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testo originale in inglese

17 ottobre 2002

Il Segretario di Stato Colin Powell ha detto che per l'Iraq è più giusta una sola risoluzione

 

Il 17 ottobre il Segretario di Stato Colin Powell ha detto ai giornalisti che è necessaria una risoluzione che faccia capire chiaramente che l’Iraq ha continuato ad ignorare le risoluzioni dell’ONU per molto tempo.

Domanda: – Sig. Segretario, avete raggiunto un accordo con la Francia per una nuova risoluzione Onu sull’Iraq?

SEGRETARIO DI STATO POWELL: Stiamo discutendo su una risoluzione con i colleghi francesi, russi, cinesi e britannici, e con altri membri del Consiglio di Sicurezza. I nostri colloqui continuano e procedono bene. Vorrei inoltre ribadire la nostra convinzione che sia più giusto avere una risoluzione. Una risoluzione che dica chiaramente che l’Iraq ha violato a lungo le risoluzioni Onu (incomprensibile), e che continua a violarle. Bisogna inoltre stabilire un regime ispettivo forte, se gli ispettori dovranno tornare nel Paese. Ho parlato con il dott. Hans Blix questo pomeriggio (inaudibile) o se di nuovo l’Iraq non si adeguerà alle risoluzioni ONU, dovrà subirne le conseguenze, e sarà necessario agire. Questa rimane la nostra posizione mentre lavoriamo con i colleghi del Consiglio di Sicurezza. Cerchiamo di limare alcune delle differenze tra i nostri punti di vista, ma credo che le nostre opinioni siano piuttosto chiare.

Domanda: – (Inaudibile) proposta americana dell’ultima risoluzione. Questa proposta autorizzerà gli Stati Uniti a un’azione militare o dovranno chiederla in una seconda risoluzione?

SEGRETARIO DI STATO POWELL: Gli Stati Uniti non (incomprensibile) un’unica autorità persino ora fino a che sarà necessario agire per difenderci. Il presidente ha esposto il problema alle Nazioni Unite con un discorso molto efficace il 12 settembre. Penso che egli abbia presentato il caso in modo chiaro, chiedendo all’ONU di agire per far capire a tutti che questo era un vero (incomprensibile) hanno fatto. In secondo luogo, se gli ispettori torneranno in Iraq, dovranno farlo con compiti ben più vincolanti, con un sostegno molto più ampio, e senza alcun impedimento sul loro lavoro da parte irachena (incomprensibile). In terzo luogo, deve esserci la minaccia come strumento, in caso di un ulteriore fallimento l’Iraq dovrà subirne le conseguenze. Per il momento speriamo che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, considerato tutto ciò, e raggiunta una conclusione su questa questione, si assicurerà che tutti questi elementi siano inclusi in qualsivoglia risoluzione sarà varata. Non abbiamo presentato una risoluzione, non l’abbiamo presentata affatto. Stiamo dialogando con i colleghi del Consiglio di Sicurezza e al momento giusto, quando le consultazioni saranno terminate, tutto il mondo conoscerà la posizione del Consiglio.

 

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