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testo originale in inglese

DISCORSO DELL'AMBASCIATORE SEMBLER

LA SPEZIA – ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI

6 novembre 2002

 

Ringrazio molto il Presidente Samartano per la cortese presentazione.

Innanzitutto vorrei dire quanto Betty ed io siamo contenti di essere qui questa sera. È la nostra prima visita a La Spezia, ed è stata molto piacevole ed interessante.

Stamattina abbiamo iniziato con una visita alle Cinque Terre. Grazie alla Marina italiana abbiamo potuto ammirare dal mare quel panorama meraviglioso. Poi abbiamo navigato verso il magnifico porto di La Spezia. Quali tesori inestimabili avete lungo le vostre coste! Avrò finito tutti gli aggettivi superlativi prima di ripartire. Mi sembra molto bello poter arrivare in barca a La Spezia poiché la sua storia e la sua economia sono così legate al mare. Lo raccomando vivamente a tutti.

Anche se normalmente non mi sposto via mare in Italia, da quando sono arrivato a Roma lo scorso dicembre, una delle mie priorità è stata quella di visitare le città e i centri più importanti di tutte le regioni d’Italia, per poter incontrare persone autorevoli come voi, per ascoltare i vostri pareri, e scoprire col vostro aiuto come possiamo rafforzare ancora di più i rapporti tra i nostri paesi.

Sono molto sincero quando dico che voglio ascoltare le vostre opinioni. Pertanto, il mio discorso sarà breve per dare maggiore spazio alle domande e al dibattito .

Ma prima, permettetemi di parlare di alcune questioni che credo vi interessino.

Vorrei iniziare dall’aspetto più generale: lo stato dei rapporti tra gli Stati Uniti e l’Italia. È molto semplice. Credo che i nostri rapporti non siano mai stati tanto forti.

I nostri paesi sono amici e alleati da molti anni. Manteniamo una collaborazione profonda su questioni politiche e militari. Condividiamo un solido e progressivo rapporto commerciale.

Tuttavia, il legame che unisce i nostri paesi è più significativo di una normale collaborazione tra due governi, e va oltre i rapporti politici ed economici che ci uniscono. Siamo legati dalla comune convinzione dell’importanza di valori come la libertà, la democrazia e il libero mercato. Inoltre, a rendere unico il nostro rapporto sono i legami familiari e di amicizia che provengono dai milioni di immigrati italiani e cittadini italo-americani che hanno contribuito a costruire l’America. L’America è tanto più ricca per l’aiuto dato dagli italiani, attraverso il loro grande lavoro e la loro esperienza.

E quando ci soffermiamo sul contributo da parte degli immigrati italiani nella costruzione dell’America, dobbiamo certamente ricordare i tanti figli e figlie della Liguria che lasciarono le loro case per cercare fortuna in America. Come ho detto ai vostri colleghi a Genova, i liguri si stabilirono in diverse parti degli Stati Uniti, ma ebbero un ruolo particolarmente rilevante nello sviluppo dello stato della California. Gli immigrati provenienti dalla Liguria influenzarono molto l’agricoltura, la produzione vinicola e la pesca di quello stato, oltre alla sua attività bancaria. La più grande azienda su scala mondiale di cibo in scatola, la Del Monte, fu fondata da due immigrati liguri. La Banca d’America, una delle banche più importanti del mondo, fu fondata dal figlio di immigrati liguri.

Oggi ho avuto il piacere di visitare il porto e incontrare alcuni funzionari della dogana italiana. A voi imprenditori della Liguria non devo certo dire quanto siano importanti per l’economia globale i porti in grado di accogliere navi per il trasporto di container. Questo sistema di trasporto marittimo di container è una strada vitale per il nostro mondo diventato così interdipendente. Se questa strada fosse interrotta, oppure se il traffico al suo interno fosse rallentato, le conseguenze economiche sarebbero devastanti.

Nonostante ciò, l’11 settembre ci ha dimostrato che il nostro paese era vulnerabile, e che dovevamo rafforzare le frontiere. Abbiamo dovuto farlo in fretta e lo abbiamo fatto insieme. La posta in gioco è troppo alta! Una sola arma di distruzione di massa contrabbandata in un container provocherebbe un danno catastrofico. Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere questo sistema importantissimo per gli scambi commerciali, vale a dire il traffico marittimo dei container, ma nello stesso tempo non dobbiamo alterarne la rapidità o l’efficienza.

La nostra dogana, in collaborazione con la dogana italiana, ha trovato una soluzione. Il 7 novembre, i nostri paesi firmeranno un documento per dare inizio all’accordo Container Security Initiative, abbreviato CSI. Il CSI renderà più sicuro il sistema di collegamento più importante nell’ambito del commercio mondiale: il movimento marittimo di container per gli scambi commerciali tra i grandi paesi del mondo. E in particolare, darà maggiore sicurezza all’Italia e agli Stati Uniti, che sono tra i più grandi partner commerciali al mondo.

Soltanto l’anno scorso, quasi 6 milioni di navi container hanno approdato nei diversi porti degli Stati Uniti. Tutti noi sappiamo quanto questo sistema sia vulnerabile al terrorismo. Il CSI aiuterà a prevenire che i terroristi possano approfittare della nostra apertura. Questo nuovo accordo servirà da deterrente ai terroristi che vogliono tentare di usare i porti che hanno sottoscritto l’accordo CSI per trasportare e nascondere armi, e sarà fatto senza che venga ostacolato il flusso degli scambi commerciali internazionali.

Infatti, il CSI permetterà che gli scambi tra gli Stati Uniti e l’Italia abbiano luogo più velocemente, più efficacemente e con più prevedibilità di quanto sia avvenuto prima dell’11 settembre dell’anno scorso. Con il CSI, personale della dogana USA sarà dislocato in Italia – anche qui a La Spezia – e lavorerà assieme ai funzionari della dogana italiana per visionare i container ad alto rischio nei porti italiani, prima che essi partano per gli Stati Uniti.

Vorrei aggiungere che il CSI è un programma di utilità reciproca, in quanto anche la dogana italiana avrà il diritto di inviare suoi funzionari nei porti americani per ispezionare i carichi destinati all’Italia.

Spero, inoltre, che gli ispettori della dogana italiana saranno molto impegnati in tutto questo. Infatti, anche se, come ho detto prima, godiamo già di un forte rapporto bilaterale di scambi commerciali, dal nostro punto di vista è ancora troppo sbilanciato.

L’anno scorso l’Italia ha esportato prodotti negli Stati Uniti per un valore di circa 23 miliardi di dollari, mentre ha importato dagli Stati Uniti prodotti per un valore di soli 11 miliardi di dollari. In qualità di ambasciatore, uno dei miei obiettivi è quello di aiutare a correggere questo squilibrio. Quando parlo con gli imprenditori americani qui in Italia, mi dicono di non pretendere un trattamento di favore, ma semplicemente un mercato per poter competere equamente.

Ma vi prego di non fraintendermi, non sto suggerendo che gli Stati Uniti debbano comprare meno dall’Italia. Desidero invece che i nostri scambi reciproci continuino a crescere. Vorrei che più italiani potessero apprezzare gli eccellenti prodotti americani.

Un modo per incrementare il commercio estero è quello di aumentare gli investimenti esteri. In Italia, il lavoro svolto dal governo per migliorare il clima degli investimenti darà al paese la possibilità di diventare più forte commercialmente. Recentemente, la Camera del Commerio americana ha pubblicato uno studio sul sistema degli investimenti in Italia in relazione ad altri paesi europei. I risultati sono sorprendenti. Gli investimenti americani in Italia ammontano a 2-3 miliardi di dollari l’anno. Sembra molto fino a quando non paragoniamo questo dato a quello di altri paesi: ai 20 miliardi della Francia o ai 60 miliardi della Gran Bretagna. Secondo quel rapporto, gli ostacoli agli investimenti sono rappresentati da una complicata burocrazia, un mercato del lavoro troppo rigido, un sistema fiscale poco chiaro, e da una giustizia troppo lenta. In un sistema economico mondiale, tutto questo si traduce in denaro dirottato altrove.

Il governo in carica ha già fatto molto, e intende fare ancora di più, secondo il suo piano di riforme. Ne usciremo tutti vincitori, con maggiori scambi commerciali e più investimenti. E penso che siate d’accordo se dico che un flusso maggiore di merci nel porto di La Spezia farebbe bene anche all’economia locale.

Vi ringrazio per la vostra attenzione. Aspetto con interesse di sentire le vostre opinioni.

 

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