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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Gli Stati Uniti cancellano il cento per cento del debito iracheno, 17 dicembre 2004

(Il Segretario di Stato americano Colin Powell e il Ministro del Tesoro John Snow invitano gli altri paesi creditori a fare altrettanto).

David Shelby
Wanshington file staff writer

Washington – Il governo degli Stati Uniti ha cancellato l’intero debito iracheno nei confronti degli USA per 4,1 miliardi di dollari. L’accordo è stato firmato dal Segretario di Stato americano Colin Powell, dal Ministro del Tesoro John Snow e dal Ministro delle finanze iracheno Adil Abd al–Mahdi in data 17 Dicembre.

“L’abolizione dello schiacciante peso del debito del vecchio regime è uno dei contributi più significativi che potevamo offrire per un nuovo inizio in Iraq”, ha detto Powell durante la cerimonia della firma. Il Ministro Al-Mahdi ha sottolineato che l’Iraq è stata una nazione donatrice nei primi anni settanta, ma che”per oltre vent’anni tutte le ricchezze ed i beni dell’Iraq sono stati annullati. Invece di possedere miliardi di riserve accantonate, l’Iraq si è ritrovato con miliardi di debiti”. Il ministro iracheno ha incolpato il precedente regime di Saddam Hussein di aver sperperato le ricchezze della nazione nelle guerre contro i paesi vicini.

Il ministro John Snow ha dichiarato: “la situazione che l’Iraq affronta è senza precedenti e pertanto anche la risposta della comunità internazionale doveva essere senza precedenti”. Snow ha aggiunto che è necessario cancellare questo debito enorme affinché l’Iraq possa reintegrarsi nella comunità mondiale.

L’accordo per la cancellazione del debito iracheno agli Stati Uniti fa seguito alla decisione degli stati creditori del Club di Parigi, uniti nell’intesa di cancellare in tre fasi, nel corso dei prossimi quattro anni, l’80 per cento del debito iracheno contratto con essi.

L’intesa raggiunta a novembre dal Club di Parigi ha ridotto il debito iracheno verso gli stati membri da 38,9 miliardi di dollari a 7,8 miliardi di dollari.

Al-Mahadi ha definito l’accordo di Parigi come “una seconda ‘liberazione’ dell’Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein”, dichiarando che una economia libera è molto importante per liberare l’Iraq.

Powell ha salutato la cancellazione del debito iracheno dichiarando che “anzichè finanziare i vizi del vecchio tiranno, le ricchezze e le risorse dell’Iraq saranno impiegate per sostenere la sicurezza e costruire le infrastrutture, per l’assistenza agli anziani e l’istruzione giovanile.

Prima della cancellazione del debito da parte del Club di Parigi e degli Stati Uniti, il debito estero dell’Iraq ammontava a 127 miliardi di dollari.

Parte dell’accordo di Parigi prevede che l’Iraq chieda riduzioni simili dagli altri paesi creditori. I funzionari statunitensi hanno spiegato che il Club di Parigi ha già configurato i parametri per la cancellazione del debito. Quando il Club di Parigi si accorda sulla riduzione di un debito, ci si aspetta che gli altri creditori facciano altrettanto. I funzionari stessi auspicano, pertanto, che l’Iraq riceva una riduzione almeno dell’80% del debito contratto con i rimanenti stati creditori.

Al-Mahdi ha dichiarato che gli accordi con il Club di Parigi e gli Stati Uniti costituiscono un fattore positivo proprio nel momento in cui prosegue la discussione dell’Iraq con gli altri paesi creditori.

Snow ha aggiunto che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare l’Iraq nella negoziazione del suo debito con gli altri paesi. Powell spera che, così come hanno fatto gli Stati Uniti, anche gli altri paesi creditori vadano oltre la riduzione dell’80% e cancellino completamente il debito iracheno.

Al-Mahdi ha affermato che “abbiamo bisogno di ogni centesimo, di ogni dollaro per il processo di sviluppo”. Powell ha aggiunto che “la comunità internazionale deve assicurare che il cammino verso il progresso risulti il più trasparente possibile”.

Powell ha dichiarato che la firma dell’accordo sulla cancellazione del debito segna un inizio più che una fine, affermando che “nei mesi e negli anni a venire, gli Stati Uniti continueranno ad essere vicini al popolo iracheno ed al loro governo che lo rappresenterà dopo le elezioni del prossimo mese”.

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