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President George W. Bush delivers his State of the Union Address at the Capitol, Tuesday, Jan. 31, 2006. White House photo by Eric Draper
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Nel Discorso sullo Stato dell’Unione, Bush esorta gli Stati Uniti ad un impegno globale, 31 gennatio 2006 (Il Presidente avverte che l’isolazionismo ed il protezionismo portano “al pericolo e al declino”)
Durante il discorso sullo Stato dell’Unione al Congresso ed al popolo americano, il Presidente Bush ha esortato gli Stati Uniti a coinvolgere la comunità internazionale in uno sforzo per costruire la prosperità, la sicurezza, la libertà e la speranza nel mondo.
Parlando il 31 gennaio nella sede del Congresso Americano, Bush ha dichiarato che in un anno decisivo come il 2006, gli Stati Uniti devono scegliere di esercitare la propria leadership nel mondo per assicurare la pace e proteggere i propri cittadini.
“In tempi difficili e complessi, la strada dell’isolazionismo e del protezionismo può sembrare larga ed invitante, ma porta al declino e al pericolo. L’unico modo per proteggere il nostro popolo... l’unico modo per asscurare la pace... l’unica via per controllare il nostro destino è attraverso la nostra leadership; solo così gli Stati Uniti d’America continueranno ad essere guida”, ha affermato Bush.
Richiamando l’impegno globale degli Stati Uniti nel corso ventesimo secolo, le sue battaglie contro il nazi-fascismo ed il genocidio durante la seconda guerra mondiale, e il suo appoggio alle democrazie durante la guerra fredda, Bush ha detto che gli Stati Uniti “ripudiano la falsa comodità dell’isolazionismo”.
Rassicurando tanto gli amici quanto i nemici che gli Stati Uniti “non si ritireranno dalla scena mondiale”, e che “mai si arrenderanno alle forze del male ”, Bush ha affermato che gli Stati Uniti accettano “la chiamata della storia a risollevare gli oppressi e a portare il mondo verso la pace”.
Il Presidente ha detto che la sua amministrazione "è impegnata in un’impresa storica ed a lungo termine: mettere fine alle tirannie in tutto il mondo” affermando che le dittature fomentano risentimento e radicalismo, proteggono i terroristi, e tentano di acquisire armi di distruzione di massa.
“Le democrazie tramutano il risentimento in speranza, il rispetto dei diritti dei propri cittadini e dei vicini, e si uniscono alla lotta contro il terrore”, ha aggiunto.
Riaffermando il supporto degli Stati Uniti per le riforme democratiche in Medio Oriente, Bush ha dichiarato che la democrazia non richiede soltanto la possibiltà di svolgere libere elezioni, ma anche “il rispetto della legge, la protezione delle minoranze, ed istituzioni forti e responsabili che durino più di un singolo voto”.
Il Presidente ha richiamato i nuovi leader palestinesi di Hamas a riconoscere Israele, a disarmare le proprie milizie, a rifiutare ogni forma di terrorismo ed a lavorare per una pace duratura.
Sull’Iran, il presidente ha reiterato l’opposizione americana ed internazionale ad acconsentire che il paese produca armi nucleari, ma ha affermato che gli Stati Uniti rispettano il popolo iraniano ed il loro paese, così come il loro diritto a conquistare la libertà, affermando che gli Stati Uniti “sperano di diventare un giorno i migliori amici di un Iran libero e democratico”.
Bush si è impegnato a rimanere all'offensiva nei confronti di terroristi e ribelli nel mondo, quanto in Afghanistan come in Iraq, affermando che gli Stati Uniti “non troveranno sicurezza abbandonando gli impegni e richiudendosi entro i propri confini”, perché questo “sposterebbe semplicemente il campo di battaglia sul nostro terreno”.
Bush ha detto che la via più efficace per sconfiggere i terroristi e la loro ideologia sarà quella di offrire “l'alternativa, carica di speranza, della libertà politica e di cambiamento pacifico”.
Bush ha aggiunto che gli Stati Uniti devono anche mostrare solidarietà incoraggiando lo sviluppo economico, contrastando malattie come l’AIDS e la malaria, e “disseminando la speranza in terre disperate”.
“Le regioni oppresse dalla povertà, dalla corruzione, e dalla disparità sono terreno fertile per il terrorismo, la criminalità organizzata, il traffico di esseri umani, ed il commercio di stupefacenti”, ha detto.
Il protezionismo, tasse troppo alte e leggi che scoraggiano l’immigrazione, sono “forme di chiusura economica”, ha aggiunto, e “portano tutte nella medesima direzione – una economia stagnante e di secondo piano”.
All’inizio del suo discorso, il presidente ha ricordato la leader dei diritti civili Coretta Scott King, deceduta poco prima, affermando che “ ha richiamato l’America ai propri ideali fondamentali ed ha portato avanti un nobile sogno”. (Articolo correlato)
Affermando che gli Stati Uniti sono “petrolio-dipendenti”, il Presidente ha proposto una articolata iniziativa sulle politiche energetiche, tesa ad aumentare i finanziamenti per la ricerca tecnologica sulle energie alternative, e su automobili più efficienti e pulite. (vedi anche: White House fact sheet in inglese)
Bush ha anche proposto la “American Competitiveness Initiative” (iniziativa sulla competitività americana), concepita per dare agli alunni americani una più solida istruzione nelle materie matematiche e scientifiche.(vedi anche: White House fact sheet in inglese)
Per ulteriori informazioni sulla storia del "Discorso sullo Stato dell'Unione", consulta questo articolo correlato.