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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Le rivolte in Afganistan non sono legate alle questioni sul Corano, dichiara un generale, 12 maggio 2005

(L’esercito sta svolgendo indagini sugli abusi di Guantanamo Bay)

Di Jacquelin S. Porth
Redattore del Washington File

Washington - Il Comandante degli stati maggiori riuniti degli Stati Uniti afferma che secondo un rapporto proveniente dall’Afganistan le rivolte a Jalalabad dell’11 maggio non sono necessariamente collegate alle notizie pubblicate dalla stampa secondo le quali il Corano sarebbe stato oltraggiato alla presenza di prigionieri musulmani sotto la custodia degli Stati Uniti a Guantanamo Bay, Cuba. Il generale dell’aeronautica Richard Myers il 12 maggio al Pentagono ha detto ai giornalisti che gli è stato comunicato che le rivolte a Jalalabad in Afganistan, erano connesse più che altro al processo di riconciliazione politica in corso nel paese.

Secondo i primi rapporti, tutto è cominciato a Jalalabad il 10 maggio con le proteste pacifiche degli studenti causate da una corrispondenza pubblicata sulla rivista Newsweek secondo la quale i militari preposti agli interrogatori dei detenuti musulmani nella struttura detentiva di Guantanamo “hanno gettato dei Corani nel gabinetto e in almeno un caso hanno tirato lo sciacquone”. Il giorno successivo le proteste nella città si sono trasformate in violenza e alcune persone sono state uccise, molte sono rimaste ferite e si sono verificati saccheggi indiscriminati ai danni di proprietà governative, diplomatiche e non governative.

Myers ha tuttavia affermato che secondo rapporti stilati successivamente dal Generale di Corpo d'Armata statunitense Karl Eikenberry, comandante della coalizione in Afganistan, le proteste non erano in effetti collegate all’articolo pubblicato sulla rivista.

Nel frattempo, ha detto Myers, le forze armate statunitensi hanno incaricato il generale dell’esercito Bantz Craddock di svolgere indagini sui presunti oltraggi al Corano avvenuti a Guantanamo. Craddock apporta a questa indagine la piena responsabilità della propria posizione come capo del Comando del sud degli Stati Uniti.

Myers ha detto che il comitato internazionale della Croce Rossa ha dato la sua approvazione all’edizione del Corano distribuita ai detenuti musulmani di Guantanamo. Craddock ha svolto indagini su alcune affermazioni secondo le quali non è stato dato al Corano il dovuto rispetto. Attualmente nell’installazione militare, progettata per isolare quelle persone che secondo i militari sono a conoscenza di preziose informazioni sul terrorismo internazionale, sono presenti circa 550 combattenti nemici.

Craddock e il suo team hanno esaminato il registro degli interrogatori dei prigionieri e Myers ha dichiarato che “non ci sono ancora conferme” sul fatto che uno dei funzionari statunitensi preposti agli interrogatori abbia gettato un Corano nel gabinetto. Myers ha affermato che c’è un altro riferimento non confermato nei registri degli interrogatori su un rapporto di una guardia secondo il quale un detenuto ha strappato le pagine di un Corano e le ha gettate nel gabinetto nel tentativo di allagare la struttura in forma di protesta.

Myers ha risposto alle domande inerenti il presunto episodio legato al Corano lo stesso giorno in cui il segretario di stato Condoleeza Rice ha parlato della questione davanti alla Commissione Esteri della Camera.

Rice ha detto che la mancanza di rispetto per il Corano non sarà mai tollerato dagli Stati Uniti e che tale mancanza di rispetto “è aborrita da noi tutti”. Il Pakistan ha mostrato le sue preoccupazioni sui presunti episodi e Rice ha dichiarato che gli Stati Uniti comprendono e condividono le preoccupazioni degli amici musulmani. Rice ha affermato in proposito: “Chiedo ai nostri amici nel mondo di combattere l’incitamento alla violenza da parte di chi vorrebbe far apparire le nostre intenzioni sotto una falsa luce”. (vedi l’articolo relativo).

LE RIVOLTE HANNO LO SCOPO DI GETTARE DISCREDITO SUL NUOVO CONSIGLIO DEI MINISTRI IRACHENO, AFFERMA MYERS

Presso il Pentagono Myers ha risposto a molte domande pressanti sull’aumento della violenza in Iraq nelle ultime settimane. Ha riconosciuto che si è verificata “all’inizio di maggio una recrudescenza delle violenze”, ma ha detto che c’era da aspettarselo date “le ribellioni molto violente” in atto nel paese.

È stato difficile contrastare l’utilizzo da parte dei ribelli di ordigni collocati ai lati delle strade e nelle automobili, ha affermato il generale. Egli ha inoltre segnalato la difficoltà di sigillare i confini iracheni contro gli infiltrati. Sulla questione “abbiamo bisogno della collaborazione dei paesi confinanti con l’Iraq” -- una questione che viene perseguita con forza, ha detto Myers.

La maggior parte delle ribellioni hanno una durata che va dai tre ai nove anni, ha detto Myers, e per fronteggiarle militarmente occorre avere pazienza. In questo caso, lo scopo dei ribelli è di screditare il nuovo governo iracheno, ha affermato.

Myers ha fatto queste affermazioni durante un incontro con il segretario alla difesa Rumsfeld e altri alti funzionari militari e civili riuniti per discutere le raccomandazioni del 2005 sulla chiusura di alcune basi e il cambio di destinazione di altre, che saranno rese note formalmente il 13 maggio.

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