori ed ai top managers di alzare le mani.

Stimerei che circa lo X percento di voi ha alzato la mano, siete d’accordo?

Adesso vorrei verificare quanti di voi sono figli o nipoti dei fondatori dell’impresa o dell’organizzazione che rappresentate. Se siete figli o nipoti del fondatore dell’impresa, od i loro top managers, vi prego di alzare la mano.

Stimerei che circa lo Y percento di voi abbia le mani alzate, siete d'accordo?

Tali percentuali possono quindi darci un’idea della composizione della nostra platea oggi. Circa il X percento di voi ha cominciato la sua impresa da zero, partendo da un’idea e rendendola matrice della propria impresa. Infatti, t re quarti dei nuovi posti di lavoro creati dall’economia statunitense provengono dalle nuove imprese a crescita rapida. Alcune delle vostre aziende potrebbero essere accomunate alle nuove imprese a crescita rapida.

Spero che i rappresentanti governativi presenti al convegno oggi e domani vengano a cercarvi per capire:

1) come è avvenuta la crescita,

2) gli attuali fattori che l’hanno resa possibile,

3) i potenziali fattori che potrebbero renderla piú agevole,

4) cosa dovrebbe fare la classe politica per creare le condizioni necessarie alla creazione e sviluppo di aziende come le vostre.

Vi invito ad esplorare le molteplici possibilità di sviluppo della vostra azienda, e di non accontentarvi delle attuali dimensioni. A questo scopo vorrei citarvi il brano di un discorso tenuto da un mio carissimo amico, il professor Chip Blacker dell’Università di Stanford, un esperto di affari internazionali, in occasione di una cerimonia di laurea in California all'inizio di questo anno. Il Prof. Blacker ha spronato i laureandi di Stanford a pretendere il massimo da se stessi nella loro sfera professionale, pronunciando queste testuali parole: “Vi esorto a scegliere (un’attività) che vi metta alla prova fino in fondo. Sceglietene una che in qualche modo vi faccia rabbrividire!, una che all’inizio vi dia la sensazione di vacillare e di vomitare sulle vostre scarpe”.

Stava per l’appunto descrivendo il percorso che ha reso possibile il fenomeno di Silicon Valley, un fenomeno che continua ad alimentare in maniera costante la domanda di lavoro negli Stati Uniti. Stava descrivendo un mondo in cui il mero concetto di “abbastanza” non basta.

Alcuni di voi forse non sentono l’esigenza di crescere. Ma la crescita non è un concetto fine a se stesso, bensì la “conditio sine qua non” affinché un’azienda mantenga la sua vitalità in un’economia globalizzata. Se voi non siete un'azienda leader nel vostro settore, la concorrenza globale continuerà ad intaccare le vostre quote di mercato, i margini di profitto e la sopravvivenza a lungo termine.

Ovviamente, essere il più grande non vuol dire necessariamente essere il migliore, ma essere più grande vi dà piú spesso la possibilità di trovarvi in una posizione “migliore”.

A questo punto vorrei condividere con voi la mia personale esperienza nell’aiutare le aziende a crescere. Prima di diventare ambasciatore in Italia, ho svolto la mia attività per piú di 30 anni nel mondo della finanza, e nel 1983 ho fondato la Freeman-Spogli, una società di private equity con sede a Los Angeles e a New York. In qualità d’investitore, ho messo a disposizione fondi e fornito consulenze di strategia aziendale a più di cento imprese, ed ho fatto parte del consiglio d’amministrazione di più di venti società.

Ho potuto constatare in prima persona come la struttura manageriale e la partecipazione azionaria del top management ha aiutato le aziende a raggiungere la fase successiva di sviluppo, apportando in tal modo grande beneficio all’azienda, ai dipendenti ed alle loro comunità.

La decisione di rimanere un’azienda di piccole dimensioni o di espandersi verso nuovi mercati va di pari passo con la struttura che voi avete conferito alla vostra azienda. La mia esperienza mi ha insegnato chiaramente che l’elemento fondamentale di qualsiasi azienda in qualsiasi fase della sua crescita, e capace di determinarne il successo, è la qualità dei top managers che io ero capace di attirare verso quell’impresa.

Il tipo di persona selezionata è ciò che fa la differenza. Personale qualificato e capace è in grado di decidere per il meglio, e così facendo fornisce alla società gli strumenti e le condizioni necessari per superare le difficoltà ed ottenere successi altrimenti irrangiugibili.

Sebbene possa sembrare una semplice ed ovvia verità, vi esorto a ricercare ed assumere esperti qualificati nel settore del design, manifattura, progettazione, marketing, nuove tecnologie, diritto e finanza, e conferire loro veri poteri di gestione. Oggi, le aziende sono valutate in base alla loro capacità di attrarre, trattenere e motivare il proprio personale.

Sono stato sempre convinto che la partecipazione azionaria è stato un metodo infallibile ed efficace per attrarre ed incentivare le persone piú qualificate.

Ancora una volta la mia esperienza personale mi ha insegnato che, per quanto buoni siano stati i risultati conseguiti dall’azienda prima della nostra partecipazione al capitale, nel momento in cui al top management veniva offerta l’opportunità di investire nel capitale, il rendimento dell’azienda subiva invariabilmente un incremento notevole, raggiungendo delle volte livelli eclatanti.

Vi esorto quindi vivamente a riconsiderare seriamente il ruolo del vostro top management all’interno della vostra azienda. Dedicate il tempo necessario per capire come meglio motivare i vostri senior managers, affinchè il loro rendimento ed il loro processo decisionale siano nel miglior interesse della vostra azienda.

Se non avete chiare le motivazioni del vostro top management, impiegate del tempo per identificare quali incentivi potrebbero incoraggiarli a lavorare ancora meglio e rendere la vostra impresa ancora più redditizia. Orientatevi verso metodi creativi per motivare e gratificare adeguatamente le performance eccezionali. Considerate se dare loro l’opportunità di diventare azionisti dell’azienda, con la possibilità di raccogliere profitti non solo come impiegati ma come proprietari, sia o non sia nel vostro e nel loro interesse. Incrementi di stipendio e premi, la compartecipazione ai profitti, la semplice sicurezza del posto di lavoro e magari l’acquisto di azioni rappresentano i fattori motivanti piú significativi per il vostro management team. La possibilità di diventare azionisti da parte del top management di un’azienda è, a mio avviso, un potentissimo elemento di motivazione.

Adesso, permettetemi di ribadire un concetto già espresso poco fa. In veste di imprenditore interessato a creare imprese destinate a diventare leader nel loro settore, niente di quello che ho fatto, nessuna strategia, nessuna metodologia di produzione, nessuno schema organizzativo è stato mai tanto efficace quanto la politica di attrarre i migliori senior managers. La successiva offerta di acquistare azioni ha contribuito a creare un rapporto di fiducia reciproca, e li ha resi partners in una visione comune dell’azienda.

Voi sarete in grado di raggiungere piú facilmente gli obiettivi che avete fissato per la vostra azienda con il pieno coinvolgimento del vostro top management. Vi esorto ad identificare meccanismi di remunerazione diversificati, che li avvicinino maggiormente alla vostra visione futura dell’impresa.

Tornando di nuovo alle mie esperienze nel settore del private equity, noi abbiamo investito in molte aziende che erano possedute e gestite a livello familiare. Il proprietario di una di queste imprese aveva raggiunto una fase della sua vita nella quale non voleva accollarsi il rischio di far crescere ulteriormente la sua impresa, che si collocava comodamente al quarto posto nel suo settore d’attività. Nel momento in cui siamo intervenuti nel capitale dell’azienda, abbiamo rimodulato le retribuzioni dei 50 impiegati più importanti dell’azienda in modo tale da dar loro la possibilità di acquistare azioni. Abbiamo investito nell’impresa con l’obiettivo di crescere al punto di competere con la società leader del settore.

È stato straordinario vedere come il senior management fosse stato stimolato positivamente in seguito all’acquisto di una quota azionaria. La trasformazione da impiegati ad azionisti ha incoraggiato il talento creativo ed il potenziale del top management. Otto anni dopo, quando raggiungemmo i nostri obiettivi aziendali e quotammo la società in borsa, i 50 impiegati ricevettero una remunerazione rilevante. E non si tratta di un’episodio isolato. È accaduto centinaia, se non migliaia di volte, e continua a verificarsi con notevole frequenza.

Il messaggio che vorrei condividere con voi è palese. Le vostre più grandi risorse ancora nascoste, le vostre migliori opportunità per migliorare il rendimento sono già all’interno della vostra organizzazione. È il vostro capitale umano. Siate creativi ed aperti nel cercare di capire cosa motìva il personale e siate ugualmente creativi nel gratificarlo e nel premiare l’alta produttività.

Per l’Y percento di voi che non siete i fondatori, ma appartenete alla generazione successiva a quella del fondatore dell’azienda, sono sicuro che la stragrande maggioranza di voi guida le proprie società con passione e dedizione. In questo modo portate alla vostra azienda un contagioso spirito di ottimismo, una visione chiara di dove sperate di condurre la società, ed il desiderio di sperimentare nuove idee, anche quelle che sembrano estreme e radicali.

Ma a quelli che non vivono con passione il rapporto con la loro azienda, o che vivono il proprio ruolo di proprietario come un prestigioso “lavoro per la vita”, consiglio di considerare seriamente soluzioni alternative. Voi potreste, come il mio grande amico Mario Moretti Polegato, affidare l’azienda di famiglia a qualcun altro e perseguire le vostre vere passioni.

Mario non ha avuto solo una brillante idea, ma ha anche adottato un moderno metodo di organizzazione alla Geox. Ha identificato un gruppo di esperti che gestisce le funzioni fondamentali dell’azienda, come la ricerca e lo sviluppo, il marketing, la progettazione ed il design. Ha dato fiducia alla sua squadra, affidando loro la piena autorità nelle rispettive aree di competenza. Ha motivato i componenti della sua squadra nella realizzazione dell’aggressiva strategia di crescita della Geox, offrendo loro partecipazioni azionarie nella società. Geox rappresenta oggi l’azienda leader nel settore calzaturiero in Italia ed il terzo produttore mondiale di scarpe comode e sportive.

Quando Geox è stata quotata in borsa nel 2004, una percentuale rilevante del capitale della società era detenuto dal team dei dirigenti della Geox, a parte Mario. Il successo della Geox, le sue tecniche innovative di gestione del personale fanno dell’azienda una preda ambita da parte di importanti investitori istituzionali statunitensi, che detengono l’80 percento delle azioni Geox.

Seguendo le sue idee e la sua passione, Mario Moretti Polegato ha diversificato e sviluppato le fortune di famiglia. Ha anche creato nuovi posti di lavoro, ricchezza, ed un modello d’impresa da studiare da parte dei giovani imprenditori italiani.

Forse nel vostro caso, a differenza di Mario, non avete un fratello che sia in grado di prendere le rédini dell’azienda di famiglia, mentre voi vi lanciate in una nuova impresa, o forse la vostra azienda di famiglia non generi sufficienti cash flow per finanziare nuove imprese start-up. In questo caso, la vostra migliore scelta potrebbe essere quella di vendere l’azienda di famiglia, ed investire parte dei proventi in una nuova attività od in un nuovo progetto imprenditoriale.

Sebbene vendere un’azienda di famiglia sia una decisione molto difficile, ora è il momento giusto per farlo. Un gruppo d’investitori o possibili soci, relativamente poco conosciuti in Italia, ma con solida e provata esperienza nelle altre più grandi ed avanzate economie del mondo, sono fortemente motivati ad investire in imprese di qualità. La liquidità nel mercato delprivate equity italiano è in forte crescita, e questo aumenta il valore delle imprese di qualità.

L’Italia si è avvicinata da poco al concetto statunitense delprivate equity, ma i fondi di private equity stanno rapidamente riguadagnando terreno. Un buon investore di private equity lavora per la crescita della vostra azienda e tiene nella giusta considerazione il talento e l’esperienza dei vostri dipendenti. Oltre a fornirvi la liquidità necessaria per cominciare la vostra nuova impresa, un buon investitore di private equity farà crescere l’azienda fondata dai vostri antenati e rispetterà il rapporto consolidato che voi avete costruito nel tempo con la vostra clientela.

Affidando la vostra azienda ad un operatore di private equity competente, non solo aiutate voi stessi a finanziare una nuova impresa, ma contribuite alla creazione di nuovi posti di lavoro ed alla crescita dell’economia nel suo complesso.

Come ho già detto, il settanta percento di tutti i nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti sono stati creati da nuove imprese a rapida crescita. So per esperienza personale quanto sia difficile la scelta di vendere l’azienda di famiglia, così come quella di cominciare una nuova impresa. Ma so anche che gli imprenditori che hanno perduto “il sacro fuoco”, limitano la loro attività alla cura degli affari quotidiani e spesso non gestiscono in maniera ottimale le possibilità di crescita dell’azienda. A lungo andare, questo tipo di atteggiamento sminuisce il valore della società. Per queste ragioni, vi esorto ancora una volta a gestire la vostra azienda con passione ed energia, oppure di considerare le diverse opportunità offerte dal mercato, opzioni che fino a pochi anni fa semplicemente non esistevano.

So che molti diranno “Si, ma ."

Potrete incontrare molte difficoltà nel convincere gli altri a seguire un nuovo percorso, il quale, sebbene sia la soluzione ottimale per voi personalmente, per la vostra azienda ed i vostri dipendenti potrebbe risultare destabilizzante nel breve periodo. Vi esorto ad essere coraggiosi nel prendere decisioni che riguardano il vostro futuro e quello della vostra azienda. Non aspettate che le circostanze esterne vi spingano all’azione. Siate padroni del vostro destino. Non aspettate che l’iniziativa del Governo o della Confindustria stimoli la vostra iniziativa. A mio avviso, questa è la chiave della crescita economica in Italia e, direi, la ricetta per la crescita e la realizzazione personale.

Vorrei concludere il mio intervento condividendo l’esperienza di due imprese italiane start-up, originate dalla stessa prestigiosa università italiana.

La prima azienda ha scelto una strategia di rapida crescita. Ha cercato di 1) allargare la sua quota di mercato, 2) di portare rapidamente la sua tecnologia ad uno standard industriale, 3) di strutturare la sua azienda in modo tale da ottimizzare la propria forza ed accedere al capitale di rischio. L’azienda ha una presenza internazionale e sta continuando ad incrementare il capitale d’impresa.

Il suo obiettivo è di quotare la società in borsa ed espandere la sua tecnologia nelle applicazioni collegate.

La seconda azienda ha ottenuto contratti importanti con grandi imprese straniere. Il suo prodotto ha numerose possibilità di applicazione, ma i fondatori ed i ventiquattro dipendenti sono perfettamente soddisfatti della loro condizione attuale. Non hanno cercato finanziamenti per la crescita dell’azienda. Stanno seguendo uno sviluppo lento e controllato e non hanno fretta di lasciare l’enclàve universitaria.

  • Entrambe sono aziende di successo. Entrambe hanno grandi prodotti. Entrambe le aziende hanno grandi potenzialità di crescita. Ma io sostengo che la prima azienda, assumendosi più rischio e scegliendo una strategia aggressiva di sviluppo, è di maggior valore per l’Italia. Ha la potenzialità di creare centinaia, se non migliaia di nuovi posti di lavoro. Ha le potenzialità di fare la fortuna dei suoi fondatori, i quali potrebbero mettere a frutto la loro esperienza dando inizio a nuove imprese. Ha le potenzialità di attirare l’attenzione degli investitori nel settore del venture capital verso le potenzialità inesplorate esistenti in Italia. L’Italia ha bisogno d’imprenditori che siano disposti a rischiare. Il governo non è in grado di determinare quali siano i rischi da intraprendere.

  •  L’Italia ha bisogno che VOI vi assumiate dei rischi, rischi che talvolta vi faranno “rabbrividire”. La crescita dell'economia italiana dipende da questo. La crescita dell’economia italiana dipende da VOI. CARPE DIEM!

Grazie.

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