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Un nuovo autorevole studio dimostra che la diffusione dell'epidemia di AIDS sta crescendo ulteriormente, 25 novembre 2003
(Secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite incaricata del monitoraggio dell'AIDS (UNAIDS), sono circa quaranta milioni le persone che convivono con il virus dell'HIV)
È possibile consultare l'intero rapporto "AIDS Epidemic Update 2003" all'indirizzo internet http://www.unaids.org/en/default.asp
L'epidemia di AIDS e il contagio del virus dell'HIV stanno crescendo ulteriormente nelle regioni del mondo che ne sono colpite da tempo e si stanno diffondendo anche in quelle regioni che nei primi due decenni di vita dell'epidemia sono state quasi immuni da questo virus mortale. In un comunicato stampa rilasciato il 25 novembre scorso, gli esperti del Programma congiunto dell'ONU sull'HIV/AIDS (UNAIDS) hanno reso noto che sono approssimativamente quaranta milioni le persone affette nel mondo dal virus dell'HIV.
Il rapporto "AIDS Epidemic Update 2003" è un autorevole censimento globale sulla malattia, e viene pubblicato ogni anno dall'UNAIDS prima della giornata mondiale dedicata all'AIDS, che si svolge il primo dicembre. Secondo tale relazione, nell'Africa sub-sahariana, da tempo la regione mondiale più gravemente colpita, un adulto su cinque convive con la malattia. Solo nel 2003, in Africa, vi sono stati più di tre milioni di nuovi contagi e sono morte 2.300.000 persone.
Sempre per l'anno corrente, gli studi compiuti dall'UNAIDS stimano che in tutto il mondo il virus dell'HIV e l'AIDS abbiano causato cinque milioni di nuovi contagi e la morte di tre milioni di persone.
Alla luce del crescente tasso di prevalenza tra le popolazioni di Cina, India, Indonesia e Russia, l'Agenzia dell'ONU mette in guardia questi Paesi circa un'eventuale diffusione dell'epidemia. Nelle aree in questione, l'assunzione di droghe per via endovenosa e i rapporti sessuali non protetti costituiscono le principali vie di trasmissione. Nel rapporto dell'UNAIDS, si aggiunge che in suddetti Paesi non vi sono adeguati programmi di educazione alla prevenzione.
Secondo tale studio, inoltre, lo stanziamento di somme di denaro più consistenti e il maggior impegno assunto dalla classe politica negli ultimi anni per tentare di bloccare l'epidemia potrebbero risultare insufficienti a contrastare un fenomeno in crescita che per i Governi di alcune nazioni colpite non è ancora considerato una priorità.
Gli Stati Uniti sono il principale paese donatore del mondo nella lotta contro questa malattia. Per il prossimo anno, il Congresso statunitense ha appena autorizzato lo stanziamento di 2 miliardi e 400 milioni di dollari per aiutare le nazioni colpite dall'AIDS. Gli Stati Uniti forniscono il loro contributo ai programmi contro l'AIDS in circa 75 Paesi e, attualmente, stanno avviando ulteriori piani intensivi nei 14 dei Paesi dell'Africa e dei Caraibi più gravemente colpiti.
I quaranta milioni di contagi stimati nel nuovo rapporto sono inferiori ai quarantadue del rapporto dello scorso anno. Ciò non significa, si puntualizza nel documento, che l'epidemia stia regredendo, ma si tratta piuttosto del risultato dell'adozione di tecniche più sofisticate per la raccolta dei dati.