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testo originale in inglese

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Secondo Wolfowitz, il mondo deve agire per impedire la proliferazione del traffico di armi di distruzione di massa, 17 dicembre 2003

(Egli ha asserito che bisognerebbe porre rimedio alle lacune esistenti nel potere giudiziario)

Il Vice Segretario alla Difesa, Paul Wolfowitz, ha affermato che la necessità di interdire il traffico globale dei materiali utili alla realizzazione di armi di distruzione di massa "non è mai stata così forte."

Nel suo discorso pronunciato a Washington lo scorso 17 dicembre, dinanzi ai rappresentanti delle 16 Nazioni che collaborano, nell'ambito della Proliferation Security Initiative (PSI, l'Iniziativa di Sicurezza contro la Proliferazione), per proibire il traffico di tali materiali, Wolfowitz ha sottolineato l'importanza di far partecipare l'intera comunità internazionale per fermare il traffico delle armi di distruzione di massa, nonché dei materiali e delle tecnologie ad esse connesse.

"Le attività che abbiamo svolto in questa settimana costituiscono un altro passo fondamentale per lo sviluppo delle capacità e della preparazione di forze militari e di polizia volte a impedire questo diabolico traffico", ha asserito Wolfowitz.

Rivolgendosi ai rappresentanti di Australia, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Singapore, Spagna, Turchia e Regno Unito, ha detto che la Proliferation Security Initiative è stata dettata dalla constatazione che "la diffusione delle armi di sterminio costituisce una delle minacce più pressanti a cui il mondo deve far fronte oggi. La vostra partecipazione è la prova che il possesso di armi di distruzione di massa da parte di persone senza scrupoli e degli Stati canaglia è un fatto con cui la comunità internazionale non può continuare a convivere."

"Per troppo tempo, al fine di bloccare il traffico di armi di sterminio, abbiamo fatto affidamento sulla diplomazia, sul monitoraggio degli armamenti, sui controlli circa la non proliferazione e le esportazioni," ha detto Wolfowitz sottolineando inoltre che alcuni dei più importanti successi sono stati conseguiti proprio grazie al regime di non proliferazione. "Pur tuttavia, ritengo che, con il passare del tempo, sia divenuto sempre più evidente che alcune Nazioni defilatesi al di fuori di quel regime, e gruppi terroristici completamente al di fuori di esso…, non sarebbero stati fermati dalle normali misure previste dal Trattato di Non Proliferazione o dagli accordi internazionali."

Secondo Wolfowitz, la Proliferation Security Initiative dovrebbe essere ampliata in modo da "includere tutti coloro che abbiano la capacità e la volontà di partecipare alla lotta per fermare la proliferazione. È necessario continuare a migliorare le risorse operative di condivisione delle informazioni. È necessario porre rimedio alle lacune esistenti nel potere giudiziario."

"La necessità di interdire tale traffico non è mai stata così forte poiché la sua interruzione può contribuire a porre fine alle esportazioni legate alla proliferazione, effettuate da Stati e soggetti non statali che operano al di fuori delle regole per il controllo delle esportazioni." Tale interruzione, inoltre, contribuirebbe a scoraggiare "fornitori e clienti, rendendo la proliferazione più difficile…costosa e, in alcuni casi, più scomoda", ha aggiunto Wolfowitz.

 

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