TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Estratto: Rapporto sul traffico di esseri umani 2006 – Italia, 5 giugno 2006
(Rapporto sul traffico di esseri umani – pubblicato a giugno 2006)
ITALIA (Classe 1)
L’Italia è un Paese di destinazione e di transito per uomini, donne e bambini comprati a venduti a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo. Il numero delle vittime originarie dell’Albania e della Nigeria è diminuito nel 2005, mentre è aumentato il numero delle vittime originarie della Romania, della Bulgaria, dell’Ucraina e della Moldavia. Tra gli altre zone di origine delle vittime figurano la Russia, l’Africa orientale e settentrionale, la Cina e l’America del Sud. La percentuale di minori vittime del traffico di esseri umani è leggermente aumentata. Trafficanti esteuropei e nigeriani trasportano regolarmente le vittime all’interno dell’Italia e dell’Europa. Il Parsec, un istituto di ricerche sociali italiano, ha calcolato 2.500 nuove vittime del traffico di esseri umani nel 2005. Fonti riferibili alle Ong e al governo hanno riferito di un declino complessivo del numero di vittime del traffico di esseri umani identificate e delle donne impegnate nella prostituzione in Italia. Il governo italiano soddisfa pienamente i requisiti minimi per l’eliminazione del traffico di esseri umani. Nel 2005, l’Italia ha proseguito nell’implementazione del suo approccio a trecentosessanta gradi al problema del traffico di esseri umani, incentrato sulle vittime attraverso programmi di assistenza e protezione. Il governo ha garantito finanziamenti per l’assistenza alle potenziali vittime del traffico di esseri umani in altri Paesi, e ha portato avanti una cooperazione giudiziaria bilaterale con i Paesi di provenienza. Il forte afflusso di immigrati clandestini in Italia limita tuttora la capacità del governo di individuare in modo soddisfacente le potenziali vittime del traffico di esseri umani; avvengono alcuni casi di deportazione, in particolare di donne nigeriane che lavorano nella prostituzione. C’è una forte necessità di campagne ad alta visibilità mirate alla riduzione della domanda e rivolte ai clienti, per affrontare in modo efficace il problema della fortissima domanda di vittime del traffico di esseri umani in Italia.
Azione giudiziaria
Nel 2004, il governo italiano ha continuato a dare prova dei suoi sforzi propositivi per la lotta contro il traffico di esseri umani, portando avanti 1.861 indagini e 120 azioni penali su casi riguardanti il traffico di esseri umani ; per il 2005, dati incompleti mostrano che l’Italia ha portato avanti 2.045 indagini. Il numero di condanne nel 2004 è salito da 32 a 77; per il 2005, dati incompleti mostrano che sono state pronunciate 50 condanne. I tribunali avrebbero respinto il 95 per cento delle richieste di appello a queste condanne. La legge italiana contro il traffico di esseri umani, del 2003, contempla sia il traffico finalizzato allo sfruttamento sessuale che quello finalizzato all’utilizzo di manodopera coatta; alcuni procedimenti giudiziari legati al traffico di esseri umani e giudicati secondo le leggi precedenti, però, sono ancora in corso. Il governo non è stato in grado di fornire dati sulle sentenze per il 2004, ma nel 2005 la media del tempo necessario per giungere a sentenza era di quattro anni e cinque mesi. I trafficanti di esseri umani giudicati colpevoli possono ricevere condanne ridotte se collaborano con la pubblica accusa. Vengono segnalati ancora casi isolati di funzionari locali e agenti doganali che hanno accettato tangenti per agevolare il traffico di esseri umani; il governo non è stato in grado di condurre indagini su queste segnalazioni.
Protezione
Nel 2005, il ministero per le Pari opportunità ha speso oltre 3,5 milioni di dollari per 72 progetti mirati a fornire un’assistenza completa a 7.400 vittime. Il governo ha rilasciato 922 permessi di soggiorno temporanei a vittime del traffico di esseri umani che hanno cooperato con le autorità giudiziarie. Il governo ha finanziato Ong che hanno fornito corsi di alfabetizzazione per 428 vittime e corsi di formazione professionale per 462 vittime; hanno aiutato 265 vittime a trovare un impiego temporaneo, e altre 840 a trovare un lavoro a tempo indeterminato. Anche se alcune Ong continuano a esprimere preoccupazione per l’inadeguatezza delle procedure di individuazione, che porta a un’automatica deportazione delle vittime del traffico di esseri umani, il ministero dell’Interno ha riferito di aver vagliato adeguatamente la posizione degli immigrati clandestini al fine di individuare le vittime del traffico di esseri umani. Nel 2004, il governo ha fornito assistenza per il rimpatrio e la reintegrazione a 78 vittime, rispetto alle 66 dell’anno precedente.
Prevenzione
Nel 2005, le Ong hanno continuato a implementare le iniziative per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul problema del traffico di esseri umani che erano state finanziate dal governo l’anno precedente. Queste campagne, tra le altre cose, sono state caratterizzate dalla diffusione di brochure e spot radiotelevisivi, uno dei quali metteva l’accento sul legame tra il traffico di esseri umani e la prostituzione. Il numero di telefono messo a disposizione dal ministero per le Pari opportunità per le vittime del traffico di esseri umani ha ricevuto le chiamate di oltre 6.500 vittime nel corso del 2005. Il ministero dell’Interno ha organizzato corsi di informazione specialistici per gli agenti delle forze dell’ordine sulle leggi contro il traffico di esseri umani e i metodi migliori per assistere le vittime. Il comitato interministeriale ha continuato a coordinare gli sforzi del governo contro il traffico di esseri umani.