testo originale in inglese
TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Powell: gli USA confermano il forte impegno alla roadmap per il Medio Oriente, 26 novembre 2003
(Powell definisce gli "Accordi di Ginevra" un’idea della pace alternativa)
Il Segretario di stato Colin Powell ha detto che gli Stati Uniti continuano a sostenere fermamente la roadmap per la pace tra Israele e la Palestina ed ha espresso la speranza che il piano avanzi una volta che i primi ministri, israeliano e palestinese, avranno tenuto la loro prima riunione.
In un intervento alla National Public Radio il 26 novembre, Powell ha detto che la roadmap, delineata da Nazioni Unite, Unione Europea, Russia e Stati Uniti, "resta la nostra politica fondamentale" e che gli Stati Uniti sono pronti a "prendere parte più attivamente" al piano dopo l’incontro tra il Primo ministro Ariel Sharon e il Primo ministro Abu Alaa.
Powell ha anche accolto con favore gli informali "Accordi di Ginevra" sviluppati senza appoggio governativo ufficiale tra israeliani e palestinesi, dicendo che è utile presentare diverse idee per una valutazione più ampia.
"Non rappresentano la posizione di nessuno, solo degli autori degli accordi", ha detto. "Ma dato il momento difficile per il Medio Oriente, quando ci sono persone che pensano a tali questioni e offrono idee, credo che debbano essere ascoltate".
Il Segretario ha detto che gli Stati Uniti continuano a vedere il leader palestinese Yasser Arafat come un "ostacolo" alla roadmap.
"Riteniamo che abbia intralciato il Primo ministro Abu Mazen e speriamo che non faccia lo stesso con il Primo ministro Abu Alaa altrimenti siamo al punto di partenza", ha detto Powell.
Il Segretario ha detto che gli Stati Uniti continueranno a lavorare con i primi ministri palestinesi "a patto che si impegnino a riformare l’Autorità palestinese, a porre fine alla corruzione, ad assicurare che i fondi destinati all’Autorità palestinese siano usati bene, e a combattere il terrorismo".
Powell ha anche detto che la riduzione delle garanzie USA ai prestiti bancari ad Israele in risposta alla costruzione degli insediamenti e di un muro di cinta è "certamente stato un segnale" della disapprovazione dell’amministrazione Bush di tali politiche. "L’ammontare di denaro in questione non è insignificante", ha detto.
Riguardo all’Iraq, Powell ha detto che l’amministrazione Bush auspica una partecipazione più attiva dell’ONU mentre il popolo iracheno intraprende passi verso l’acquisizione della sovranità, come ad esempio per l’assemblea di transizione e le elezioni.
"Lavoreremo di concerto con [il Segretario Generale dell’ONU] Kofi Annan e i suoi addetti alla sicurezza per cercare di creare le condizioni affinché il Segretario generale mandi un rappresentante di alto livello nel Paese", ha detto.
Powell ha difeso la decisione del Consiglio governativo iracheno di mettere al bando dal Paese la stazione televisiva Al-Arabiyya, dicendo che stava andando oltre il diritto-dovere di dare le notizie, dimostrando "complicità nelle azioni di terrorismo".
"Riuscivano ad essere sul luogo prima che un incidente accadesse e si mettevano in posizione per cogliere il momento in cui un razzo o un ordigno esplosivo improvvisato scoppiava sotto un veicolo americano", ha detto.
Infine, Powell ha negato che l’amministrazione Bush stava adottando un approccio aggressivo nei confronti dell’Iran riguardo al suo programma nucleare.
Negli ultimi due anni circa, ha detto, gli Stati Uniti hanno avvisato gli amici nell’Unione Europea e la Russia che l’Iran stava sviluppando armi nucleari.
"Finalmente, il mondo ha avuto le prove… che l’Iran non rispetta gli obblighi che ha assunto in base al Trattato di non proliferazione ed altri impegni ancora, e che hanno lavorato a programmi che potrebbero condurre allo sviluppo di armi nucleari", ha detto Powell.
Di conseguenza, il Paese è stato "richiamato al dovere" attraverso la risoluzione del 26 novembre dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che l’ammonisce che se vengono rilevate ulteriori violazioni, la questione verrà trasmessa al Consiglio di sicurezza.
"Credo che ciò dimostri che nel momento in cui possiamo lavorare assieme a un obiettivo comune, allora gli Stati Uniti possono agire in senso multilaterale come tutti", ha detto Powell.