testo originale in inglese
30 ottobre 2002
Il rifiuto degli aiuti alimentari americani da parte dello Zambia rischia di far morire di fame milioni di persone
Il governo degli Stati Uniti esprime profondo rammarico per la decisione del governo dello Zambia di non accettare gli aiuti alimentari da noi offerti. Crediamo che con questa scelta i cittadini dello Zambia rischino seriamente la fame.
Crediamo che il governo dello Zambia, nel prendere una tale decisione, abbia trascurato di considerare i dati scientifici comprovanti che il consumo da parte dell’uomo di quel cibo è più che sicuro, e rifiutando anche i pareri delle organizzazioni internazionali di assistenza, di vari governi nel mondo e della Commissione europea, secondo i quali l’uso di questo mais per sfamare la popolazione significherebbe evitare una catastrofe umana. Gli Stati Uniti continuano a temere che molti poveri zambesi soffrano una grave mancanza di cibo. Siamo sempre disposti a dare il nostro aiuto se il governo zambese dovesse ripensarci e accettare la nostra offerta. Continueremo certamente ad offrire aiuti alimentari allo Zambia ogni volta che i nostri viveri giungeranno nell’Africa australe. E le nostre linee di comunicazione saranno sempre aperte per rispondere prontamente nel caso la situazione dovesse cambiare. Manterremo anche il nostro avanzato programma di assistenza dedicato specialmente al risanamento dell’agricoltura nello Zambia, e ad altri tipi di assistenza destinati al popolo di quel paese.
Continueremo inoltre il nostro impegno nel World Food Program che si prefigge di prevenire la fame per milioni di persone nei paesi dell’Africa australe, che affrontano continue e gravi carestie. Chiediamo inoltre che altri paesi si impegnino a fare altrettanto. Questa parte del mondo ha bisogno di più di un milione di tonnellate di viveri per sopravvivere fino a marzo del 2003, ne mancano ancora 430 mila. Il compito di procurare il cibo mancante, e portarlo a chi ne ha bisogno, specialmente a coloro che si trovano nelle aree più remote, è una grande impresa che richiederà un grande impegno da parte della comunità internazionale. La situazione è durissima, sta peggiorando, e sta investendo altre parti dell’Africa, in modo particolare il Corno d’Africa. Le persone hanno già cominciato a morire di fame. Il tempo è agli sgoccioli.