testo originale in inglese
1 novembre 2002
Secondo Bolton gli stati “canaglia” sono alla ricerca di armi di distruzione di massa
Un alto funzionario del Dipartimento di Stato sostiene che le prove che emergono continuamente da 12 mesi, secondo cui alcuni stati sostenitori del terrorismo stanno intensificando le loro attività legate alle armi di distruzione di massa, hanno spinto gli Stati Uniti a sottolineare l’importanza di rispettare gli accordi esistenti sul controllo delle armi, quali il Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, la Convenzione sulle Armi Chimiche e quella sulle Armi Biologiche.
Nel suo discorso alla Seconda Conferenza Mondiale sul Terrorismo Nucleare, Biologico e Chimico, il primo novembre a Washington, il Sottosegretario di Stato John Bolton ha citato il presidente Bush dicendo: “La nostra paura più grande è che i terroristi troveranno un espediente per soddisfare le loro folli ambizioni nel momento in cui un regime fuorilegge li rifornirà di mezzi in grado di perpetrare uccisioni di massa.”
In uno dei suoi discorsi, Bolton si era soffermato sugli aspetti internazionali del terrorismo e delle armi di distruzione di massa (WMD).
Ha evidenziato le attività e i programmi sulle armi di distruzione di massa dell’Iran, dell’Iraq, della Corea del Nord, della Libia e della Siria, tutti stati finanziatori del terrorismo, sottolineando che l’Iran, per esempio, “è alla ricerca di materiali ‘a doppio uso’, di tecnologie e know-how per il suo programma di sviluppo di armi biologiche e chimiche”, e sta tentando, inoltre, “di migliorare il suo potenziale di missili balistici”.
Bolton ha inotre detto: “I nostri Servizi Segreti hanno chiaramente dimostrato che l’Iran cerca di diventare una potenza nucleare. Per questo motivo siamo molto preoccupati per eventuali trasferimenti in Iran di materiali dal doppio uso. Quando uno stato ‘canaglia’ tradisce le sue vere intenzioni, è necessario presumere che le tecnologie ‘dal doppio uso’ in suo possesso saranno usate per scopi illeciti”.
A proposito dell’Iraq, ha detto che quel paese “ha un piano minaccioso che prevede la ricostruzione di infrastrutture per sviluppare programmi nucleari, chimici, biologici e missilistici”, e inoltre “dal momento in cui l’Iraq si sarà dotato di materiale fissile – sia ottenendolo da un paese straniero, sia procurandosi il materiale adatto per costruirlo artigianalmente – sarebbe in grado di produrre un’arma nucleare nel giro di un anno”.
Riguardo alla Corea del Nord, Bolton ha ricordato che il paese, rivelando ai negoziatori americani di possedere un programma utile per arricchire l’uranio, ha ammesso di aver violato numerosi trattati internazionali per la non-proliferazione, incluso il Trattato di Non-Proliferazione (NPT). Inoltre, la Corea del Nord è l’esportatore numero uno di tecnologie e congegni missilistici”, e non c’è dubbio che abbia in atto anche un programma di armi chimiche. Bolton ha poi precisato che il governo americano “crede che la Corea del Nord abbia uno dei programmi più avanzati del mondo riguardo alle armi biologiche”, oltre ad avere un esercito di circa un milione di soldati e diecimila pezzi di artiglieria.
Bolton ha anche fatto riferimento alle attività della Siria e della Libia riguardo alle WMD. Entrambi i paesi sono in possesso di programmi di armi chimiche, e stanno quanto meno esplorando la possibilità di programmi di armi biologiche.
In seguito a queste considerazioni, ha concluso Bolton, negli ultimi 12 mesi gli Stati Uniti hanno sottolineato l’importanza di rispettare gli accordi già esistenti per il controllo delle armi, ribadendo il loro sostegno al Trattato di Non-Proliferazione, alla Convenzione sulle Armi chimiche e a quella sulle Armi Biologiche. Questo ha indotto il Dipartimento di Stato a rafforzare il Bureau of Verification and Compliance (Ufficio Verifiche per il rispetto del trattato), Bolton ha aggiunto, nell’ambito degli sforzi in atto per dare “una chiara informazione al pubblico quando gli stati violino il loro impegno a non acquistare o trasferire congegni e materiali utili a costruire armi di distruzione di massa”.