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testo originale in inglese

1 novembre 2002

Funzionario USA denuncia assieme ad altri la “politicizzazione” del programma di aiuti alimentari nello Zimbawe

 

Secondo un funzionario americano e tre cittadini dello Zimbawe in visita negli Stati Uniti, la carestia incombe in quel paese africano a causa della disastrosa politica agricola del presidente Robert Mugabe, aggravata soprattutto dal movimento ZANU PF che distribuisce il cibo donato dalla comunità internazionale con criteri di parzialità.

Il Vice Sottosegretario di Stato per gli Affari Africani Mark Bellamy parlando il 1.mo novembre alla conferenza sulla “Carestia e violenza politica nel Matebeleland”, sponsorizzata dal Centro di Studi Internazionali e Strategici (CSIS), ha affermato che il governo USA “è profondamente deluso dai resoconti secondo cui gli aiuti alimentari vengono strumentalizzati politicamente” dal regime di Mugabe.

Una testimonianza della situazione è stata fornita da tre dissidenti dello Zimbawe, esponenti della tribù Matebele. I tre hanno raccontato di essere andati a Washington per richiamare l’attenzione sulla catastrofe umanitaria che sta per investire il loro Paese.

I tre hanno accusato il governo di Mugabe e il movimento Zanu PF di aver violato la legge con arresti illeciti e angherie nei confronti dei magistrati, e inoltre di usare gli aiuti alimentari come arma politica, distribuendoli solo ai sostenitori del partito ZANU PF, e ostacolando la distribuzione equa di cibo fornito dalle organizzazioni non governative (ONG).

Bellamy ha definito più che drammatica la situazione nello Zimbawe, resa ancora più difficile da una mancata attenzione alla profonda crisi che si sta sviluppando nel paese. Egli ha aggiunto che gli USA intendono dare almeno il loro aiuto, seppur modesto, portando il problema dello Zimbawe all’attenzione pubblica che merita.

Il Vice Sottosegretario prevede un peggioramento della situazione, a meno che non intervengano cambiamenti drastici, che egli ritiene possano arrivare solo dall’estero. Ha infatti aggiunto che il governo dello Zimbabwe probabilmente inasprirà i rapporti con le ONG e le organizzazioni di volontariato per cercare di interrompere i contatti tra le associazioni estere e i gruppi interni che continuano a lottare per mantenere la legalità e conservare quanto rimane nel paese delle istituzioni democratiche.

Secondo Bellamy, Mugabe avrebbe usato questi mezzi per tenere in ostaggio il suo popolo, allo stesso modo in cui Saddam Hussein tiene soggiogato il popolo iracheno.

Uno dei dissidenti ha inoltre confermato che il cibo non arriva mai ai simpatizzanti del partito di opposizione, e che, per procurarsi il cibo, la gente deve votare per il movimento ZANU. E anche se alcuni degli oppositori riescono a procurarsi il cibo, il governo usa altri mezzi vessatori, come i blocchi stradali ingiustificati per fermare le persone e confiscare loro il grano per poi darlo ai sostenitori del movimento ZANU.

Il risultato di questa situazione è l’esodo della popolazione verso il Sud Africa alla ricerca di cibo e lavoro.

 

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