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testo originale in inglese

28 ottobre 2002

Gli ispettori ONU chiedono un mandato chiaro per il disarmo iracheno

 

I due ispettori ONU più alti in grado hanno detto al Consiglio di Sicurezza il 28 ottobre che un mandato chiaro, un accordo in seno al Consiglio e la consapevolezza da parte di Baghdad che ci saranno conseguenze se fallisse la sua collaborazione, sono tutti ingredienti essenziali per riuscire a disarmare l'Iraq.

Hans Blix, che presiede la Commissione ONU per il Monitoraggio, la Verifica e le Ispezioni (UNMOVIC), e Mohamed ElBaradei, il Direttore Generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA), che si occupa di ispezionare le armi nucleari, hanno avuto un incontro separato al Consiglio di Sicurezza per discutere una bozza di risoluzione USA-Gran Bretagna che rafforzerebbe le misure pratiche necessarie per condurre le ispezioni.

La bozza di risoluzione spiega ciò che l'Iraq dovrà fare e assicura che ci saranno conseguenze se l'Iraq rifiutasse di aderire ad essa. La risoluzione dichiara che l'Iraq ha violato le risoluzioni ONU per aver fornito false dichiarazioni agli ispettori e per non aver collaborato né con gli ispettori ONU né con quelli dell'IAEA, già dal 1998.

La bozza consente all'UNMOVIC e all'IAEA l'accesso e il movimento illimitato sul territorio iracheno; chiede all'ONU di provvedere alla sicurezza degli ispettori; dà agli ispettori il diritto di congelare siti e stabilire le zone da escludere dalle ispezioni, permettendo loro di interrogare senza la presenza di ufficiali iracheni. Soprattutto, la bozza darebbe agli ispettori un immediato, incondizionato e illimitato accesso a tutti i luoghi iracheni, inclusi i cosiddetti siti presidenziali.

Dopo l'incontro, Blix ha detto ai giornalisti che sia lui che ElBaradei hanno sottolineato la chiarezza, l'accordo e la volontà del Consiglio di agire con fermezza e per lungo tempo.

"Importante quanto la chiarezza del testo e la precisione del mandato, è la prontezza del Consiglio ad appoggiare la risoluzione e le prerogative degli ispettori, e che non si verifichino cedimenti... altrimenti la nostra autorità diminuirebbe," se il Consiglio diventasse più debole, ha detto Blix, aggiungendo: "Questo non deve essere così solo per il primo mese, ma su base duratura".

Blix ha inoltre detto: "Entrambi abbiamo espresso l'importanza di avere... un accordo ampio nel Consiglio, come avvenne per la 1284 (la risoluzione del 1999 che stabilì l'UNMOVIC)", e ha aggiunto: "Credo che l'intenzione della bozza di risoluzione sia quella di dare segnali molto chiari su cosa siamo in grado di fare, ma anche di evitare quello che alcuni hanno definito giocare al gatto e al topo".

ElBaradei ha riferito di aver detto al Consiglio: "Abbiamo bisogno di un Consiglio unito alle nostre spalle. Occorre un mandato esplicito, buone iniziative di tipo pratico, e informazioni da tutti i paesi membri su come muoversi per assicurarsi che l'Iraq venga completamente disarmato."

Mentre non esistono ostacoli legali per iniziare le ispezioni subito, Blix ha detto: "In termini pratici è inconcepibile condurre le ispezioni quando una metà del Consiglio le vuole e l'altra metà no".

Blix ha affermato che una risoluzione per avvertire l'Iraq delle conseguenze se venisse meno la sua collaborazione rafforzerebbe l'autorità degli ispettori. Ha detto precisamente: "E' importante che l'Iraq sappia che la mancata collaborazione porterà il Consiglio a reagire".

Il capo dell'UNMOVIC ha ulteriormente ribadito: "E' auspicabile che l'Iraq ben comprenda che una mancata collaborazione o la violazione delle condizioni contenute nella risoluzione determinerà la reazione del Consiglio".

Blix ha respinto le dichiarazioni che davano agli ispettori il potere per la pace e la guerra, precisando: "Il nostro lavoro consiste nel riferire. In quanto alla decisione riguardo alla guerra o la pace, o altro tipo di reazione, essa spetta al Consiglio e ai suoi componenti".

ElBaradei ha detto: "Il nostro ruolo è stabilire i fatti. Il Consiglio di Sicurezza deve valutarli e decidere se in essi si possano ravvisare violazioni, e indicare quali passi successivi intraprendere".

Non è la prima volta che il Consiglio di Sicurezza riporta violazioni da parte dell'Iraq con una bozza di risoluzione, ha detto ElBaradei, precisando: "La risoluzione 707 (del 1991) aveva, infatti, già dichiarato che (l'Iraq) violava (le richieste dell'ONU) per mancanza di collaborazione".

Alla domanda se l'Iraq abbia effettivamente violato i suoi obblighi verso le risoluzioni del Consiglio, Blix ha detto che ciò dipende da come si vuole definire il termine, ma ha aggiunto: "È evidente che l'Iraq non ammette gli ispettori dal 1998, anche se sarebbe obbligato a farlo".

Alcuni esponenti del Consiglio hanno detto in separata sede di essere in disaccordo con il linguaggio usato nella bozza USA-Gran Bretagna che dichiara l'Iraq in netta violazione delle risoluzioni del Consiglio, temendo che ciò possa determinare un'azione militare.

Sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna hanno definito "utile" l'incontro con Blix e ElBaradei.

L'Ambasciatore USA James Cunningham ha detto che la riunione ha dato modo all'intero Consiglio composto da 15 paesi "di esaminare gli elementi proposti nel testo USA-Gran Bretagna per un regime ispettivo più rigido".

L'ambasciatore ha detto che Blix e ElBaradei hanno ovviamente ben accolto l'autorità conferita agli ispettori e descritta nella proposta di risoluzione. Cunningham ha detto: "Uno di loro lo ha definito un'impostazione esaustiva che rafforzerà la loro opera e darà loro l'opportunità di svolgere il lavoro richiesto dal Consiglio".

Gli Stati Uniti ascoltano da settimane i suggerimenti di tutti i componenti del Consiglio, nonché di Blix e ElBaradei, per poter preparare una bozza di risoluzione, "e continueremo a farlo", ha precisato Cunningham.

L'ambasciatore britannico Jeremy Greenstock ha riferito che durante l'incontro i due autorevoli ispettori (Blix e ElBaradei) hanno mostrato i punti della bozza che vanno chiariti e che "ora i componenti del Consiglio sanno meglio di cosa hanno bisogno gli ispettori."

Greenstock ha espresso la speranza che nei prossimi giorni il Consiglio sarà in grado di trovare un accordo su un testo, dicendo tuttavia che "non esiste calendario stabilito" per il voto. Il testo è inoltre all'esame in diverse capitali.

Il Segretario Generale Kofi Annan ha definito la discussione "molto, molto seria".

"E' una questione grave. E' una questione di guerra e di pace. Penso quindi che sia giusto che il Consiglio la affronti con prudenza", ha detto Annan mentre lasciava la riunione.

Il Segretario Generale si è detto fiducioso che il Consiglio arriverà ad una risoluzione che metterà d'accordo la vasta maggioranza dei suoi componenti, e ha aggiunto: "Servono compromessi per raggiungere i compromessi".

 

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