testo originale in inglese
16 novembre 2002
Bush ha riferito che la guerra contro il terrorismo va avanti
Nel suo discorso settimanale via radio alla nazione, il Presidente Bush ha detto che sono stati fatti ancora progressi questa settimana nella guerra contro il terrorismo. Egli ha fatto anche riferimento ad un “accordo decisivo” avvenuto tra deputati e senatori per far passare un disegno di legge che stabilisca la creazione di un nuovo Dipartimento che si occuperà della sicurezza interna (Department of Homeland Security). Bush ha inoltre parlato dei progressi fatti nella guerra contro il terrorismo all’estero.
(Inizio del testo letterale del discorso)
Buongiorno. È stata una settimana proficua nella guerra contro il terrorismo, sia negli Stati Uniti che all’estero. Il Congresso ha riaperto a Washington (dopo le recenti elezioni di mezzo termine) con vigore e impegno rinnovato per portare avanti i progetti più importanti. I rappresentanti di Camera e Senato hanno raggiunto un accordo decisivo circa la creazione di un nuovo Dipartimento per la Sicurezza Interna. Quando si avrà il voto definitivo del Congresso sul provvedimento di legge, l’America avrà un ministero interamente preposto alla difesa dei suoi cittadini contro eventuali attacchi.
Il nuovo dipartimento unificherà le responsabilità che ora sono divise tra varie agenzie di governo, come il Servizio Doganale, l’Ufficio per l’immigrazione e la naturalizzazione (INS), la Guardia Costiera, l’Agenzia federale per la protezione civile, l’Ufficio per la sicurezza dei trasporti, e molti altri uffici ancora faranno capo al nuovo segretario per la Sicurezza Interna.
Il dipartimento migliorerà in modo significativo le capacità di difesa dei nostri confini, delle nostre coste e di tutta la collettività. Potrà riunire tutte le informazioni più importanti dei servizi segreti e coordinarne l’azione. Il nuovo dipartimento aiuterà inoltre a sviluppare le tecnologie di cui l’America ha bisogno per individuare e annientare le minacce (provenienti dalle armi) chimiche, batteriologiche e nucleari. E in base all’accordo raggiunto questa settimana, avró l’autorità e la possibilità di spostare rapidamente il personale e le risorse dove saranno più utili, senza rigidità burocratiche e laboriose discussioni.
Il compromesso raggiunto è il risultato di mesi di duro lavoro e faticose trattative, e ci vorrà ancora tempo per rendere operativo l’accordo. La minaccia terroristica ci seguirà negli anni futuri, e sempre più vogliamo vedere la fine di questo conflitto.
Nel dipartimento per la sicurezza interna lavorerà personale altamente qualificato e ben strutturato. Lavorerà ininterrottamente per far fronte ai gravi rischi che incombono. Avendo raggiunto un accordo ampio sul disegno di legge per la sicurezza interna, spero di firmare al più presto il provvedimento di legge finale.
Noi siamo impegnati nella difesa di questo paese, ma le guerre non si vincono stando solo sulla difensiva. Il modo migliore per tenere l’America lontana dal terrorismo è quello di inseguire i terroristi nei nascondigli dove progettano i loro attentati, e di agire similmente in tutto il mondo.
Gli Stati Uniti collaborano con oltre 90 paesi per troncare e sconfiggere le reti terroristiche. Fino ad oggi abbiamo congelato più di 113 milioni di dollari di beni provenienti da attività terroristiche, tagliando loro i mezzi per finanziare i loro crimini. Abbiamo preso seri provvedimenti contro quelle istituzioni caritatevoli che sfruttavano il senso di solidarità degli americani per finanziare i terroristi. Abbiamo catturato e interrogato migliaia di terroristi, mentre altri sono morti tra le montagne dell’Afghanistan. Abbiamo impiegato truppe per l’addestramento di unità militari nelle Filippine e nello Yemen, nell’ex repubblica sovietica di Georgia e in altri paesi dove i terroristi hanno trovato rifugio. Abbiamo inviato un messaggio chiaro ai nemici della libertà: nessun terrorista scamperà alla tenace giustizia americana.
Per vincere la guerra contro il terrorismo, stiamo inoltre cercando di fermare la minaccia crescente rappresentata dai paesi fuorilegge che possiedono armi di distruzione di massa. Questa settimana il dittatore iracheno ha detto all’ONU che gli ispettori avranno accesso illimitato nel suo paese. Abbiamo già sentito quelle promesse, e sono state puntualmente tradite. Quindi l’America e il mondo intero terranno d’occhio Saddam Hussein. Qualsiasi provocazione o ritardo dimostrerà che ha deciso ancora una volta di seguire la via dell’inganno, ma questa volta le conseguenze saranno gravi.
Il nostro obiettivo non è solo quello di far tornare gli ispettori in Iraq. Il nostro obiettivo è il disarmo dell’Iraq. Il dittatore iracheno dovrà rinunciare alle armi di distruzione di massa, altrimenti gli Stati Uniti guideranno una coalizione per disarmarlo.
La nostra guerra contro i terroristi e i loro sostenitori prosegue su tutti i fronti. Stiamo agendo con la fermezza necessaria per difendere i nostri cittadini e per cercare di fermare tutti quelli che minacciano la pace nel mondo.
Grazie per la vostra attenzione.