testo originale in inglese
TRADUZIONE INFORMALE DEL TESTO DAL WIRELESS FILE
Vershbow preme sulla Russia perché dia attuazione ai Diritti sulla proprietà intellettuale, 25 novembre 2003
(L’articolo che segue, dell’Ambasciatore USA presso la Federazione Russa, Alexander Vershbow, è stato pubblicato su Vedomosti e sul Moscow Times. L’articolo è di dominio pubblico, senza restrizioni per la pubblicazione).
PERCHE’ E’ IMPORTANTE DARE SERIA ATTUAZIONE ALLE LEGGI PER LA PROTEZIONE DELLA PROPRIETA’ INTELLETTUALE
di Alexander Vershbow
Ambasciatore USA presso la Federazione Russa
Uno dei motivi per cui sono lieto di essere Ambasciatore in Russia è il fatto di poter partecipare alla ricca vita culturale del Paese. I russi vanno giustamente fieri della loro grande tradizione musicale, letteraria, teatrale e cinematografica, nonché dei risultati che hanno raggiunto nelle scienze, nella scienza spaziale e nella tecnologia.
Il successo della critica di recenti film russi, come ad esempio "Il Ritorno", mostra che la lunga tradizione creativa letteraria e artistica della Russia continua. I successi russi nel campo delle scienze e della cultura sono noti in tutto il mondo. Ma ora, il fatto che la Russia stia diventando sempre più nota per i furti e gli atti di pirateria in merito alla proprietà intellettuale rappresenta una minaccia alla capacità del Paese di raggiungere anche in futuro risultati in campo culturale o scientifico.
Nel corso dell’anno passato, è stata prestata sempre più attenzione ai livelli crescenti di pirateria nel mercato dei dischi ottici (CD, DVD e CD-ROM) in Russia. Tuttavia, da sondaggi recenti si rileva che i cittadini russi non si preoccupano della pirateria in campo musicale, cinematografico e dei prodotti software, poiché ritengono che le sole vittime di questo tipo di pirateria siano i maggiori studi di registrazione e gli studi cinematografici occidentali, che, secondo il loro punto di vista, non hanno bisogno di ulteriori introiti prodotti dalle vendite in Russia. Tuttavia, anche i russi subiscono le conseguenze negative di questo tipo di pirateria che, se continuerà incontrollata, vedrà crescere nel Paese il numero delle sue vittime.
I diritti sulla proprietà intellettuale sono un incentivo alla creatività. Gli artisti possono permettersi di comporre e registrare musica poiché nutrono aspettative di guadagno dale loro incisioni. Parlando con musicisti russi famosi e meno famosi, ho chiesto di poter avere un CD con le loro composizioni. Purtroppo, la risposta più frequente è stata che non è economicamente conveniente incidere in Russia a causa del numero elevato di atti di pirateria raggiunti in quel paese. La recente visita del Presidente Putin alla Mosfilm ha sottolineato che danni simili sono stati causati dalla pirateria all’industria cinematografica russa, nonostante i recenti successi della critica.
Le ditte produttrici di software possono permettersi di pagare i programmatori ed gli altri tecnici perché ricavano un reddito dalla vendita del prodotto finale. Anche la Russia ha una vasta gamma di programmatori e tecnici professionali di talento, ma il settore della tecnologia qui è anch’esso vittima dei pirati, che privano gli innovatori dei finanziamenti di cui hanno bisogno per continuare il processo innovativo.
Gli scienziati e gli inventori russi avrebbero il potenziale per contribuire all’accesso della Russia nel mercato delle innovazioni tecnologiche, specialmente se il Paese riuscisse ad attrarre investimenti dalle società di alta tecnologia. In realtà, questo meccanismo non decollerà mai effettivamente se l’innovazione tecnologica non viene protetta attraverso un’adeguata attuazione della legge sulla proprietà intellettuale.
Nonostante la Russia disponga di un’interessante capitale di professionisti di talento sia in campo tecnologico sia in campo culturale, gli investimenti stranieri che potrebbero aiutare ad alimentare le industrie sono ancora una volta messi in pericolo dai pirati. La Russia è vista, a ragione, sempre più come uno dei maggiori produttori al mondo di merci frutto di atti di pirateria. La Russia ha ormai raggiunto proporzioni talmente epidemiche di pirateria che viene vista come la prossima Cina, che all’apice della sua pirateria disponeva di 29 impianti per la produzione di prodotti contraffatti. Si calcola che attualmente la Russia ne abbia almeno altrettanti in funzione. Sembra che ogni anno la Russia produca oltre 320 milioni di dischi pirata, almeno il 90 per cento dei quali viene esportato. Fin quando i potenziali investitori considereranno la Russia un Paese che non rispetta la legge, né i diritti sulla proprietà intellettuale e personale, essi continueranno ad investire in Paesi in cui la proprietà sia protetta meglio in tutte le sue forme.
Ad esempio, alcune case musicali occidentali dichiarano che uno dei loro obiettivi principali nell’accedere al mercato russo consiste nel coltivare l’abbondanza di musicisti di talento locali e di condividere il loro talento con il resto del mondo, e non solo quello di vendere CD di Mariah Carey e di Eminem. Ma, aggiungono, a causa dell’attuale livello di pirateria, investire la quantità di denaro che merita l’industria della musica russa non è assolutamente fattibile.
In nessun altro campo la minaccia della pirateria è più chiara che in quello sempre in aumento dei prodotti farmaceutici contraffatti. Non solo la pirateria dei medicinali sottrae i profitti che potrebbero portare allo sviluppo di medicine più efficaci e redditizie, ma mette direttamente in pericolo la salute o addirittura la vita dei russi che contano su farmaci contraffatti o di bassa qualità.
La crescente reputazione russa come Paese esportatore di prodotti pirata potrebbe avere un impatto sulle sue esportazioni legali. Gli importatori e i consumatori stranieri debbono avere fiducia che i prodotti di importazione siano genuini e ben fatti. Il dilagare di prodotti scadenti, imitazioni e beni a prezzo bassissimo erode lentamente questa fiducia e incoraggia gli importatori a cercare vie alternative più sicure.
Gli effetti finanziari della pirateria, nel lungo periodo, continueranno a frenare lo sviluppo di industrie di gran valore che potrebbero offrire ottime posti di lavoro ai russi, lavori basati sulla conoscenza, la creatività e l’innovazione, creando inoltre ostacoli inutili al crescente mercato russo delle esportazioni.
La pirateria è molto redditizia, ma i proventi vengono goduti solo da pochi ricchi, a spese di molti, molti altri. Ne fanno le spese artisti e professionisti pieni di creatività i cui profitti vengono risucchiati da chi non se li aveva guadagnati. Ne fa le spese il programmatore di software che non può più creare programmi nuovi ed innovativi senza paura che il prodotto finale gli verrà rubato. Ne fa le spese il musicista che non può permettersi di registrare il suo lavoro, o lo studio cinematografico che deve ridurre il numero di film che riesce a produrre sul mercato russo. Ne fa le spese l’esportatore che incontra inutili preoccupazioni sulla legittimità dei suoi prodotti, o tutti i lavoratori russi che potrebbero essere assunti da una ditta emergente in un settore industriale che non può svilupparsi perché i pirati gli sottraggono le risorse.
Infine, ne facciamo le spese tutti noi, qui in Russia e in tutto il mondo, poiché siamo privati dei risultati in campo culturale e scientifico che costituiscono il grande retaggio storico della Russia, e saremo inoltre privati del contributo ancora maggiore che questo Paese potrà offrire al mondo nel XXI secolo.