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   Terrorism
    
President Bush spoke about the need to keep “steady pressure, unrelenting pressure, on al-Qaida and its associates.” (©AP Images)

President Bush spoke about the need to keep “steady pressure, unrelenting pressure, on al-Qaida and its associates.” (©AP Images)

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Bush afferma che dall’11 settembre 2001 la sicurezza degli Stati Uniti è migliorata, 7 settembre 2006

(Gli Stati Uniti sono oggi un posto più sicuro e stanno vincendo la guerra contro il terrorismo, dice il presidente)

Washington – Il presidente Bush ha affermato che gli Stati Uniti sono un posto più sicuro rispetto a quando subirono gli attentati dell’11 settembre 2001 a New York e a Washington e che il paese sta “vincendo la guerra al terrore” con la vigilanza, la determinazione e il coraggio.

Il 7 settembre in occasione di un discorso tenuto a Marietta in Georgia, il quarto di una serie di discorsi sulla guerra al terrore, Bush ha detto che gli Stati Uniti hanno “imparato la lezione” dell’11 settembre 2001.

“Abbiamo riparato le falle nella sicurezza messe in evidenza dagli attentati.. Siamo andati all’attacco dei nostri nemici e abbiamo trasformato ex nemici in alleati. Abbiamo creato le istituzioni necessarie per vincere questa guerra”, ha aggiunto.

Nell’offensiva contro le organizzazioni terroristiche come al-Qaeda, ha detto il presidente, gli Stati Uniti e i suoi alleati per distruggere la continuità delle operazioni dei terroristi stanno utilizzando, oltre a quelli militari, strumenti finanziari, diplomatici e di intelligence..

“A causa della nostra offensiva, per al-Qaeda oggi è più difficile utilizzare il sistema bancario internazionale per effettuare trasferimenti di denaro. A causa della nostra offensiva al-Qaeda non è più in grado di comunicare liberamente senza temere di essere distrutta. E sempre a causa della nostra offensiva i membri di al-Qaeda non possono più muoversi a loro piacimento senza mettere a repentaglio la propria vita”, ha detto Bush.

Il presidente ha affermato che una delle lezioni apprese dagli attentati del 2001 è l’esigenza di mantenere “su al-Qaeda e sui suoi affiliati una pressione costante e senza cedimenti”.

Gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno impedito alle forze terroriste di raggiungere il loro obiettivo primario di rovesciare governi di paesi mediorientali per assumerne il controllo.

Al contrario, due dei loro obiettivi, il Pakistan e l’Arabia Saudita, sono tra “i più preziosi alleati nella guerra al terrore” degli Stati Uniti e inoltre paesi come l’Afganistan e l’Iraq che una volta appoggiavano il terrorismo, oggi sono paesi democratici e contribuiscono alla lotta al terrorismo.

I paesi impegnati nella lotta al terrorismo sono più di 90 e insieme lavorano per “prosciugare le risorse finanziarie dei terroristi, fermare i loro piani e portarli davanti alla giustizia”, una forza definita da Bush come “la più ampia coalizione della storia bellica”.

Per combattere il radicalismo gli Stati Uniti appoggiano in Medio Oriente i leader democratici e i riformatori. “Appoggiamo le voci del mondo musulmano che parlano di tolleranza e moderazione. Siamo a fianco delle madri e dei padri di ogni cultura che desiderano veder crescere i propri figli in un mondo solidale e pacifico” ha affermato il presidente.

Mutando le condizioni che incoraggiano il radicalismo e l’odio sostituendo”le dittature violente con democrazie pacifiche”, gli Stati Uniti e i suoi alleati renderanno il mondo più sicuro, ha aggiunto Bush.

La trascrizione delle osservazioni del presidente è disponile nel sito web della Casa Bianca. È inoltre disponibile una scheda informativa correlata.

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