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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Powell ha affermato che l'attentato di Gedda non fermerà la lotta al terrore, 6 dicembre 2004

(Nell'attacco terroristico compiuto contro il Consolato USA di Gedda sono state uccise otto persone)

Washington -- Il Segretario di Stato Colin Powell ha dichiarato che l'attacco del 6 dicembre scorso contro gli interessi del Governo statunitense in Arabia Saudita “non ci dissuaderà dal combattere il terrorismo”.

Durante una visita a Sofia, in Bulgaria, Powell ha così risposto a un giornalista che voleva sapere quale fosse stata la sua reazione alla notizia dell'attentato: “Deploriamo questi atti terroristici. Esprimo le mie condoglianze alle famiglie di quanti hanno perso la vita”.

Secondo il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Adam Ereli, otto persone sono state uccise nell'assalto del 6 dicembre contro il Consolato USA di Gedda, Arabia Saudita.

Tra le vittime vi sono tre dei cinque attentatori che hanno forzato il cancello del complesso e cercato di introdursi nell'edificio in cui si trova l'ufficio del Console Generale statunitense. Gli altri due terroristi sono stati catturati dalle Forze di sicurezza saudite.

Il Presidente Bush ha reagito alla notizia dell'attentato asserendo che esso dimostra che ‘i terroristi sono ancora attivi”. Nel corso dei colloqui tenutisi a Washington con il Presidente iracheno Ghazi Al Yawer, Bush ha dichiarato che i terroristi vogliono porre fine alla presenza statunitense in Arabia Saudita e in Iraq. Egli ha inoltre affermato che uccidendo in modo indiscriminato persone innocenti “essi vogliono intimorirci e indebolirci. È per questo che le elezioni irachene sono molto importanti”.

Ereli ha riferito che nell'attentato hanno perso la vita anche un addetto alla sicurezza e quattro dipendenti sauditi del Consolato e che altri quattro impiegati locali sono stati feriti. Queste persone erano addette ai servizi di trasporto, alle pulizie e ai servizi di manutenzione. Ereli ha aggiunto aggiunto che nessun cittadino americano è rimasto ferito in modo grave e che, contrariamente alle informazioni diffuse in precedenza, nessuno è stato preso in ostaggio.

Il Presidente Bush ed Ereli hanno manifestato la gratitudine degli Stati Uniti per la tempestività con cui le autorità saudite hanno risposto all'attacco. Ereli ha inoltre affermato che l'attentato dimostra che “la lotta al terrore è una causa comune per tutti noi”.

Sebbene le autorità stiano ancora raccogliendo dettagli sull'accaduto, Ereli ha dichiarato che gli attentatori hanno cercato di penetrare all'interno del Consolato a bordo di un'autovettura e, una volta fermati, hanno abbandonato il mezzo e si sono fatti strada sparando e lanciando granate. Essi non sono riusciti a penetrare nell’edificio del Consolato Generale ma hanno, comunque, causato ingenti danni agli alloggi dei Marine.

Secondo Ereli, i Marine e gli addetti alla sicurezza locali hanno adottato le misure di difesa necessarie a proteggere chi si trovava nel complesso e hanno spostato il personale del Consolato in un'area blindata e sicura. Egli ha altresì fatto notare che, durante il blitz, il Console Generale Gina Abercrombie-Winstanley si trovava "in prima linea" nel decidere i provvedimenti d’emergenza.

Stando a quanto riportato nei giornali, nello scontro a fuoco sarebbero stati feriti anche alcuni componenti delle Forze di sicurezza saudite. Ereli ha riferito che informazioni più dettagliate emergeranno nel corso delle indagini che Stati Uniti e Arabia Saudita effettueranno congiuntamente per far luce sull'accaduto e per determinare i punti deboli del sistema di sicurezza.

Egli ha reso noto che il 7 dicembre, i Consolati di Gedda e di Dharan e l'Ambasciata USA di Riad saranno chiusi al pubblico ma che sarà comunque garantita, in casi di emergenza, l'assistenza ai cittadini statunitensi.

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