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Saluto dell’Ambasciatore Ronald P. Spogli

alla commemorazione delle vittime degli attentati dell’11 settembre

Roma, Senato della Repubblica, 11 settembre 2006

 

Grazie Presidente Marini, grazie  Presidente Prodi, Presidente Bertinotti, Presidente Bile, rappresentanti delle istituzioni e delle forze economiche e sociali per la vostra presenza a questa solenne cerimonia di commerazione delle vittime degli attentati di cinque anni fa.

L’11 settembre 2001 e’ stato l’evento che ha segnato la storia contemporanea, un momento di riflessione collettiva che ha sconvolto i fondamenti della nostra vita.

Gli attacchi dell’11 settembre ci hanno mostrato quanto fossero illusorie le nostre idee di sicurezza.

Quel giorno, i terroristi avrebbero voluto annientarci tutti , ma cio’era per loro impossibile. Oggi questo continua ad essere il loro obiettivo.

Quel giorno pero’ sono riusciti a colpirci dal punto di vista psicologico, non solo con l’orrore delle loro azioni, ma con il pensiero che la nostra vita non sarebbe mai piu’ tornata alla normalita’. Abbiamo pensato che non ci saremmo mai piu’ sentiti al sicuro come prima. Quel giorno e’ iniziato come una bellissima mattinata di sole ormai lontana. A mezzogiorno, infatti, il mondo non era piu’ lo stesso. E lo ricordiamo come fosse ora.

Perche’ questo sentimento persiste? Perche’ da quel momento non solo abbiamo perduto la nostra innocenza, ma abbiamo assunto una responsabilita’ che ancora portiamo dentro.

Durante la cerimonia di commemorazione avvenuta il 14 settembre 2001, il Presidente Bush disse “Sono passati solo tre giorni , e gli americani non ne hanno ancora una percezione storica. Ma la nostra responsabilita’ nei confronti della storia e’ chiara fin d’ora: rispondere agli attacchi e liberare il mondo dal male.”

Infatti l’11 settembre e’ la data in cui abbiamo cominciato a vincere la battaglia contro l’estremismo il piu’ violento. E una visione positiva del futuro e’ parte della soluzione.

Il Segretario Rice ha detto che “le radici dell’11 settembre risiedono nell’espressione violenta di un’ ideologia estremista globale, un’ ideologia che prospera… nell’oppressione e nella disperazione.” E il Ministro D’Alema ha notato “Qual e’ la sfida del terrorismo Islamico? Se e’ visto come una sfida contro l’Occidente, siamo nei guai. Se e’ visto come una minaccia contro l’umanita’, allora potremo trovare la risposta giusta. Ancor prima di essere il nostro nemico, questo terrorismo e’ nemico del suo popolo.”

E’ quindi nell’interesse della nostra sicurezza aiutare i bambini del mondo a costruire un futuro nel quale il loro diritto alla vita, alla liberta’ e al perseguimento della felicita’ sia tutelato mentre continuiamo la battaglia. La vita e’ un diritto fondamentale e lo dobbiamo proteggere senza compromettere troppo la liberta’. Per difendere la liberta’ e la vita non dobbiamo permettere che accada un altro 11 Settembre.

Dobbiamo fare tesoro di questi infausto avvenimento di cinque anni fa, lo dobbiamo in nome delle vittime di questo e di altri attentati. Fino a che esiste tale minaccia, e sara’ per molto tempo, dovremo adattare il nostro stile di vita alle nuove esigenze. Bisogna difendere la vita delle persone da chi odia la nostra societa’. Gli italiani sanno di cosa parlo data la loro lunga esperienza di lotta contro la violenza politica. Lavorare insieme per tutelare la vita e la liberta’ nel mondo, e’ la sfida politica piu’ importante.

Sono orgoglioso di essere qui come Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e nipote di emigranti italiani. E sono fiero di poter dire che l’Italia e gli Stati Uniti sono uniti nella sfida lanciata da un terrorismo estremo e violento, da quando, cinque anni orsono, vedemmo crollare le Torri Gemelle, il Pentagono in fiamme e un altro aereo schiantarsi in un campo desolato della Pennsylvania.

I nostri due paesi, i nostri due popoli condividono una visione comune della liberta’, della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Condividono il desiderio di vedere tutti i popoli liberi del mondo vivere in pace e nella prosperita’.

Continueremo insieme questa lotta di carattere globale. Tutto il mondo civilizzato ha interesse al suo risultato.

Siamo pronti a lavorare con i nostri partner in tutto il mondo per costruire un fondamento comune a difesa delle nostre nazioni e a tutela delle nostre liberta’.

Ancora grazie Presidente Marini, per avermi invitato qui oggi. Per avermi dato, ancora una volta, la possibilita’ di incontrare i rappresentanti del grande popolo italiano. Non solo per ricordare le tragiche perdite di cinque anni fa, che ci riguardano tutti, ma anche per celebrare la vicinanza dei nostri due popoli nell’affrontare questa sfida all’umanita’.

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