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testo originale in inglese

 

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Powell porterà un messaggio di partnership all’Europa, 25 novembre 2003

(All’inizio di dicembre, il Segretario di Stato americano parteciperà agli incontri ministeriali dell’OSCE e della NATO)

Il sentimento pubblico in Europa e in altre parti del mondo "ha una tendenza più negativa verso gli USA di quanto mi piacerebbe vedere", ha detto il Segretario di Stato USA Colin Powell ai giornalisti europei il 25 novembre, aggiungendo che nel corso delle sue imminenti visite a Maastricht e a Bruxelles, comunicherà "un messaggio di partnership, un messaggio di lavoro comune con i nostri amici ed alleati".

"L’America crede nelle partnership, crediamo nelle grandi alleanze di cui facciamo parte. Non facciamo ciò che facciamo con l’intento di offendere qualcuno, ma perché crediamo fermamente in determinati principi e difenderemo tali principi e difenderemo i nostri interessi. Preferiamo farlo nell’ambito delle organizzazioni internazionali e delle grandi partnership, ma non è sempre possibile" ha detto.

Powell parteciperà alla riunione ministeriale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) il 1-2 dicembre a Maastricht e alla riunione ministeriale della NATO il 4-5 dicembre a Bruxelles. Powell ritiene che alla riunione OSCE si discuteranno numerose questioni rilevanti compresi i recenti cambiamenti politici in Georgia e i suoi preparativi per le elezioni presidenziali, e la proposta sponsorizzata dalla Russia per la Moldova.

Rilevando che gli Stati Uniti ad alcuni Paesi europei hanno avuto gravi dissensi sulla questione se far guerra o meno all’Iraq, Powell ha detto che ora "[USA ed Europa] devono giungere ad un’intesa e aiutare a costruire la pace". Il Segretario USA ha anche riconosciuto che la scadenza per il trasferimento del controllo politico agli iracheni resta un punto di contrasto.

"Un modo di acquisire legittimità", ha detto Powell, "è approvare una costituzione completa e tenere elezioni di vasto raggio, del tipo che ci piace vedere". Ma per fare in fretta e per far avanzare il processo, abbiamo deciso di lavorare congiuntamente con il Consiglio governativo [iracheno] e arrivare ad un piano di transizione. Ma questo piano di transizione non sarà un semplice trasferimento di autorità in quanto avrà una base elettorale. L’assemblea di transizione sarà eletta non tramite un referendum, ma secondo lo schema che il Consiglio governativo e l’Ambasciatore Bremer [capo dell’Autorità provvisoria della coalizione] hanno elaborato la scorsa settimana".

Powell ha detto che sebbene sia "prematuro" ottenere una nuova risoluzione ONU sull’Iraq, ha incoraggiato il Segretario generale dell’ONU Kofi Annan a nominare un rappresentante speciale per l’Iraq al più presto "su base provvisoria o… su base più definitiva, come gli sembra più appropriato", poiché l’ONU deve svolgere un ruolo attivo nella preparazione di un governo di transizione in Iraq.

I giornalisti europei hanno fatto domande a Powell riguardo ai detenuti britannici presso la base militare USA di Guantanamo Bay, a Cuba, le tariffe USA sulle importazioni di acciaio, la politica USA verso il Tribunale penale internazionale (International Criminal Court, ICC), la "roadmap" per il Medio Oriente, e la ricerca delle armi di distruzione di massa in Iraq.

Riguardo ai detenuti, Powell ha detto che "ci sono delle questioni legali molto complesse sulle quali stanno ancora lavorando i nostri legali. Ma il presidente è ansioso di fare quello che può per risolvere la situazione. Cerchiamo di essere molto sensibili alle richieste del… governo del primo ministro [britannico] Blair".

Riguardo all’ICC: "Non cederemo riguardo all’ICC. Crediamo in determinate cose e abbiamo assunto quelle che, a nostro avviso, sono posizioni di principio… Non è in linea con la nostra regola costituzionale per gestire i crimini e le offese che potrebbero venire commessi dai nostri militari".

Sulla "roadmap" per il Medio Oriente: "La roadmap …. è ancora viva e vegeta… e sta aspettando. Richiede solo l’esecuzione sia da parte palestinese che israeliana".

Sulle armi di distruzione di massa: "Non ho inventato io quello che ho presentato [alle Nazioni Unite il 5 febbraio 2003]… Rappresentava il lavoro migliore dei nostri servizi segreti… E riproduceva una collezione di dati di intelligence sui quali numerose nazioni avevano convenuto nel corso degli anni, la medesima collezione di dati in base ai quali il Presidente Clinton aveva deciso di prendere l’iniziativa contro gli impianti per la costruzione di armi di distruzione di massa [in Iraq] nel 1998 … la stessa collezione di dati sulla quale le Nazioni Unite avevano basato l’approvazione di risoluzioni di condanna contro il comportamento iracheno".

 

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