testo originale in inglese
TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Un funzionario americano ha affermato che sono in aumento gli sforzi volti a sconfiggere il traffico di esseri umani, 3 marzo 2004
(Di segno positivo le leggi, i procedimenti giudiziari e la cooperazione internazionale per combattere il traffico di persone)
Judy Aita
Corrispondente del Washington File alle Nazioni Unite
Nazioni Unite -- Il 3 marzo, un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano ha riferito che rispetto al decennio passato, in quest'ultimo anno, più governi hanno adottato provvedimenti per combattere questa moderna forma di schiavitù costituita dal traffico di esseri umani.
John R. Miller, Direttore dell'Ufficio del Dipartimento di Stato per il Monitoraggio e la Lotta al Traffico di Persone, ha asserito che, nell'ultimo anno, sono state "varate leggi più chiare e complete contro il traffico di esseri umani, dalle Filippine fino alla Georgia e Burkina Faso ... vi sono stati un maggior numero di procedimenti giudiziari contro i trafficanti e arresti massicci in vari Paesi, quali, per esempio, Serbia e Cambogia."
Miller, ex-componente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, è, altresì, alto consigliere del Segretario di Stato Colin L. Powell. Nel febbraio scorso, si è recato in Indonesia, Malesia, Singapore, Cambogia e Giappone per rafforzare i rapporti di collaborazione intrapresi per combattere il traffico mondiale di esseri umani. L'alto funzionario statunitense si è, inoltre, recato al Quartier Generale dell'ONU per partecipare alle discussioni tenutesi al riguardo durante la sessione annuale della Commissione sullo Stato delle Donne (Commission on the Status of Women). In tale occasione, egli ha tenuto una conferenza stampa al fine di portare avanti la sua opera di sensibilizzazione nei confronti di questa problematica legata al rispetto dei diritti umani.
Secondo uno studio annuale sul traffico di esseri umani condotto dal Dipartimento di Stato, sono approssimativamente 800-900 mila gli uomini, le donne e i bambini che ogni anno in tutto il mondo restano vittime di tale traffico, sono ridotti in schiavitù e costretti ad attraversare illegalmente le frontiere internazionali. Di queste persone, circa 18-20 mila vengono introdotte ogni anno negli Stati Uniti. Tali statistiche non comprendono, però, i dati concernenti il traffico di esseri umani all'interno dei confini dei singoli Paesi.
Durante il discorso pronunciato nel 2003, in occasione dell'apertura dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente Bush ha dedicato un quinto del suo intervento alla lotta contro la schiavitù, affermando che essa rappresenta una delle priorità degli Stati Uniti. Miller ha fatto notare che Bush ha definito il traffico di esseri umani "un male senza pari in materia di abusi e di sfruttamento dei più innocenti", e ha stanziato 50 milioni di dollari a sostegno della lotta globale contro il traffico di esseri umani.
Ha inoltre detto che la forma di schiavitù che si sta diffondendo maggiormente e nel modo più veloce è rappresentata dal traffico di esseri umani da avviare alla prostituzione, seguita dal traffico di persone da destinare ai lavori forzati. La servitù domestica e il reclutamento forzato di bambini soldato sono altre due forme di traffico di esseri umani comuni in alcune parti del mondo.
"In un certo senso, l'espressione traffico di esseri umani è un eufemismo per riferirsi alla tratta degli schiavi. Non si tratta di contrabbando, né tantomeno di immigrazione clandestina", ha dichiarato Miller.
Questa forma di schiavitù dei nostri giorni rappresenta "una questione che riguarda i diritti umani, incredibile per il XXI secolo", ha affermato Miller. "Si estende in ogni paese del mondo e costituisce una minaccia ai diritti umani, alla salute e alla sicurezza. Attualmente, riteniamo che il traffico di persone sia la terza principale fonte di guadagno per la criminalità organizzata, dopo il traffico di stupefacenti e di armi".
Egli ha aggiunto che "tutti i governi del mondo devono affrontare tale problema seriamente. Ci deve essere una volontà politica."
"La buona notizia è che molti paesi cominciano a rendersene conto .... Sempre più persone apprezzano il nostro interessamento alla questione e diversi paesi e governi cominciano ad intraprendendo nuovi sforzi" per combattere il traffico di esseri umani, ha detto il funzionario del Dipartimento di Stato.
Secondo il Segretario di Stato Powell e il Presidente Bush, "nell'ultimo anno, più passi sono stati fatti da più governi per sconfiggere la schiavitù, agendo a volte da soli e altre volte in collaborazione con altri, rispetto ai passi fatti nel decennio precedente", ha asserito Miller.
La legge Trafficking Victims Protection Act [per la tutela delle vittime del traffico di esseri umani], varato dagli Stati Uniti nel 2000, prevede che ogni anno si elabori uno studio concernente la tratta degli esseri umani nel mondo. Il rapporto del Dipartimento di Stato ha analizzato le attività intraprese in 120 Paesi fornendo, così, la panoramica internazionale più completa su questa forma di attività criminale. Tale studio ha rivelato che oltre 100 delle nazioni prese in esame hanno compiuto progressi significativi nel rafforzare e nel far rispettare le proprie leggi al fine di stroncare il traffico di esseri umani.
Miller ha affermato che "la cooperazione tra paesi è un altro settore nel quale si sono riscontrati miglioramenti", e ha portato come esempio recente il caso della Cambogia e degli Stati Uniti. La Cambogia ha, infatti, provveduto ad arrestare tre turisti americani che si stavano servendo di giovani prostitute. Questi sono poi stati estradati negli Stati Uniti dove le autorità federali hanno avviato contro di loro i procedimenti giudiziari.
Miller ha continuato dicendo che anche la diffusione di iniziative da parte delle Organizzazioni non governative e no-profit ha giocato a favore di questa causa in molti paesi. "Esse sono di fondamentale importanza, in particolar modo per quanto concerne la formazione delle potenziali vittime, nonché il reinserimento, il recupero e la protezione delle vittime tratte in salvo", ha dichiarato Miller.
E ha aggiunto che gli Stati Uniti non cercano semplicemente di spronare gli altri governi ad agire in modo più incisivo per porre fine a tale attività criminale. Infatti, oltre allo studio sulla situazione internazionale, le autorità americane svolgono un'indagine annuale riguardante le attività all'interno degli Stati Uniti, legate al traffico di esseri umani.
"Un ulteriore aspetto positivo concerne il fatto che gli Stati Uniti dispongono di una legislazione valida, una delle più avanzate contro il traffico di esseri umani. Essa prevede pene severe, concede benefici alle vittime, rilasciando loro visti provvisori per restare negli Stati Uniti a prendere parte al processo, e dando loro qualche possibilità per ottenere la cittadinanza," ha asserito Miller.
Secondo Miller, determinati settori necessitano di ulteriori miglioramenti come, per esempio, l'accelerazione dei procedimenti giudiziari e la formazione per la prevenzione.
"Sappiamo che negli Stati Uniti vi è un numero elevato di vittime", ha affermato Miller. "Dobbiamo agire meglio per raggiungerle, prenderci cura di loro e portare davanti alla legge i trafficanti".