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Casa Bianca: L’Iraq deve autorizzare le interviste in privato con gli scienziati, 24 gennaio 2003
(Il rifiuto di Saddam Hussein è una "prova che ha qualcosa da nascondere")
di Wendy S. Ross, Washington File, corrispondente dalla Casa Bianca
Washington – Il rifiuto dell’Iraq di consentire agli ispettori delle Nazioni Unite di intervistare gli scienziati in privato è "inaccettabile" per il presidente Bush – ha dichiarato il 24 gennaio ai giornalisti Ari Fleischer, portavoce della Casa Bianca.
L’Iraq "ha l’obbligo di adempiere" la risoluzione 1441 dell’ONU, approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza lo scorso novembre, ha detto Fleischer. "Non è materia di negoziato; non è materia di discussione. Saddam Hussein non ha scelta. Il suo rifiuto è una prova ulteriore che l’Iraq ha qualcosa da nascondere”.
Una delle clausole della risoluzione 1441 prevede che Saddam Hussein metta gli scienziati a disposizione per essere intervistati senza alcun condizionamento.
"Per difendere la pace, l’Iraq deve autorizzare ed incoraggiare i suoi scienziati a farsi intervistare in privato. Deve farlo subito e senza discutere”, ha dichiarato Fleischer. Le affermazioni secondo cui l’Iraq avrebbe cercato di convincere gli scienziati a farsi intervistare sono "ridicole".
"Saddam Hussein ha definito gli ispettori spie”, ha sottolineato Fleischer, lanciando così "un messaggio molto potente: non dovete incontrarli, perché se avete contatti con spie, sapete già cosa accade alle persone che sfidano la mia volontà”.
Alla domanda se questo rifiuto rappresenti un motivo per fare la guerra, Fleischer ha risposto "se il Presidente arriverà al punto in cui la somma di questi eventi porterà alla conclusione per cui la guerra sarà l’unico modo per difendere la pace, il Presidente risponderà affermativamente (alla domanda). Non è ancora arrivato a quel punto”.
"Ma è chiaro, guardando al comportamento di Saddam Hussein, e osservando le dichiarazioni degli stessi ispettori, non è possibile concludere che Saddam Hussein stia collaborando. Non lo fa. E non collabora perché nasconde, egli nasconde le armi di distruzione di massa”.
Saddam Hussein sfida le Nazioni Unite anche quando rifiuta l’autorizzazione per i voli degli U2 -- "ai sensi della risoluzione 1441 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”, ha affermato Fleischer, e neanche questo è accettabile per Bush.
Alla domanda se l’Amministrazione Bush sia disposta a concedere più tempo per consentire la continuazione delle ispezioni dell’ONU prima di decidere sull’uso della forza militare contro il regime di Saddam Hussein, Fleischer ha risposto che il Presidente Bush "non ha ancora fissato una scadenza definitiva ".
Gli ispettori "evidentemente stanno ancora svolgendo la loro missione nel miglior modo possibile. Lavorano nei tempi accordati, ma il tempo sta per scadere”, ha commentato Fleischer. "La realtà è che, con il suo comportamento inaccettabile, Saddam Hussein si avvicina sempre di più al punto di non ritorno”.
Lunedì 27 gennaio, Hans Blix e Mohamed El Baradei, i capi ispettori delle Nazioni Unite riferiranno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU i risultati di due mesi di ispezioni degli armamenti in Iraq. E’ "una data importante”, ha affermato Fleischer. "Vogliamo sentire cosa ci diranno”.
Secondo Fleischer, l’elemento chiave che il mondo dovrebbe cercare nel loro rapporto è "se l’Iraq adempie [i propri obblighi]. In assenza di una piena adempienza da parte dell’Iraq, come ha fatto il Sud Africa, il mondo non può contare sul fatto che Saddam Hussein abbia (veramente) eliminato il gas VX, il sarin, il botulino, l’antrace, il gas mostarda che, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, erano in suo possesso alla fine degli anni Novanta. In assenza della sua collaborazione, in assenza della prova che queste armi siano state distrutte, il mondo può soltanto concludere che Saddam Hussein nasconde realmente queste armi”.
Rispondendo ad una domanda sulle opinioni della Francia e della Germania in merito ad un’eventuale azione militare, Fleischer ha ammesso che tra gli alleati europei esistono divisioni.
"Il Presidente rispetta quelle nazioni... ma l’Europa non è un monolito. I governi europei rappresentano molti punti di vista diversi... Il Presidente è sicuro che, se ci sarà la chiamata, l’Europa risponderà all’appello". Ha riferito che Bush ha avviato strette consultazioni con i leader mondiali sull’Iraq e che continuerà a farlo.
Bush “considera questo un aspetto importante della consultazione, rispetta chi ha opinioni divergenti e costruisce un’ampia coalizione – e sarà ampia – di chi pensa come lui ed è d’accordo. Non ci sono dubbi, [Bush] ascolterà, si consulterà, ma sarà lui alla guida”.
Alla richiesta di fornire anticipazioni sul discorso sullo Stato dell’Unione che Bush pronuncerà davanti al Congresso USA la sera del 28 gennaio, Fleischer ha risposto che il discorso sarà incentrato sulla sicurezza interna e la sicurezza nazionale, sull’economia USA, sulla creazione di posti di lavoro per gli americani; su un’America più aperta alle esigenze degli altri e più attenta alle questioni sociali e all’importanza di fornire l’assistenza sanitaria agli americani.