testo originale in inglese
TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Gli Stati Uniti rilevano progressi nella lotta contro il traffico di persone, 14 giugno 2004
(Secondo il Rapporto annuale sul traffico di persone vi sono annualmente fino a 800 mila vittime)
di Charlene Porter
Corrispondente del Washington File
Il testo completo del rapporto è disponibile sul World Wide Web all’indirizzo: http://www.state.gov/g/tip/rls/tiprpt/2004/
Washington – Il Rapporto più completo sul traffico di persone rileva che i governi stanno facendo passi avanti nel modo in cui affrontano questa forma di criminalità organizzata, spesso definita "schiavitù moderna", con leggi più severe, pene più alte e maggiori protezioni per le vittime. I risultati dello studio sono comparsi nel quarto Rapporto annuale sul traffico di persone (Trafficking in Persons, TIP) pubblicato dal Dipartimento di stato USA il 14 giugno.
Secondo il rapporto del 2004, tra le 600 mila e le 800 mila persone vengono fatte attraversare i confini internazionali nell’ambito del traffico di persone, e forse un numero maggiore è preso nella rete del traffico di persone all’interno del proprio paese. La stima per il 2003 era leggermente più alta. Secondo il Rapporto, circa l’80 per cento delle vittime sono donne e bambine, la maggior parte delle quali forzate a lavorare nel commercio del sesso.
Nel presentare il Rapporto di quest’anno, il segretario di stato Colin Powell ha detto che i governi stanno rispondendo alla minaccia di sanzioni cui gli Stati Uniti hanno iniziato a dare attuazione nel 2003 nei confronti delle nazioni che non si conformavano agli standard internazionali nell’ambito del traffico di persone. Per evitare tali sanzioni, i paesi stanno facendo "notevoli progressi" nel modo in cui affrontano i problemi relativi a detto traffico.
"Grazie a tali progressi, alcune persone sono state aiutate, alcune vite salvate", ha sottolineato Powell, menzionando i paesi che sono stati promossi dalla categoria più bassa di valutazione in questo senso (nota come Tier 3) ottenuta lo scorso anno. Essi sono: il Belize, la Bosnia Erzegovina, la Repubblica Dominicana, la Georgia, la Grecia, il Kazakistan, il Suriname, la Turchia e l’Uzbekistan.
Il Rapporto TIP per il 2004 ha posto 10 nazioni nella categoria Tier 3: il Bangladesh, la Birmania, Cuba, l’Ecuador, la Guinea Equatoriale, la Guyana, la Corea del Nord, la Sierra Leone, il Sudan e il Venezuela.
Nel Rapporto TIP per il 2004 sono valutati 140 paesi, 16 in più rispetto a quello del 2003. Questo studio a livello internazionale mette in luce che nessun paese è immune dal traffico di persone, in quanto ogni paese può essere fornitore di vittime, rotta di transito per i trafficanti, oppure paese di destinazione con un’alta domanda di lavoratori forzati e sfruttati.
Powell ha rilevato la necessità di una collaborazione internazionale nella campagna contro il traffico di persone, un crimine che il presidente Bush ha definito un "male speciale". Secondo il Rapporto, il traffico di persone non solo costituisce una violazione dei diritti umani ma è anche legato alle reti criminali internazionali, che commerciano in droga, armi e documenti falsi. Costituisce una minaccia alla sanità pubblica per la diffusione di malattie trasmesse sessualmente, e costituisce una minaccia alla sicurezza internazionale in quanto miliardi di dollari dei trafficanti vanno ad alimentare il crimine, la violenza e anche il terrorismo.
"Ancora una volta, chiediamo agli stati di lavorare assieme per chiudere le rotte del traffico di persone, perseguire i trafficanti e proteggere e reintegrare le vittime all’interno della società", ha detto Powell.
Il direttore dell’Ufficio del Dipartimento di stato preposto al monitoraggio e alla lotta al traffico di persone, John R. Miller, ha fornito ulteriori dettagli sui progressi che i governi stanno conseguendo nella lotta al traffico di persone. "Quest’anno, ventiquattro paesi hanno emanato nuove leggi di vasta portata contro il traffico di persone. In questo senso, ci sono state 8 mila imputazioni in tutto il mondo e quasi 3 mila condanne", ha detto.
In linea con l’obiettivo di indurre all’azione contro il traffico umano, il rapporto TIP ha anche elogiato i paesi che hanno adottato i "migliori provvedimenti" nei loro sforzi per prevenire il traffico di persone, per aiutare le vittime o perseguire i trafficanti. Panama ha emanato una legge che impone alle imprese operanti nell’industria del turismo di informare i visitatori sulle leggi che vietano la pornografia infantile e il turismo del sesso. Madrid ha preso provvedimenti per ridurre sia la prostituzione sia il traffico di persone mirando ai clienti di questi traffici illeciti, e al tempo stesso occupandosi della prevenzione e dell’assistenza alle vittime.
Il Rapporto definisce gli sforzi di questo genere innovativi, efficaci, sostenibili e facilmente replicabili in altri campi.
La metodologia del Rapporto è stata modificata nel 2004 dal sistema originale a tre categorie (three-tier system) usato per la valutazione del livello di efficacia di un paese nel combattere il traffico di persone. La categoria Tier 1 comprende i paesi che soddisfano gli standard internazionali nella lotta al traffico di persone e stanno affrontando il problema rigorosamente. La categoria Tier 2 comprende i paesi che stanno dimostrando serio impegno ad affrontare il problema ma non hanno ancora soddisfatto gli standard internazionali. Quest’anno, è stata aggiunta la "Watch list" della categoria Tier 2 costituita dai paesi i cui sforzi potrebbero sgretolarsi.
Il Giappone compare nella "Watch List", ha detto Miller, in quando gli sforzi cui ha dato attuazione non sono proporzionali alla gravità del problema del traffico di persone esistente nel paese. "Mentre le vittime sono migliaia, ho trovato solo due piccoli centri in Giappone disposti ad accogliere le vittime del traffico di persone. Ognuno dei quali dispone tra gli otto e i dieci letti", ha detto Miller. Dal punto di vista dell’attuazione delle leggi, Miller ha detto che lo sforzo in termini di arresti e di condanne non sembra rilevante a paragone della portata del problema in Giappone.
Anche il Messico appare nella Watch List della categoria Tier 2. Il Rapporto ha rilevato che sebbene il numero delle vittime del traffico del sesso minorile sia altissimo, 20 mila, il governo messicano non ha né emanato leggi anti-traffico di persone, né messo a punto una strategia di tutela della legge per affrontare questi crimini. Miller ha tuttavia sottolineato che stanno emergendo segnali di un aumento di attività in questo campo e guarda al confine meridionale del paese per un aumento della collaborazione nella lotta al traffico di persone.