testo originale in inglese
Gli USA suggeriscono all’OSCE le misure per combattere il traffico di esseri umani, 9 ottobre 2003
Varsavia, 8 ottobre: L’Ambasciatrice Pamela Hyde Smith all’Incontro per l’Attuazione degli Impegni sulla Dimensione Umana dell’OSCE
Gli Stati Uniti accolgono con favore il Piano d’Azione dell’OSCE per la Lotta contro il Traffico di Esseri Umani, ma "adesso il nostro compito è di trasformare le raccomandazioni in azioni concrete che mostrino risultati chiari", ha detto l’Ambasciatrice Pamela Hyde Smith, il 9 ottobre a Varsavia, durante l’incontro annuale per l’Attuazione degli Impegni sulla Dimensione Umana dell’OSCE.
"Gli Stati Uniti sono fermamente convinti che la creazione di un nuovo Meccanismo di Lotta al Traffico (di esseri umani) renderebbe l’OSCE più efficace nella sua azione di contrasto", ha detto l’Ambasciatrice Smith, aggiungendo che in tal modo aumenterebbe il profilo politico della questione e si creerebbe un quadro di riferimento per il lavoro dell’OSCE in tutta la regione.
L’Ambasciatrice ha anche invitato "tutti gli Stati dell’OSCE che non l’hanno ancora fatto, a rafforzare le proprie capacità a livello nazionale adottando ed attuando le leggi che stabiliscono la natura di illecito penale del traffico di esseri umani". Tra le altre raccomandazioni: un migliore coordinamento e gli sforzi complementari di tutti gli Stati membri dell’OSCE e rapporti di lavoro più stretti tra i governi e le organizzazioni non governative (ONG) che sono spesso la migliore risorsa per fornire assistenza e tutela alle vittime.
L’Ambasciatrice ha sottolineato che il traffico di esseri umani e le sue reti "minacciano anche gli ambienti più stabili nei paesi più ricchi, dove la criminalità organizzata ha insediato la sua attività" e ha invitato l’ONU e la NATO a cominciare "ad istituzionalizzare ampi programmi volti a combattere il traffico di persone. Devono essere inoltre adottate misure per assicurare che le forze militari e di polizia internazionali non contribuiscano o partecipino al traffico di persone".
In conclusione, la Smith ha detto che "nessun paese ha la possibilità di sradicare il traffico da solo. Dobbiamo lavorare insieme…. invitiamo tutti gli Stati partecipanti a usare i poteri, le risorse e l’ingegno dei loro governi per porre fine a questa schiavitù".
Segue la trascrizione del discorso:
Missione degli Stati Uniti presso l’OSCE
TRAFFICO DI ESSERI UMANI
Discorso dell’Ambasciatrice Pamela Hyde Smith
Delegazione USA all’Incontro dell’OSCE per l’Attuazione degli Impegni sulla Dimensione Umana
9 ottobre 2003
Moderatrice,
gli Stati Uniti stimano che ogni anno dalle 800.000 alle 900.000 persone sono vittime del traffico di esseri umani attraverso frontiere internazionali. Il traffico di esseri umani è allo stesso livello del traffico di armi e di droga ed è una delle attività illecite più lucrose del mondo. I trafficanti di esseri umani mirano a colpire le persone più vulnerabili, generalmente le donne e i bambini appartenenti alle aree rurali o economicamente svantaggiati che tentano disperatamente di sfuggire alla povertà.
Faccio eco alle parole pronunciate dal Presidente Bush all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 23 settembre:
"E' un tipo particolare di male quello che si nasconde dietro l'abuso e lo sfruttamento dei più innocenti e dei più vulnerabili. Le vittime del commercio del sesso conoscono subito il peggio della vita, un insieme nascosto di brutalità e di solitaria paura. Coloro che creano queste vittime, che traggono profitto dalle loro sofferenze, devono essere severamente puniti. Quelli che sostengono questo tipo di industria degradano sé stessi e contribuiscono ad alimentare la miseria degli altri. E i governi che tollerano questa forma di commercio, tollerano una forma di schiavitù."
Gli Stati Uniti ritengono che la responsabilità della lotta contro il traffico di persone nella regione dell’OSCE spetti in primo luogo agli Stati membri. Invitiamo tutti gli Stati dell’OSCE che non l’hanno fatto a rafforzare le proprie capacità a livello nazionale, adottando ed attuando le leggi che stabiliscono la natura di illecito penale del traffico di esseri umani e prevedono sanzioni appropriate, al fine di assicurare un’efficace risposta delle autorità incaricate dell’applicazione della legge ed efficaci procedimenti giudiziari e di fornire assistenza adeguata e di qualità alle vittime di questo reato. Al tempo stesso, per la sua natura transnazionale, il traffico di esseri umani è un reato che richiede il coordinamento e gli sforzi complementari di tutti i paesi - paesi che sono spesso dotati di capacità variabili per l’applicazione delle leggi e la tutela delle vittime. E’ importante che i paesi vicini collaborino strettamente tra di loro, ed anche con i paesi di provenienza e di destinazione, per combattere il traffico, aumentare il perseguimento dei trafficanti e proteggere meglio le vittime.
I funzionari del governo hanno molto da imparare dalle ONG. E’ assolutamente necessario sviluppare stretti rapporti di lavoro con i leader delle comunità. Spesso, le ONG sono in una posizione favorevole per fornire il tipo di assistenza personale a lungo termine di cui le vittime hanno bisogno per riprendersi fisicamente ed emozionalmente. Alcuni governi hanno intensificato i loro sforzi per combattere il traffico di esseri umani fornendo assistenza in natura alle ONG e alle organizzazioni internazionali. L’assistenza diretta fornita dalle ONG e la protezione psicologica, giuridica e fisica delle vittime è particolarmente utile poiché molte vittime non si fidano della polizia e di altri funzionari statali – soprattutto se sono entrati illegalmente nel paese. Le ONG sono particolarmente efficaci nel ribadire il concetto che queste persone non devono essere trattate come criminali ma come vittime.
Accogliamo con favore il Piano d’Azione dell’OSCE per la Lotta contro il Traffico di Esseri Umani che è un eccellente compendio delle migliori pratiche per gli Stati partecipanti e per l’organizzazione nel suo complesso. Anche il testo sulla lotta al traffico, incluso nella Dichiarazione di Rotterdam dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE di luglio, è un esempio notevole dell’impegno assunto dai parlamentari dell’OSCE per la lotta contro questa forma di schiavitù moderna. Adesso il nostro compito è di trasformare le raccomandazioni in azioni concrete che mostrino risultati chiari.
Gli Stati Uniti sono fermamente convinti che la creazione di un nuovo Meccanismo di Lotta contro il Traffico (di esseri umani) renderebbe l’OSCE più efficace nella sua azione di contrasto. Un tale meccanismo potrebbe accrescere il profilo politico della questione, stabilire un quadro di riferimento per il lavoro dell’OSCE in tutta la regione, coordinare l’OSCE nelle tre dimensioni e servire da punto di riferimento ufficiale nel lavoro con le altre organizzazioni internazionali nella lotta contro il traffico.
Gli Stati Uniti hanno sottolineato il loro sostegno a queste iniziative di lotta adottando alcune misure significative allo scopo di rendere più solide le nostre politiche anti-traffico. Il Presidente Bush ha affermato che la lotta contro il traffico di esseri umani è una lotta contro una "minaccia transnazionale" e, in relazione a questo tipo di traffico, ha chiesto ai pubblici dipendenti degli USA e agli imprenditori all’estero di adottare una politica di tolleranza zero. Inoltre, ai sensi della Legge sulla Protezione delle Vittime del Traffico del 2000 (Trafficking Victims Protection Act – TVPA), i paesi potranno essere oggetto di sanzioni per le azioni dei loro governi nella lotta al traffico di persone.
Siamo convinti che questo tipo di sforzo può essere un catalizzatore del progresso nella lotta contro il traffico di esseri umani. Dall’introduzione del Rapporto del Dipartimento di Stato sul Traffico di Persone, previsto dalla TVPA, un maggior numero di Stati aderenti all’OSCE ha emanato leggi, ha addestrato forze di polizia, ha costruito case-rifugio per le vittime, ha istituito centri di ascolto telefonico o ha adottato altre misure per contrastare le azioni dei trafficanti. Quest’anno, i paesi che non compiono sforzi significativi in questa lotta potrebbero essere oggetto di sanzioni e soprattutto potrebbe essere revocata l’assistenza non-umanitaria e non relativa al commercio. A giugno, al momento della pubblicazione del Rapporto, il Dipartimento di Stato ha rilevato che sei paesi partecipanti all’OSCE - Bosnia–Erzegovina, Georgia, Grecia, Kazakistan, Turchia e Uzbekistan – non avevano compiuto sforzi significativi per ottemperare alle prescrizioni minime della TVPA in materia di lotta al traffico di esseri umani. A settembre, il Presidente ha annunciato che, a partire da giugno, tutti i sei paesi avevano intensificato notevolmente le iniziative di contrasto del traffico. Anche se questi paesi sono riusciti ad evitare le sanzioni, è necessario vigilare sull’attuazione delle nuove leggi e sul perseguimento energico dei trafficanti. Oltre a questi sei paesi, il Dipartimento di Stato ha rilevato che altri 19 paesi dell’OSCE non ottemperano ancora alle prescrizioni minime della TVPA, anche se compiono sforzi significativi in tal senso. Gli Stati Uniti sono disposti ad aiutare i paesi che dimostrano un forte impegno a rafforzare le proprie capacità nazionali per combattere il traffico.
E’ importante che, oltre alle singole nazioni, anche le organizzazioni internazionali come l’ONU e la NATO prendano sul serio la questione e comincino ad istituzionalizzare ampi programmi volti a combattere il traffico di persone. Devono essere inoltre adottate misure per assicurare che le forze militari e di polizia internazionali non contribuiscano o non partecipino al traffico di persone.
Questi ultimi anni, i paesi dei Balcani hanno fatto molta strada e nonostante i significativi limiti di risorse, hanno realizzato un notevole progresso nell’aumentare la loro efficacia nella lotta contro il traffico di persone. Ma le sfide restano e noi continuiamo a lavorare a stretto contatto con le autorità della regione, attraverso i fori bilaterali e multilaterali, per rafforzare le strutture più deboli nell’applicazione del principio del diritto, combattere la criminalità organizzata e la corruzione e assicurare che siano posti in essere adeguati meccanismi di protezione delle vittime.
I trafficanti e le loro reti minacciano anche gli ambienti più stabili dei paesi più ricchi, dove hanno insediato le loro attività di criminalità organizzata. I paesi più ricchi devono continuare i loro sforzi per porre fine alla domanda di sfruttamento e fornire assistenza a lungo termine e protezione alle vittime che non possono tornare in patria perché, a casa e nelle comunità di appartenenza, sono esposte ai rischi per la loro incolumità fisica e all’enorme pressione psicologica causata dai sentimenti di vergogna. Specificamente, è necessario accordare alle vittime un permesso di soggiorno a lungo termine e un permesso di lavoro perché possano ricostruire la loro vita, conseguire l’indipendenza economica e nel complesso ottenere la fiducia in sé stesse di cui hanno bisogno per evitare di diventare nuovamente vittime.
Moderatrice, gli Stati Uniti sono perfettamente consapevoli della complessità e della difficoltà della lotta contro il traffico di esseri umani. Anche se i nostri sforzi devono essere diretti in gran parte ai nostri paesi, nessun paese ha la possibilità di sradicare da solo il traffico. Dobbiamo lavorare insieme e con l’assistenza delle istituzioni dell’OSCE, per combattere il traffico di esseri umani. Invitiamo tutti gli Stati partecipanti a usare i poteri, le risorse e l’ingegno dei loro governi per porre fine a questa schiavitù.