TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Bush definisce gli obiettivi economici nel discorso all'APEC, in Cile, 20 novembre 2004
(Gli Stati Uniti si adopereranno per ridurre le barriere commerciali, combattere le malattie e sconfiggere il terrorismo.)
Le economie facenti parte dell'APEC, il forum per la cooperazione economica dei paesi dell'Asia e del Pacifico, rappresentano circa la metà del commercio e del prodotto mondiale e, "con la giusta politica, potranno estendere ulteriormente tale benessere", ha dichiarato il Presidente Bush ai funzionari presenti alla sessione finale del forum dell'APEC CEO del 20 novembre a Santiago, in Cile.
Nel corso dei prossimi quattro anni, ha affermato Bush, la sua amministrazione si adopererà ai fini di "ampliare il commercio, di aumentare la libertà e di garantire una maggiore sicurezza a beneficio dei nostri partner e di tutto il resto del mondo".
Il principale tra gli sforzi statunitensi che verranno intrapresi per stimolare l'economia mondiale - per la quale quest'anno si prevede una crescita del cinque per cento circa - sarà la diminuzione delle barriere commerciali che rappresentano "un ostacolo per la crescita economica ovunque, e soprattutto nei paesi in via di sviluppo", ha affermato il presidente.
Questo governo e "il nostro paese sono fortemente impegnati nei negoziati di Doha del WTO (World Trade Organization) (Organizzazione per il Commercio Mondiale)", ha affermato Bush. "E il ministro per il commercio si impegnerà con decisione per assicurare il successo dei negoziati del WTO. Ed abbiamo bisogno del vostro aiuto per far sì che i paesi riuniti attorno al tavolo dell'APEC si concentrino sui benefici del commercio globale e che noi tutti mettiamo da parte alcune delle nostre differenze che potrebbero impedire ai negoziati di Doha di andare avanti".
Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti continueranno ad aiutare i loro partner dell'APEC ad onorare gli impegni presi con il WTO e desiderano incoraggiare la Russia e il Vietnam "nel loro sforzo per entrare a far parte del WTO".
Gli Stati Uniti porteranno avanti una politica forte e decisa nei confronti degli accordi per il commercio bilaterale e regionale, ha continuato Bush, sottolineando come al momento siano in corso le trattative per raggiungere nuovi accordi commerciali con la Tailandia, con Panama e con le Nazioni Andine.
"Stiamo facendo progressi con l'Impresa per l'Iniziativa dell'ASEAN (Association of Southeast Asian Nation) (Associazione delle nazioni del Sud Est Asiatico), che sta abbattendo molte barriere commerciali e rafforzando i legami economici con il Sud Est Asiatico", ha spiegato Bush. "Siamo impegnati a raggiungere gli obiettivi di Bogor, che chiedono il libero commercio tra i paesi dell'Asia che si affacciano sul Pacifico entro il 2010, e il libero commercio tra i paesi dell'APEC entro il 2020. Puntiamo al raggiungimento del libero commercio nelle Americhe unendo i mercati di tutte e 34 le libere nazioni dell'Emisfero Occidentale".
Il Presidente Bush ha affermato inoltre che I governi del Centro e Sud America devono "operare le difficili scelte necessarie a stabilizzare le economie e mantenere in piedi le finanze pubbliche", aggiungendo anche che "siamo rimasti positivamente colpiti dai programmi di riforma" in Cile, Colombia e Uruguay, che sono serviti da stimolo per la crescita e per gli investimenti.
Oltre alla riduzione delle barriere commerciali, gli Stati Uniti mirano a "diffondere i benefici derivanti dalla libertà, dalla democrazia e dal buon governo" in tutto il mondo. A lungo andare, ha spiegato, la libertà economica e quella politica "sono imprescindibili".
Per lo sviluppo di "società libere e piene di speranza per il futuro", ha affermato il presidente, è essenziale arginare la diffusione di malattie mortali, in particolar modo dell'AIDS, della tubercolosi e della malaria.
"L'anno scorso oltre un milione di persone sono state contagiate dal virus dell'HIV in Asia, il che equivale a uno su cinque dei malati di tutto il mondo", ha affermato il presidente. "Il mio paese è impegnato nella lotta a questa malattia con uno piano che prevede lo stanziamento di 15 miliardi di dollari per l'emergenza AIDS - quindici miliardi da stanziarsi in cinque anni, ed è già qualcosa - per portare il sostegno necessario a cento paesi in tutto il mondo. All'inizio di quest'anno abbiamo allargato l'obiettivo di questo sforzo impegnando nuove risorse a favore dell'Asia".
In merito a questo impegno, ha aggiunto Bush, gli Stati Uniti danno il loro supporto al Fondo Globale dell'ONU. Il presidente ha inoltre fatto appello ai paesi dell'APEC affinché "contribuiscano a sconfiggere questa pandemia che si è diffusa a macchia d'olio in Africa e adesso minaccia varie nazioni asiatiche. Si tratta della... più vasta crisi sanitaria dei nostri tempi, e tutte le nazioni debbono unirsi in uno sforzo comune per sconfiggere questa terribile malattia".
Un terzo obiettivo perseguito degli Stati Uniti, ha dichiarato Bush, è quello di continuare a combattere "le forze del terrore che ci minacciano" tutti.
"Siamo determinati a prevenire la proliferazione di armi e sostanze mortali, e a far rispettare le giuste richieste del mondo", ha dichiarato Bush. "E il mio paese è grato ai soldati di quelle nazioni che hanno contribuito a liberare il popolo iracheno da un dittatore criminale. Siamo determinati a distruggere le reti terroristiche ovunque esse operino, e gli Stati Uniti sono grati a tutte le nazioni che collaborano al sequestro dei beni delle organizzazioni terroristiche, a rintracciarne i seguaci e a minarne i piani".
"I paesi dell'APEC", ha dichiarato Bush, "stanno giocando un ruolo cruciale nella guerra al terrorismo, e per questo siamo loro molto grati. Continueremo a lavorare al fianco di quelle nazioni che pur avendo la volontà di combattere il terrorismo necessitano di aiuto per sviluppare i mezzi necessari al riguardo. Condividiamo le nostre informazioni e stiamo incrementando la nostra cooperazione alle dogane e nell'applicazione delle leggi per fermare i terroristi prima che possano colpire. Stiamo compiendo progressi nelle iniziative definite lo scorso anno a Bangkok per aumentare la sicurezza dei nostri porti e delle reti di trasporto, per difendere i nostri veivoli dalla minaccia dei missili portatili, e per bloccare le risorse economiche dei terroristi".
Bush ha affermato che cinque paesi membri dell'APEC - la Cina, la Corea del Sud, la Russia, il Giappone e gli Stati Uniti, si stanno anche adoperando per convincere la Corea del Nord a "sospendere il programma nucleare".
"In tutti i nostri sforzi, manterremo e rafforzeremo l'alleanza tra le nostre nazioni, che hanno servito così bene la pace", ha affermato Bush. "Nel rendere il nostro paese più sicuro, questi passi che abbiamo intrapreso contribuiranno anche a creare un ambiente più sicuro per gli affari e ad accrescere la fiducia nelle nostre economie. Sapete bene quanto me che gli attentati terroristici condizionano negativamente la capacità della gente di guadagnarsi da vivere. Lo abbiamo imparato sulla nostra pelle negli Stati Uniti d'America quando abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro in tre mesi dopo gli attentati dell'11 settembre. La gente di Bali, in Indonesia, sa bene di cosa parlo quando si tratta di attentati terroristici. In quanto nazioni abbiamo l'obbligo di lavorare insieme per fermare il terrorismo".