TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
I rifugi dei terroristi devono essere eliminati dall'Iraq, afferma Rumsfeld, 8 novembre 2004
(Il Generale Casey prevede combattimenti duri e brevi per Fallujah)
Di Jacquelyn S. Porth
Redattrice della sezione sicurezza del Washington File
Washington - Con l'operazione militare della coalizione per ripristinare l'ordine e la legalità nella città irachena di Fallujah appena agli inizi, il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld afferma che è impossibile che si crei una nazione libera e democratica laddove esista anche un rifugio per i terroristi.
Rumsfeld, nel corso di un incontro stampa tenutosi l'8 novembre al Pentagono, ha spiegato ai giornalisti che ci vorrà del tempo per riportare Fallujah sotto il controllo del governo iracheno provvisorio, ma che è ovvio che non si può permettere che in Iraq continuino ad esistere rifugi per i terroristi.
Il segretario ha dichiarato che il Primo Ministro iracheno Provvisorio, Iyad Allawi ha cercato di trovare una soluzione pacifica per risolvere la situazione di Fallujah, ma quando i suoi tentativi sono falliti ha preso la decisione di agire con la forza.
Al momento il personale delle forze dell'ordine irachene e di quelle della coalizione sta lavorando insieme per reprimere l'insurrezione a Fallujah. "Il successo a Fallujah darà un duro colpo ai terroristi del paese", ha affermato Rumsfeld e dovrebbe sottrarre l'Iraq alla violenza, conducendolo invece verso un futuro fatto di libertà e di opportunità per il popolo iracheno".
Più di cinque battaglioni delle forze armate irachene stanno cooperando con la controparte statunitense nell'assalto a Fallujah, avvalendosi anche del supporto delle forze britanniche.
Rumsfeld ha spiegato che è stata presa la decisione di entrare nella città tutti insieme e che pertanto le varie forze concluderanno insieme l'azione.
Un tentativo dello scorso anno di ripulire dai terroristi la città di Fallujah non era stato portato a termine.
Alla domanda relativa alle possibilità di successo quest'anno, Rumsfeld ha risposto che non riesce ad immaginare che la battaglia per una Fallujah libera possa concludersi "senza aver raggiunto l'obiettivo".
In risposta alle domande relative ai rischi che corre la popolazione civile a Fallujah, Rumsfeld ha risposto che non prevede che ci siano molte vittime tra i civili provocate dalle forze statunitensi, poiché i soldati che prendono parte all'attacco sono addestrati nel combattimento urbano ed all’utilizzo delle armi solo su bersagli specifici.
In risposta alla domanda sul numero dei terroristi catturati finora nel corso dell'offensiva, il Capo di Stato Maggiore della Difesa (Joint Cheifs of Staff Chairman), Generale Richard Myers ha dichiarato che sono stati catturati quattro combattenti stranieri. A Myers, che era insieme a Rumsfeld alla conferenza stampa al Pentagono, è stato chiesto se il successo a Fallujah porrebbe fine a quelle che i funzionari del Dipartimento della Difesa definiscono "le situazioni senza via di uscita" in Iraq. "Potremo solo saperlo più in là", ha risposto, aggiungendo poi che "questa non sarà l'ultima volta che in Iraq verrà usata la forza per liberare il paese dai membri del vecchio regime e dai combattenti stranieri che non vogliono che l'Iraq conosca la pace. Ha suggerito inoltre che ci saranno altre occasioni meno drammatiche di sopprimere le rivolte in altre zone, una volta risolta la situazione a Fallujah.
Ma la distruzione di uno dei principali rifugi dei membri del vecchio regime e dei combattenti stranieri, compresi Abu Mussib al-Zarqawi e i suoi seguaci "costituirà un evento significativo", ha dichiarato Myers. E seppure alcuni di loro dovessero riuscire a sfuggirci e riprendere a combattere da altre zone, ha continuato Myers, l'offensiva avrà comunque minato la loro capacità di azione.
Il successo dell'Iraq presuppone delle componenti di sicurezza, di politica ed economiche che Myers ha affermato devono "procedere in maniera sincronizzata".
La sicurezza renderà possibile votare nelle elezioni previste per il prossimo gennaio, e lo sviluppo economico potrà prosperare in un ambiente sicuro, rendendo più difficile per i terroristi reclutare nuovi adepti.
Il Generale dell'esercito statunitense George Casey, comandante delle forze multinazionali in Iraq, ha fornito un aggiornamento sulle tattiche operative in merito ai combattimenti a Fallujah, dalla sua posizione strategica a Baghdad, prima della conferenza stampa di Rumsfeld-Myers. Ha convenuto che l'offensiva a Fallujah sarà "un combattimento duro e difficile" e che si aspetta che si protragga per numerosi giorni.
Casey ha affermato di aspettarsi che le frange esterne dell'insurrezione cederanno facilmente, aprendo la strada per gli scontri principali che avverranno al centro della città. "Ci aspettiamo che ci attacchino con auto-bombe", ha affermato, riferendosi alle tattiche insurrezionali, aggiungendo anche che gli è stato riferito che le strade di Fallujah sono state disseminate di ordigni esplosivi rudimentali.
In merito ai rischi potenziali per i cittadini di Fallujah, Casey ha affermato che lo stato d'emergenza è stato già dichiarato. I cittadini sono stati avvertiti di rimanere in casa, osservare il coprifuoco e non avvicinarsi alle finestre. I militari stanno facendo la loro parte indirizzando gli attacchi solo su bersagli militari validi, ha aggiunto Casey. Il generale ha anche dichiarato che a Fallujah sarà necessaria per un periodo la presenza delle forze di coalizione miste (statunitensi, irachene e di altre nazioni), anche dopo la conclusione delle operazioni militari. Ha dichiarato inoltre che non prevedere la necessità di potenziare le forze statunitensi presenti sul posto.
Gli elementi appartenenti al vecchio regime che sfidano le autorità rappresentano l' "ostacolo principale" al raggiungimento degli obiettivi strategici del governo iracheno e della coalizione, ha affermato Casey, e dunque il piano è quello di troncare le loro attività affinché "non possano mantenere i livelli di violenza che stiamo affrontando al momento", quando sarà il momento delle elezioni, il prossimo gennaio.
Anche mentre continuano le operazioni anti insurrezionali in Iraq, ha spiegato Casey, è necessario che l'addestramento delle forze irachene continui velocemente. Il numero di battaglioni dell'esercito iracheno è passato velocemente dai sei dello scorso ottobre ai dodici di oggi, ha aggiunto il generale, affermando poi che entro gennaio diventeranno 27. Al momento esistono 40 unità della Guardia Nazionale Irachena e a gennaio ce ne saranno altre cinque.
Casey ha anche indicato circa 800 progetti di sviluppo economico che si stanno realizzando in Iraq, per un investimento di 2 miliardi e mezzo di dollari. "Significa creare molti nuovi posti di lavoro, garantendo uno stipendio a tanta gente e scoraggiandola in tal modo ad unirsi agli insurrezionisti", ha spiegato.