testo originale in inglese
Myers: nella guerra al terrorismo il fallimento non è un esito previsto, 21 novembre 2003
(Rumsfeld: i terroristi cercano di modificare il comportamento attraverso la paura)
di Jacquelyn S. Porth
Corrispondente del Washington File per gli affari di sicurezza
Washington – Il Capo degli stati maggiori riuniti Richard Myers ha dichiarato che oggi il pericolo del terrorismo "rappresenta la minaccia più grande che abbiamo mai affrontato" e il fallimento non è un esito previsto.
Parlando dinanzi a dipendenti del Dipartimento della difesa e appaltatori privati in un "town hall" meeting presso il Pentagono il 21 novembre, il generale a quattro stelle dell’aeronautica ha detto che nella lotta al terrorismo la posta in gioco è molto alta. Il terrorismo globale rappresenta "un credo del terrore, dell’odio, della violenza e dell’intolleranza", ha detto.
Il Segretario alla difesa, Donald Rumsfeld, che ha parlato alla riunione, ha detto che il terrorismo ha lo scopo di seminare la paura al fine di cambiare il comportamento delle persone. Ha previsto che la guerra al terrorismo "avrà effetti su tutti i Paesi del mondo, in un modo o nell’altro".
"Non abbiamo scelta, dobbiamo trovare i terroristi… prima che essi uccidano altri tre mila uomini, donne e bambini innocenti in questo Paese e altri centinaia di migliaia in tutto il mondo, a Bali oppure a Istambul, o chissà dove", ha detto Rumsfeld, aggiungendo che ció può comportare la distruzione di cellule terroristiche, reti di finanziamento e campi di addestramento, o può voler dire agire efficacemente con i Paesi che ospitano i terroristi. Combattere il terrorismo significa anche impegnarsi nella lotta delle idee, ha proseguito, cosicché il fascino dei potenziali reclutatori a scopo terroristico venga meno.
Alla domanda come si misuri il successo in questa guerra, Rumsfeld ha risposto che non ci saranno cerimonie formali con firma di documenti. Ci vorrà del tempo prima di giungere al successo, ha detto, ma ha rilevato che c’è un’ampia coalizione di 90 paesi accorsi in aiuto. Avremo raggiunto la vittoria, ha detto il Segretario alla difesa, quando la gente non avrà più paura e manderà i figli a scuola sicura che alla fine della giornata torneranno.
A Rumsfeld è stata anche fatta una domanda riguardo alla possibilità che i nuovi media in Iraq potrebbero indebolire la missione della coalizione. "Le persone sono libere di essere sagge… oppure sciocche… di essere d’aiuto… o di creare caos" nell’era del dopo-Saddam Hussein, ha detto. I molti giornali, riviste, stazioni radio e televisive che sono state create sono segno di successo, ha detto Rumsfeld, infatti ora gli iracheni possono dire e fare quello che vogliono, dopo decenni di oppressione. Sebbene la libertà di stampa renda il lavoro più difficile, ha aggiunto, "i vantaggi sono di gran lunga superiori ai problemi".
Myers ha notato che è spesso difficile comunicare i messaggi della coalizione all’interno dell’Iraq. Una vasta parte delle notizie viene ricevuta tramite le antenne paraboliche, ha detto, sottolineando che sono in corso sforzi per avviare, a dicembre, programmi di qualità per competere con la programmazione anti-coalizione prodotta dalle organizzazioni giornalistiche al-Arabiya e al-Jazeera.
Rumsfeld ha detto che servirà un periodo di avviamento per avere un pubblico che segua I nuovi programmi. "Ci vorrà del tempo per persuadere le persone a guardare programmi diversi", ha aggiunto.
Intanto, a Baghdad, il generale di brigata USA Mark Kimmitt, vice direttore per le operazioni della Combined Joint Task Force-7 ha tenuto un briefing per i giornalisti locali il 21 novembre riguardo ai più recenti attacchi nella capitale. Ha detto che tra i 9 e I 14 lanciarazzi trainati dagli asini sono stati scagliati contro il Ministero del petrolio iracheno e l’Hotel Palestine. Alcuni dei razzi che sembra fossero destinati all’hotel Palestine hanno sbagliato traiettoria e hanno colpito il vicino Hotel Sheraton, ha aggiunto.
Altri di quei carri lanciarazzi equipaggiati con armi indirizzate contro l’edificio della Facoltà di giurisprudenza e il Partito democratico curdo sono stati scoperti nel corso della giornata. "Si tratta di un nemico che si adegua" che ha grande inventiva ed è intraprendente, ha detto Kimmitt. E’ un nemico che tenta di "fiaccare la nostra determinazione" e di fare notizia, ha aggiunto. "Ma questi attacchi, a parte le gravi ferite ai civili", ha detto Kimmitt, "non hanno valore tattico, e non sono significativi dal punto di vista militare".
Ad una domanda sull’impatto psicologico, l’ufficiale ha detto che i terroristi stanno cercando di far crescere la paura, ma i fatti sul campo indicano che l’Iraq "è un Paese relativamente stabile". Alla fine il nemico fallirà, ha detto Kimmitt, "perché la nostra determinazione non viene intaccata da questi attacchi".
Un giornalista ha chiesto all’ufficiale se crede ancora che l’Iraq sia sicuro e stabile al 90 per cento come sostiene l’Autorità provvisoria della coalizione. "Senz’altro", ha risposto, aggiungendo che ci sono stati solo "due attacchi missilistici in un giorno e in un’area limitata", e "circa il 90 per cento dei distretti di Baghdad è sicuro".
Kimmitt ha detto che le sue forze continuano a lavorare per creare "un ambiente sicuro" e contemporaneamente "per migliorare la fornitura dei servizi essenziali, ristabilire l’economia e trasferire il governo al popolo iracheno".