TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
La Proprietà Intellettuale questione prioritaria nei rapporti USA-Cina, 18 maggio 2005
(L'amministrazione Bush: con il boom del commercio esplodono le violazioni)
Di Berta Gomez e Peggy B. Hu
Redattori del Washington File
Washington - La produzione e l'esportazione di prodotti cinesi che violano brevetti, marchi e copyright sono diventati un problema chiave nei rapporti commerciali tra USA e Cina, secondo quanto riferisce l'amministrazione Bush.
Gli Stati Uniti chiedono che la Cina prenda azioni decise, atte a ridurre considerevolmente ed in modo tangibile i crimini relativi ai diritti sulla proprietà intellettuale. L'amministrazione ha espresso le proprie preoccupazioni ai livelli più alti, e il nuovo Rappresentante USA per il commercio, Rob Portman, considera la riduzione delle violazioni dei diritti sulla proprietà intellettuale una priorità assoluta. Senza progressi in questo senso, i rapporti commerciali USA-Cina subiranno conseguenze negative.
I funzionari USA rilevano che la protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale costituisce da lungo tempo motivo di preoccupazione, ma l'esplosione del commercio USA-Cina nell'arco degli ultimi dieci anni e l'aumento delle violazioni di tali diritti da parte dei produttori cinesi hanno elevato notevolmente la posta in gioco.
"Una conseguenza negativa delle riforme di mercato attuate in Cina è che produttori senza scrupoli colgono le opportunità che gli vengono offerte di produrre, vendere ed esportare beni contraffatti e pirata", ha detto Mark Cohen, rappresentante presso l'Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti per le questioni relative ai diritti sulla proprietà intellettuale a Pechino
Sebbene le confische internazionali di beni contraffatti o pirata provenienti dalla Cina siano aumentate costantemente da quando il paese è diventato membro del World Trade Organization (WTO) nel 2001, e sebbene i sistemi amministrativi, civili e penali cinesi abbiano riferito di un aumento delle attività repressive, ha detto Cohen, "l'attuale livello di applicazione delle leggi... non è sufficiente a scoraggiare l'aumento della contraffazione e della pirateria che molte aziende, paesi e detentori di diritti hanno subito nel corso degli ultimi anni".
Secondo il National Trade Estimate Report on Foreign Trade Barriers (NTE, il rapporto annuale dell'amministrazione Bush che valuta le conseguenze delle barriere commerciali internazionali sul commercio USA) pubblicato in marzo, le violazioni del diritto di proprietà intellettuale in Cina continuano a colpire, tra gli altri, i film, la musica, l'editoria, il software, i prodotti farmaceutici e chimici, la tecnologia informatica, i tessili e le pavimentazioni, i beni di consumo, le attrezzature elettriche, i ricambi per auto e i prodotti industriali.
In Cina, nel 2004, la mancanza di tutela ha prodotto livelli di violazione del 90 per
cento o più "per quasi ogni forma di proprietà intellettuale", ha detto l'Ufficio del Rappresentante USA per il Commercio (USTR) in una disamina delle pratiche cinesi relative ai diritti di proprietà intellettuale effettuata nel mese di aprile. Si calcola che le perdite USA dovute solo alla pirateria cinese sui copyright ammontino annualmente ad una cifra compresa tra i 2,5 miliardi di dollari e i 3,8 miliardi, ha detto l'USTR.
Nel 2004, il valore dei prodotti cinesi contraffatti confiscati prima che accedessero al mercati USA è aumentato da 94 milioni di dollari a 134 milioni, e i prodotti cinesi rappresentano il 67 per cento di tutte le confische effettuate dagli agenti doganali USA, relativamente alla proprietà intellettuale, ha indicato il USTR nella valutazione.
Condotta in base alle disposizioni previste dalla legge commerciale USA, nota come "Special 301", la valutazione dell'USTR ha coinciso con numerosi contatti bilaterali e con iniziative il cui obiettivo è di rendere più efficace l'applicazione della legge sulla proprietà intellettuale in Cina. Tali iniziative comprendono la costituzione di un gruppo di lavoro sulla proprietà intellettuale all'interno della Commissione congiunta USA-Cina per il Commercio (U.S.-China Joint Commission on Commerce and Trade, JCCT), la messa a punto di sistemi per migliorare il coordinamento tra i servizi doganali, e la fornitura di assistenza tecnica come l'addestramento mirato dei giudici e dei funzionari cinesi per rafforzare la capacità del paese di individuare e punire i responsabili di violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Washington si ! augura che la Cina possa riferire di aver ottenuto risultati robusti e misurabili relativamente alla tutela della proprietà intellettuale in occasione della riunione del 2005 del JCCT.
I leader cinesi hanno elevato il profilo delle questioni sulla proprietà intellettuale a livello nazionale. Nell'aprile 2004, il vice premier cinese, Wu Yi, ha presentato un piano d'azione in cui venivano richieste misure per facilitare i procedimenti penali in materia di violazioni dei diritti sulla proprietà intellettuale, l'aumento delle attività inerenti alla applicazione della legge ed una campagna di informazione nazionale.
Sebbene i funzionari USA considerino tali iniziative segnali di progresso, la valutazione da parte dell'USTR sottolinea che l'applicazione della legge da parte della Cina permane insufficiente ed lascia aperta la possibilità che in futuro gli USA prendano azione attraverso il WTO.
ASPETTI COMMERCIALI DEI DIRITTI SULLA PROPRIETA'
La maggior parte dei miglioramenti alla legislazione cinese riguardo ai diritti sulla proprietà intellettuale sono stati apportati quando il paese si preparava ad accedere al WTO e doveva adeguarsi agli obblighi contenuti nell'Accordo WTO sugli aspetti commerciali dei diritti sulla proprietà intellettuale (Agreement on Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights, TRIP).
Alla fine del 2001, la Cina aveva apportato le modifiche dovute a molte delle leggi in materia di proprietà intellettuale e anche dopo l'accesso al WTO il paese ha continuato ad emettere regolamenti volti a dare attuazione alle leggi e guidarne l'interpretazione. Tali modifiche legali costituiscono "notevoli miglioramenti che hanno in linea generale avvicinato la Cina alle norme internazionali nella maggior parte dei settori chiave", si legge nel NTE.
Tuttavia, potrebbero essere necessarie nuove leggi in determinati settori "d'avanguardia" come i copyright sull'Internet, una questione di importanza crescente dato che la Cina è al secondo posto nel mondo come utenza Internet, si legge nel NTE.
Sulla questione dell'Internet, l'amministrazione Bush sta facendo pressione affinché la Cina sottoscriva due trattati dell'Organizzazione Mondiale sulla Proprietà Intellettuale (World Intellectual Property Organization, WIPO): il trattato WIPO sui Copyright e il WIPO Performances and Phonograms Treaty.
Noti comunemente come i "trattati WIPO per l'Internet", sono entrati in vigore nel
2002 e sono stati ratificati da molti paesi industriali e in via di sviluppo. "Gli Stati Uniti ritengono che i trattati WIPO contengano molte norme per la protezione dei copyright sull'Internet", sostiene l'USTR.
In generale, tuttavia, i funzionari e i rappresentanti dell'industria USA sostengono che la gamma di problemi legati all'applicazione delle leggi cinesi sulla proprietà intellettuale costituisca una grossa fonte di preoccupazione.
PROBLEMI DI APPLICAZIONE DELLE LEGGI
Le leggi e i regolamenti servono a poco se manca un efficace sistema applicativo, che deve prevedere gravi pene per dissuadere la violazione dei diritti sulla proprietà intellettuale. Tra i problemi di applicazione delle leggi sulla proprietà intellettuale citati dall'NTE figurano la mancanza di coordinamento tra i ministeri e le agenzie governative cinesi, il protezionismo e la corruzione locali, gli alti limiti fissati per l'avvio delle indagini e delle procedure legali, e le pene amministrative inadeguate e non trasparenti.
Sebbene la Cina continui ad intraprendere azioni amministrative contro i responsabili della violazione dei diritti di proprietà intellettuale, "non sembra che tali azioni costituiscano un deterrente", si legge nell'NTE.
Le campagne del governo centrale contro la contraffazione e la pirateria, portate avanti nel 2004, hanno avuto come risultato ingenti sequestri di articoli, ma secondo l'NTE, tali casi "vengono di solito puniti dalle autorità amministrative con multe estremamente basse".
Il fatto è che, alle volte, le multe vengono stabilite in base al prezzo imposto sui falsi anziché sul valore degli articoli originali, ha dichiarato l'USTR. Inoltre, dato che lo stoccaggio di articoli falsi di per sé non è considerato prova dell'intento alla vendita, le autorità amministrative non prendono in considerazione il valore di tali articoli nel computo dell'ammontare della multa, scrive l'NTE. Di conseguenza, chi viola i diritti sulla proprietà intellettuale non viene né dissuaso né punito efficacemente, e il costo dell'applicazione della legge è spesso più alto dell'ammontare delle multe.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Pechino in aprile, il vice segretario al commercio William Lash ha detto che l'Amministrazione cinese per l'industria e il commercio aveva sequestrato, tra le altre cose, 40 mila accendini Zippo falsi in un raid. Tuttavia, avendo valutato tali accendini tra 0,5 e 1,2 RMB (6 - 15 centesimi), il caso "cade al di sotto della soglia penale", ha detto.
L'NTE sottolinea che a questo si aggiunge il fatto che le autorità amministrative raramente trasmettono il caso al Ministero della pubblica sicurezza per le indagini giudiziarie, anche quando si tratta di contraffazioni o di pirateria su scala commerciale. I responsabili delle violazioni, pertanto, considerano i sequestri e le multe parte del costo dell'impresa e di solito riescono a riprendere le operazioni senza troppe difficoltà, secondo l'NTE.
A proposito delle procedure penali, l'USTR sostiene che "quasi non hanno effetto deterrente" sulle attività condotte in violazione del diritto di proprietà intellettuale, dato il numero relativamente basso di casi per i quali si avvia azione legale e data la mancanza di trasparenza dei verbali che rende difficile sapere se una pena sia stata imposta ed applicata.
IL FUTURO
Gli Stati Uniti stanno intensificando gli sforzi volti ad aiutare la Cina a riconoscere, proteggere e applicare le leggi sulla proprietà intellettuale. E si attendono una risposta positiva e vigorosa da Pechino.
La Cina ha intrapreso alcuni passi positivi. Nel dicembre 2004, la Corte suprema del popolo e il supremo procuratorato del popolo hanno emesso un'interpretazione giudiziaria che ha ridotto la soglia monetaria oltre la quale è consentito avviare un procedimento penale per la contraffazione e la pirateria ed hanno aggiunto provvedimenti sulla pirateria online e sulla responsabilità del correo, anche per le importazioni e le esportazioni di beni contraffatti.
I funzionari dell'amministrazione Bush hanno dichiarato che è troppo presto per dire se l'interpretazione giudiziaria riuscirà a migliorare il quadro dell'applicazione giudiziaria della legge sulla proprietà in Cina. "Attualmente, la bozza di interpretazione giudiziaria costituisce solo un passo iniziale nel rettificare le mancanze del sistema cinese di applicazione della legge", sostiene l'NTE.
Dal lato positivo, l'amministrazione Bush riferisce che c'è stato un incremento delle cause civili per danni pecuniari, la maggior parte delle quali è stata intentata da detentori cinesi dei diritti. "Questo aumento delle cause civili ha coinciso con un miglioramento generale dei tribunali cinesi che si occupano di proprietà intellettuale, mentre la Cina continua ad apportare miglioramenti al suo sistema giudiziario", sostiene l'NTE.
Ciononostante, in Cina le violazioni dei diritti sulla proprietà intellettuale restano a livelli inaccettabili, una situazione che gli Stati Uniti insistono deve essere rovesciata.
Per ulteriori informazioni:
<http://www.ustr.gov/Document_Library/Reports_Publications/2005/2005_NTE_Report/Section_Index.html>
<http://www.ustr.gov/assets/Document_Library/Reports_Publications/2005/2005_Special_301/asset_upload_file835_7647.pdf>