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Più nazioni scendono in campo per contrastare il traffico di esseri umani, secondo quanto afferma un nuovo rapporto, 11 giugno 2003
(E' stato stimato che oltre 100 governi stiano compiendo sforzi concreti al riguardo)
di Charlene Porter
del Washington File
Washington -- Più di 100 governi in tutto il mondo stano compiendo sforzi concreti per porre fine al traffico di esseri umani, secondo i risultati di un ampio sondaggio internazionale resi noti dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l'11 giugno.
Nel corso di una riunione tenutasi a Washington, il Segretario di Stato Colin Powell ha detto: "Ci auguriamo che questo rapporto contribuisca ad accrescere il livello di consapevolezza dei governi e del pubblico e possa servire da catalizzatore affinché venga intrapresa un'azione internazionale coordinate".
La stesura del rapporto sul traffico di esseri umani (TIP) è seguita all'approvazione da parte del Congresso nel 2000 della Legge sulla Protezione delle Vittime dei Trafficanti. Il rapporto prevede un sistema a tre livelli per la classificazione delle varie nazioni sulla base di quanto seriamente stiano agendo per ostacolare il traffico di esseri umani nell'ambito della loro giurisdizione. La collocazione di una nazione ad un certo livello è dettata dalle azioni intraprese dalla stessa per prevenire tale traffico, per perseguire penalmente tutti coloro che sono collegati a questa forma di criminalità organizzata e per proteggerne le vittime.
Le nazioni che risultano insensibili all'invito internazionale ad agire per ostacolare il traffico di esseri umani sono collocate al terzo livello. Applicata ormai da tre anni, la legge prevede l'imposizione di sanzioni economiche alle nazioni che ricadono in detta categoria.
"Tali Paesi possono evitare le sanzioni economiche collaborando con noi e provvedendo a migliorare la loro linea politica e le loro procedure", ha affermato Powell.
Le nazioni che rischiano l'applicazione di sanzioni economiche, secondo il rapporto del TIP, sono il Belize, la Bosnia Erzegovina, la Birmania, Cuba, la Repubblica Dominicana, la Georgia, la Grecia, Haiti, il Kazakhistan, la Liberia, la Corea del Nord, il Sudan, il Suriname, la Turchia e l'Uzbekistan.
Il rapporto del TIP enfatizza il fatto che da quando è stato condotto il sondaggio numerosi governi hanno moltiplicato i loro sforzi per combattere il traffico di esseri umani, ha dichiarato Powell. "Le Isole Mauritius hanno approntato un programma che vede il coinvolgimento di più organismi per contrastare lo sfruttamento sessuale dei minori. Il Brasile si sta adoperando per combattere il turismo sessuale e ha chiesto la collaborazione degli alberghi per fermare la prostituzione minorile", ha rilevato il Segretario di Stato.
Gli Emirati Arabi forniscono un "esempio ammirevole", secondo il rapporto, avendo fatto "nell'ultimo anno, grandi sforzi per incrementare il loro lavoro in questa direzione". I progressi compiuti dagli Emirati Arabi hanno fatto sí che fossero collocati al primo livello nel rapporto di quest'anno, tra le nazioni che si sforzano di rispettare gli standard relativi alla riduzione del traffico di esseri umani, a differenza dell'anno passato che li trovava al terzo livello.
Anche il Benin, il Ghana e il Marocco hanno moltiplicato i loro sforzi al riguardo, passando dal terzo al secondo livello e collocandosi tra quei Paesi che compiono "sforzi significativi" per raggiungere gli standard del primo livello.
Per quel che concerne la possibilità dell'applicazione di sanzioni economiche alle nazioni che non si conformano agli standard, il direttore dell'Ufficio per il Monitoraggio e la Guerra al Traffico degli esseri Umani, John Miller, ha dichiarato che la legge richiede che il Presidente prenda una decisione in merito all'applicazione di sanzioni economiche entro il 1 ottobre.
"Spero, e credo che questa mia speranza sia condivisa da tutti in questo dipartimento, che il Presidente, una volta presa la decisione, possa constatare che tali Paesi abbiano nel frattempo intrapreso gli sforzi necessari per migliorare la loro politica per contrastare il traffico di esseri umani, e che in tal modo l'applicazione delle sanzioni economiche non si renda più necessaria", ha affermato Miller. "Ecco a cosa servono questi prossimi quattro mesi".
Secondo il rapporto le sanzioni economiche vogliono essere uno strumento diplomatico, "una guida per spingere le nazioni a convogliare le proprie risorse in programmi e politiche per perseguire penalmente coloro che sono coinvolti nel traffico di vite umane, per proteggerne le vittime e per prevenire tale traffico". Miller afferma che negli ultimi tre anni, ossia dal varo della legge nel 2000 che ha richiesto la redazione del rapporto, i risultati ottenuti indicano che le nazioni hanno risposto positivamente a tale indicazione.
"Uno degli sviluppi avvincenti è stato il moltiplicarsi degli sforzi in questi ultimi mesi", ha dichiarato Miller. "Con l'avvicinarsi della data di pubblicazione di questo rapporto, abbiamo visto l'approvazione di leggi nelle Filippine e ad Haiti; abbiamo assistito ad una crescita nel numero degli arresti dalla Serbia alla Cambogia; abbiamo visto la creazione di speciali organismi per perseguire legalmente i colpevoli".
Un altro fatto accertato dal rapporto è che il numero stimato delle vittime è considerevolmente diminuito rispetto agli anni precedenti. Il rapporto relativo al TIP del 2003 cita che secondo le stime del governo statunitense, le vittime del traffico mondiale annuo di esseri umani sono circa 800-900 mila. Le stime riguardanti gli anni precedenti suggerivano un numero di vittime compreso tra le 700 mila e i 4 milioni, sebbene gli esperti si affrettino a sottolineare che le stime non sono molto attendibili in quanto condotte in un’area in cui l'attività clandestina è così diffusa.
Il numero stimato di vittime del traffico di esseri umani che ogni anno entrano negli Stati Uniti è di circa 18-20 mila, notevolmente ridotto quindi rispetto alle 50 mila degli anni precedenti.
Sia Powell che Miller sottolineano come gli Stati Uniti e tutte le nazioni del primo livello possano fare un lavoro ancora migliore per fermare il traffico di esseri umani. Powell ha fatto notare che gli Stati Uniti hanno stanziato 100 milioni di dollari negli ultimi due anni per finanziare iniziative per combattere il traffico di esseri umani a livello internazionale.
Miller ha aggiunto anche che gli Stati Uniti perseverano nel loro sforzo per sostenere le altre nazioni nella loro lotta a questa forma di attività criminale organizzata.
"Collaboreremo con tutti i Paesi, sia che compaiano o non compaiano nel rapporto, al primo, secondo o terzo livello. L'obiettivo deve essere l'abolizione di questa moderna forma di schiavitù".