testo originale in inglese
Powell definisce il traffico di esseri umani "moralmente inaccettabile", 11 giugno 2003
(Il sondaggio annuale dimostra che molte nazioni stanno adottando misure drastiche per contrastare il traffico di esseri umani)
Il Segretario di Stato Colin Powell ha presentato il terzo rapporto annuale sul Traffico di Esseri Umani, pubblicato l'11 giugno, affermando che esso dimostra un aumento del livello di attenzione e di preoccupazione nei confronti di questa "pratica orripilante".
Secondo le stime del rapporto statunitense ogni anno il traffico di esseri umani si aggirerebbe intorno alle 800-900 mila unità. "Bambine piccolissime, anche di soli cinque anni, sono vendute per essere avviate alla prostituzione", ha dichiarato Powell nel corso di una riunione tenutasi a Washington per la presentazione del rapporto commissionato dal Congresso.
"Il carattere internazionale di questo crimine fa sí che il paese di origine, quello di transito e quello di destinazione debbano lavorare insieme per prevenire il traffico, per proteggerne le vittime e per perseguirne legalmente i responsabili", ha aggiunto Powell.
Secondo il rapporto molte nazioni stanno varando leggi più severe contro tale traffico, inasprendo la caccia ai criminali coinvolti ed offrendo una migliore protezione alle sue vittime. Dal rapporto risulta anche che 15 nazioni non sono in linea con gli standard internazionali per la lotta contro il traffico di esseri umani e non stanno compiendo alcuno "sforzo significativo" in quella direzione. La legge in base alla quale è stato compilato il rapporto prevede che a tali nazioni vengano applicate delle sanzioni economiche che non avrebbero comunque un impatto sulle prime necessità dei loro popoli. I funzionari del governo rendono noto che il Presidente prenderà una decisione in merito all'imposizione delle sanzioni economiche entro il 1 ottobre.
"Quei Paesi potranno evitare le sanzioni economiche lavorando insieme a noi ed agendo tempestivamente per migliorare la loro linea politica e le loro procedure", ha affermato Powell.
Segue la trascrizione delle dichiarazioni di Powell
Dipartimento di Stato americano
Ufficio del Portavoce
11 giugno 2003
Dichiarazioni
Il Segretario di Stato Colin Powell sulla Presentazione del Rapporto Annuale sul Traffico di Esseri Umani per il 2003
11 giugno, 2003
Washington, D.C.
SEGRETARIO POWELL: Buon pomeriggio, signore e signori, sono lieto di unirmi al Sottosegretario di Stato per gli Affari Mondiali, Paula Dobriansky e al Direttore dell'Ufficio per il Monitoraggio e la Lotta al Traffico di Esseri Umani, John Miller, per presentare oggi il Rapporto Annuale del Dipartimento di Stato sul Traffico di Esseri Umani, che è adesso a vostra disposizione.
Questo rapporto commissionato dal Congresso rappresenta l'impegno profondo degli Stati Uniti per arrestare l'orripilante pratica del traffico di esseri umani. Nel nostro mondo del XXI secolo, dove la libertà e la democrazia si stanno affermando in ogni continente, è spaventoso e moralmente inaccettabile che centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini siano sfruttati, maltrattati e ridotti in schiavitù da approfittatori delle miserie umane.
Le vittime di questo traffico sono costrette a lavorare duramente in condizioni disumane e di grande pericolo in fattorie e campi di lavoro, nei bordelli e in aziende che li sfruttano. Il traffico di esseri umani coinvolge molti Paesi in tutto il mondo, compreso il mio. Secondo le stime, le vittime di questo traffico sono circa 800-900 mila ogni anno. Circa 20 mila di queste vittime entrano negli Stati Uniti. Il carattere internazionale di questo crimine fa sí che il Paese di origine, quello di transito e quello di destinazione debbano lavorare insieme per prevenire il traffico, per proteggerne le vittime e per perseguirne legalmente i responsabili.
I trafficanti ricorrono a forza, frode e corruzione, coercizione e ad altri mezzi orribili, scelgono le loro vittime tra i poveri, i disperati e i più vulnerabili. Bambine di appena
5 anni vengono vendute per essere avviate alla prostituzione; bambini di appena 11 anni vengono costretti ad arruolarsi nella milizia e a servire come soldati bambini, o a lavorare forzatamente per i combattenti. I trafficanti trasformano le speranze di una vita migliore di poveri uomini e donne in un incubo reale di degradazione e di disperazione, un incubo che si conclude troppo spesso con la malattia e con la morte.
Questo traffico non solo distrugge vite umane, ma sovverte anche l'autorità dei governi, rappresenta una minaccia per la salute pubblica ed è direttamente collegato ad altre attività criminali. E a causa della corruzione, delle leggi insufficienti e dello scarso coordinamento all'interno e fra i vari Paesi, i trafficanti restano spesso impuniti.
Ci auguriamo che questo rapporto contribuisca ad accrescere il livello di consapevolezza dei governi e del pubblico e possa servire da catalizzatore affinché venga intrapresa un'azione internazionale coordinata. Per compilare questo rapporto le nostre ambasciate hanno chiesto informazioni ai Paesi che le ospitano, alle organizzazioni non governative e ai giornalisti. Altre informazioni ci sono venute da organismi mondiali come l'Organizzazione Internazionale per l'Emigrazione, e l'Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Abbiamo potuto aggiungere 30 Paesi al rapporto di quest'anno, grazie all'incremento dei rapporti diplomatici e dell’attenzione della gente verso questo tragico problema.
Sono anche lieto di sottolineare che molti Paesi stanno migliorando i loro sforzi per bloccare il traffico di vite umane. Le Isole Mauritius hanno approntato un programma che coinvolge più organismi per contrastare lo sfruttamento sessuale dei minori. Il Brasile si sta adoperando per combattere il turismo sessuale e ha chiesto la collaborazione degli alberghi per fermare la prostituzione minorile. Il governo degli Emirati Arabi è stato il primo a bandire l'uso di fantini minorenni e sottopeso nell'industria delle corse dei cammelli. E in Nepal, le ex vittime collaborano con gli agenti di frontiera per identificare trafficanti e vittime in punti di attraversamento strategici.
Da parte nostra, negli ultimi due anni, gli Stati Uniti hanno provveduto allo stanziamento di oltre 100 milioni di dollari per finanziare iniziative per combattere il traffico di esseri umani in tutto il mondo. Gran parte di questo denaro è stato destinato alla creazione di centri di accoglienza per le vittime e al loro rimpatrio, e per il varo di attività economiche che consentano loro di reinserirsi nella società.
Come indicato dalla Legge per la Protezione delle Vittime del Traffico di Esseri Umani, a partire da quest'anno, i Paesi che non compiranno gli sforzi richiesti per raggiungere lo standard minimo richiesto, corrono il rischio di vedersi applicare delle sanzioni economiche. Quei Paesi potranno evitare le sanzioni lavorando insieme a noi ed agendo tempestivamente per migliorare la loro linea politica e le loro procedure.
Gli Stati Uniti sono pronti a venire in aiuto di quei Paesi che dimostrano determinazione ad impegnarsi per incrementare le loro risorse interne per combattere il traffico di esseri umani. Lavorando insieme potremo quindi aiutare le vittime di questo traffico a sfuggire alla schiavitù e permettere loro di vivere con dignità e in libertà. Lavorando insieme potremo risparmiare a migliaia e migliaia di persone le pene che altri hanno sofferto.
Ci auguriamo che questo rapporto demolisca l'industria del traffico di esseri umani. Come ha detto il Presidente Bush: "La libertà è una necessità non negoziabile per la dignità umana, ed è un diritto di nascita di qualsiasi individuo appartenente a qualsiasi civiltà".
Sono ora lieto di lasciare il podio al Direttore dell'Ufficio per il Monitoraggio e per la Lotta al Terrorismo e al Traffico di Esseri Umani, John Miller. Il traffico di esseri umani è anch'esso una forma di terrorismo.
Questa è l’occasione giusta per congratularmi con John e i membri del suo staff che hanno lavorato duramente e hanno compilato questo rapporto veramente straordinario. Grazie John.