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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Powell osserva l'impegno internazionale per sostenere l'Iraq, 23 novembre 2004

(Il Segretario di Stato ha parlato ai giornalisti al termine della Conferenza di Sharm el-Sheikh)

Secondo il Segretario di Stato Colin Powell, la comunità internazionale ha dimostrato di volersi impegnare per aiutare l'Iraq nel cammino verso elezioni democratiche e impedire al Paese di cadere nelle mani dei ribelli.

In un'intervista rilasciata al termine della Conferenza dei Paesi confinanti con l'Iraq tenutasi a Sharm el-Sheikh, in Egitto, il 23 novembre scorso, Powell ha dichiarato: "Quello che stiamo cercando di fare è domare la rivolta, mettere d'accordo tutti i Paesi confinanti e far promettere loro, come hanno fatto quest'oggi, di evitare che i terroristi, i loro aiuti finanziari e armamenti varchino i confini, nonché far sì che quegli stessi Paesi forniscano aiuti umanitari e sostengano il popolo iracheno in questo difficile momento".

L'obiettivo principale del Summit era quello di assicurare l’impegno dei Paesi confinanti a rafforzare i controlli alle frontiere in modo da impedire ai ribelli e ai combattenti stranieri di entrare o uscire dall’Iraq. Questa è la preoccupazione maggiore nei giorni in cui l'Iraq si prepara per le elezioni del 30 gennaio 2005 che permetteranno di nominare la nuova Assemblea nazionale.

"In quei giorni la tensione sarà alta”, ha detto Powell, “poiché i ribelli contrari alle elezioni ci sono ancora e non vogliono che il popolo iracheno decida come essere governato, ma vogliono essere loro a farlo. Vogliono tornare indietro, vogliono tornare ai giorni lontani di Saddam Hussein. Tuttavia, il popolo iracheno non vuole rivivere quei momenti e la comunità internazionale non lascerà che ciò accada. Questo è uno dei messaggi scaturiti dalla Conferenza conclusasi qui a Sharm el-Sheikh".

Egli ha poi asserito che le Autorità irachene stanno compiendo progressi nel far iscrivere i cittadini nelle liste elettorali e nell'incoraggiare i partiti a redigere le liste dei candidati. Si è detto, inoltre, confortato dal vedere che gli Iracheni si stanno preparando "alla sfida non sul campo di battaglia, ma nell’urna elettorale".

Secondo il Segretario di Stato, la creazione di un maggior numero di Forze di sicurezza irachene rappresenta il modo migliore per instaurare condizioni di stabilità e sicurezza nel Paese. Egli ha altresì riferito che le truppe della Coalizione dovranno rimanere in Iraq fino a quando le Forze locali non saranno in grado di proteggere da sole le istituzioni e i cittadini. Tuttavia, non ha voluto fare alcuna ipotesi su quanto tempo sarà ancora necessario.

"Vogliamo che le nostre truppe vadano via il prima possibile, ma desideriamo anche lasciare un Paese con un Governo basato su principi democratici, che abbia indetto le elezioni, in cui vi sia una Costituzione vigente e avente un Esecutivo che rappresenti il popolo".

Powell ha dato tutta la responsabilità degli scontri avvenuti a Falluja ai ribelli che avevano assunto il controllo della città e li ha definiti criminali e assassini.

"Cosa facevano i ribelli a Falluja? Stavano forse ricostruendo ospedali? Stavano forse raccogliendo rifiuti? No, ma mandavano in giro per la città persone alla guida di automobili imbottite di esplosivo e ne spingevano altre a recarsi in altri centri urbani iracheni per suscitare a disordini".

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