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U.S. Trade Representative Rob Portman, right, talks with Pascal Lamy, Director-General of the World Trade Organization
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
L'incontro di Davos spinge le discussioni del WTO verso un progresso generale, 28 gennnaio 2006
( Ma l'intervento sull'agricoltura è determinante per lo sviluppo, afferma Portman, rappresentante USA per il commercio)
Di Andrzej Zwaniecki
Washington – Un meeting non ufficiale di ministri del commercio e dell'economia provenienti da 18 diversi Paesi e dall'Unione Europea (UE) ha fatto sorgere l’impressione che le discussioni riguardo la liberalizzazione del commercio da parte dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) debbano, per avere successo, trasformarsi in negoziati in tutte le aree, ha affermato Robert Portman, delegato statunitense per il commercio.
L'incontro tra i ministri, avvenuto al Forum economico mondiale a Davos, in Svizzera, ha stabilito che il 30 di aprile sia il termine massimo per un accordo sulle modalità - dettagli specifici e tempistica – per ulteriori trattative del WTO, ufficialmente conosciute come "Doha Development Agenda" e precedentemente "Doha Development Round". Il termine massimo deve essere ufficialmente approvato dal più ampio forum dei ministri del WTO.
"Stamane si vedono persone discutere insieme per dire che questo dovrebbe essere un singolo impegno e che si dovrebbe lavorare per affrontare tutte queste questioni in modo congiunto, comprese le agevolazioni, lo sviluppo e le norme sul commercio in un unico pacchetto…dobbiamo farlo simultaneamente”, ha affermato.
Gli Stati Uniti appoggiano con decisione tutti gli aspetti del negoziato che mirano alla liberalizzazione, incluse le tariffe sul commercio e quelle industriali, note come questioni sull'accesso al mercato non-agricolo.
Portman ha parlato il 28 gennaio in un dibattito che vedeva la partecipazione del direttore generale del WTO, Pascal Lamy, e di alti funzionari provenienti da parecchi altri Paesi, dopo l'incontro non ufficiale.
Riferendosi al "Doha Round" come ad una opportunità che capita "una sola volta in una generazione", Portman ha detto che tutte le nazioni avranno molto da perdere se le trattative falliranno.
"Se teniamo a mente questo credo che possiamo risolvere alcuni di questi seri problemi", ha dichiarato.
LE QUESTIONI SULL'AGRICOLTURA RESTANO ANCORA CONTROVERSE
Nonostante una "nuova dinamica", che secondo molti partecipanti è emersa durante l'incontro informale, un progresso nelle trattative del WTO, che erano state per lungo tempo in una fase di stallo, è lontano dall'essere garantito come si è evinto da alcuni degli scambi tra i partecipanti, particolarmente tra il commissario per il commercio dell'Unione Europea, Peter Mandelson, e il ministro per gli affari esteri del Brasile, Celso Amorim.
Amorim ha affermato che il "Doha Round", per rispettare il suo intento, ha bisogno di un ulteriore sviluppo e che il modo migliore e più veloce per un reale progresso dei Paesi in via di sviluppo si compie solo attraverso la liberalizzazione del commercio agricolo, visione questa supportata anche da Portman. (Vedere il relativo articolo.)
Mandelson ha tuttavia messo in dubbio il ruolo centrale dell'agricoltura nello sviluppo e ha asserito che un modello di sviluppo basato sull'agricoltura non dovrebbe essere imposto a tutti i Paesi poveri. Ha continuato dicendo che solo sistemi economici sviluppati e per di più emergenti come il Brasile hanno da guadagnarci dall'eliminazione delle tariffe agricole mentre le economie delle nazioni povere potrebbero venire "distrutte" da un accordo di questo tipo.
Il Brasile, che guida il Gruppo dei 20 (G20) Paesi in via di sviluppo con particolare attenzione alle trattative che riguardano l'agricoltura, ha negato di perseguire solo il proprio interesse e ha affermato che il G20 aveva raggiunto una posizione comune con il molto più ampio gruppo dei 90 Paesi in via di sviluppo durante l'incontro dei ministri del WTO, tenutosi nel dicembre 2005 ad Hong Kong, secondo quanto riportato dalla stampa.
Mandelson ha inoltre suggerito che un approccio più lento e graduale alla liberalizzazione del commercio agricolo potrebbe funzionare meglio, notando che sono stati necessari parecchi decenni affinché le tasse d'importazione industriale si riducessero sensibilmente.
Il suggerimento è stato però respinto da Amorim che ha affermato che un ritardo nella liberalizzazione del commercio agricolo impedirebbe il progresso economico dei Paesi in via di sviluppo.
Un giorno prima Mandelson aveva affermato che l'“alleanza tra gli Stati Uniti ed il Brasile (sull'agricoltura) aveva portato queste discussioni (WTO) ad un punto morto”.
Portman ha detto che l'amministrazione Bush ritiene fermamente che l'agricoltura sia essenziale per l'attuazione del "Doha Round" a causa del ruolo centrale che occupa nello sviluppo e anche per altri fattori. Ed è per questo che ha avanzato una netta proposta per eliminare i sussidi che alterano il commercio agricolo.
Precedentemente Portman aveva criticato l'UE per aver rifiutato di migliorare la sua più recente offerta agricola, che sarebbe secondo lui sfociata in un insignificante o non reale incremento nell'accesso al mercato.
Ma ha anche aggiunto che gli Stati Uniti non hanno mai concentrato la propria attenzione esclusivamente sulle questioni legate all'agricoltura.
Lamy ha asserito che importanti negoziati vanno ancora avanti e che il supporto da parte degli organi interni ai governi sarà cruciale per un qualsiasi progresso del "Doha Round". Tuttavia ha dichiarato che a Davos ha avuto la sensazione che l'immagine di una "fine dei giochi" comincia a farsi strada nelle menti dei rappresentanti del WTO.
Per ulteriori informazioni, vedere "USA e il WTO".