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   Afghanistan
    
Afghan President Hamid Karzai talks with NATO Supreme Operational Commander Gen. James Jones, August 30, 2005. (File photoİAP/WWP)

Afghan President Hamid Karzai talks with NATO Supreme Operational Commander Gen. James Jones, August 30, 2005. (File photoİAP/WWP)

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Funzionari dichiarano che la NATO si opporrà ai miliziani in Afghanistan, 4 agosto 2006

(L’alleanza provvederà alla sicurezza, ed aiuterà il governo a facilitare le iniziative per la ripresa)

a cura di David McKeeby
corrispondente del Washington File

Washington – L’International Security Assistance Force in Afghanistan, detta anche ISAF(forza internazionale per il mantenimento della pace con base a Kabul ), non verrà distolta dalla sua missione, che consiste nel proteggere il popolo afgano mentre cerca di risollevarsi da decenni di guerra ed oppressione, hanno dichiarato alcuni funzionari dell’Alleanza Atlantica.

Le operazioni NATO nel paese, ha sostenuto il Comandante Supremo delle potenze alleate in Europa, il generale statunitense del corpo dei Marine James Jones, nel corso di una dichiarazione del 4 agosto, “mirano a realizzare un contesto protetto e sicuro, in modo da permettere al governo ed alle organizzazioni internazionali di apportare elementi di ricostruzione e speranza per un futuro migliore in quella regione”.

Le parole del Generale Jones fanno seguito ad una dichiarazione, sempre del 4 agosto, rilasciata dal Segretario Generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer, il quale ha garantito che “la NATO si opporrà ai guerriglieri ed ai terroristi, il cui unico obiettivo consiste nel rovinare il futuro dell’Afghanistan” (Vedi articolo correlato ).

Nell’agosto 2003, la NATO ha preso il comando della forza ISAF, che si avvale di personale proveniente da 37 paesi, ed opera su mandato delle Nazioni Unite. Da quel momento, partendo dalla base di Kabul, capitale dell’Afghanistan, ha esteso la portata delle sue attività, fino ad arrivare ad aiutare il governo afgano nella difesa di 13 province, situate nella parte settentrionale ed occidentale del paese. Il 31 luglio, le 18.500 unità dell’ISAF hanno assunto la responsabilità della sicurezza di 6 province a sud del paese, al posto delle forze della coalizione guidate dagli Stati Uniti. (Vedi articolo correlato ).

Nell’ambito di questa iniziativa, l’ISAF provvederà all’invio di contingenti per proteggere le squadre provinciali per la ricostruzione, gruppi di esperti civili e militari che lavorano con autorità locali ed enti assistenziali non governativi, allo scopo di identificare progetti che possono aiutare le comunità, quali ricostruzioni di abitazioni, fattorie ed infrastrutture principali. (Vedi articolo correlato ).

Mentre si adopera per aiutare le popolazioni residenti in quelle aree, allo scopo di realizzare un futuro migliore per le loro famiglie, ha dichiarato Jones, l’alleanza atlantica ha subito un attacco da parte dei superstiti della milizia talebana disciolta, dei combattenti stranieri affiliati ad al-Qaida, e dei gruppi legati ai trafficanti di stupefacenti ed altre organizzazioni criminali, i quali si oppongono alla promessa di pace e stabilità in Afghanistan.

Il 3 agosto, tre soldati canadesi sono stati uccisi dalle milizie mentre, su richiesta delle autorità locali, svolgevano un’attività di sorveglianza, insieme alle forze di sicurezza afgane, lungo l’autostrada nei pressi di Kandahar, per garantire che i contadini riuscissero a portare al mercato grappoli d’uva appena colta. L’operazione, ha dichiarato Jones, consisteva “esattamente nel tipo di sostegno ed attività assistenziale per la collettività, che i nostri piani di aiuto e di ricostruzione cercano di favorire”.

Nei giorni passati abbiamo assistito ad un attacco missilistico contro la base operativa NATO a Kandahar, ad un attacco contro le truppe statunitensi e britanniche, e ad un’operazione congiunta delle forze aeree e terrestri britanniche ed afgane, che ha ucciso 17 miliziani nella provincia di Helmand.

Nonostante tali episodi e gli altri attacchi studiati per mettere alla prova le forze alleate, ha dichiarato Jones, la NATO rimane ferma nella volontà di proseguire la sua missione, per contribuire a garantire la stabilità necessaria, mentre la popolazione afgana si sforza di ricostituire le proprie comunità e migliorare la vita delle proprie famiglie (Vedi articolo correlato ).

“Continueremo a dedicarci alla nostra missione, e non ci faremo intimorire dalle sfide che abbiamo di fronte”, ha dichiarato Jones. “Gli avversari non avranno successo contro una forza NATO disposta e pronta a fare ciò che è necessario, per portare pace e serenità a quelli che non ne hanno avuta”.

Ulteriori informazioni sulla missione ISAF in Afghanistan, insieme alla dichiarazione del Segretario Generale della NATO De Hoop Scheffer, possono essere visionate sul sito web della NATO.

Per altre informazioni in proposito, si prega di consultare la sezione Rebuilding Afghanistan.

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