U.S. Mission to Italy U.S. Mission to Italy
Background image
Background image
Related Topics
banner image Full version Plain Text Version Plain Text Version banner image
   US-EU_Relations
    

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Rassegna di temi riguardanti la sicurezza europea -- Uno sguardo alle prospettive per il 2006, 30 dicembre 2005

(Il programma USA-NATO; La nomina dell'inviato per i negoziati del Kosovo; Il referendum sull'indipendenza del Montenegro; Il numero ufficiale delle vittime della guerra di Bosnia è inferiore a 100.000; I legami di Mladic con l'esercito serbo; La riduzione della presenza militare USA in Europa; Il summit NATO del novembre 2006; Le forze dell'Unione Europea a Gaza)

Sono riportate qui di seguito alcune recenti dichiarazioni sulla politica del governo USA, conferenze e rapporti su temi riguardanti la sicurezza in Europa e Eurasia, oltre ad annunci di organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative. Inoltre, questo rapporto di fine d'anno guarda più avanti, ad alcuni importanti eventi che avranno luogo nel 2006.

Per un'ulteriore copertura dei temi sotto elencati e delle questioni attinenti vedi Europe and Eurasia.

GLI STATI UNITI VOGLIONO CHE NEL 2006 LA NATO ESTENDA IL PROPRIO RAGGIO D'AZIONE GLOBALE

Un alto funzionario del Dipartimento di Stato afferma che nel 2006 il programma USA per le relazioni transatlantiche sarà di espandere il mandato della NATO e allargare il suo campo d'azione globale; di far avanzare la democrazia in Russia, in Ucraina, nel Caucaso e in Asia Centrale; e di cooperare con l'Europa in ogni regione del mondo tramite partnership politiche, economiche e di sicurezza. R. Nicholas Burns, sottosegretario di stato per gli affari politici, ha evidenziato gli obiettivi USA il 15 dicembre, a Washington, nell'ambito di un'udienza dell'European Institute. Il Dipartimento di Stato ha pubblicato i suoi commenti il 27 dicembre.

Burns ha parlato del 2005 come dell'anno in cui Europa e Stati Uniti hanno posto fine alla guerra delle parole transatlantica, riscoprendosi l'un l'altro e tornando a lavorare sui problemi del mondo, dopo aver riconosciuto di essere "uniti in un matrimonio a lungo termine, senza alcuna possibilità di separazione o divorzio." Ha elencato una lunga lista di risultati raggiunti da USA ed Europa nel 2005, menzionando tra l'altro il Libano e la Siria, dove Stati Uniti e Francia hanno aperto la strada a "un'azione costruttiva e senza precedenti dell'ONU," la Bielorussia, dove l'alleanza sta "proponendo un messaggio congiunto a favore della libertà contro l'ultimo dittatore d'Europa." (Vedi articolo correlato.)

CONDOLEEZZA RICE NOMINA L'INVIATO USA AI COLLOQUI PER LO STATUS DEL KOSOVO

Il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha nominato Frank Wisner, diplomatico di alto livello in pensione e dirigente d'azienda, inviato speciale USA ai colloqui per lo status finale del Kosovo, che saranno avviati nel gennaio 2006. Wisner è vice presidente dell'American International Group ed è stato ambasciatore USA in India, Filippine, Egitto e Zambia. Ha anche prestato servizio come sottosegretario di stato per gli affari relativi alla pubblica sicurezza e come sottosegretario alla difesa per le questioni politiche.

La Rice lo ha annunciato il 19 dicembre, dopo un incontro con l'ex presidente della Finlandia Martti Ahtisaari, inviato speciale dell'ONU per i colloqui sullo status del Kosovo.

Il 24 ottobre il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha ratificato l'inizio dei colloqui per lo status finale del Kosovo. Il Segretario Generale Kofi Annan ha parlato di due esiti possibili per il Kosovo: l'indipendenza, oppure una forma di autonomia che formalmente mantenga l'appartenenza della regione alla Serbia. (Vedi articolo correlato.)

IL MONTENEGRO POTREBBE INDIRE UN REFERENDUM PER L'INDEPENZA DALLA SERBIA

Serbia e Montenegro sono le due sole repubbliche che hanno tenuto in piedi la loro alleanza, mentre i sei membri della federazione jugoslava se ne distaccavano, durante gli anni Novanta, in un susseguirsi di violenze. Tuttavia, il governo del Montenegro è sempre più propenso a indire un referendum sull'indipendenza nella primavera del 2006. Milo Djukanovic, Primo Ministro del Montenegro, ha fatto richiesta di un referendum da tenersi tra il febbraio e la fine dell'aprile 2006, a quanto ha riferito il 29 dicembre l'Associated Press.

Lo scorso novembre, il sottosegretario Burns ha dichiarato al Foreign Relations Committee del Senato che "gli Stati Uniti sosterranno qualsiasi soluzione le due repubbliche abbiano a concordare per vie democratiche, si tratti di unione o di indipendenza." (Vedi articolo correlato.)

L'Unione Europea teme che i colloqui sullo status del Kosovo e un referendum nel Montenegro possano provocare la divisione dell'attuale Serbia e Montenegro in tre diversi paesi: il Montenegro (650.000 abitanti), il Kosovo (2 milioni) e la Serbia (7,5 milioni).

IL COMPUTO UFFICIALE DEI MORTI DELLA GUERRA DI BOSNIA INFERIORE A 100.000

La guerra del 1992-1995 in Bosnia-Herzegovina (BiH) è stato il conflitto europeo più violento dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma le statistiche ufficiali da poco rese note mostrano che il numero dei morti è inferiore a quanto precedentemente riportato. A quel che ha riferito il 19 dicembre il Southeast European Times del Dipartimento della Difesa, le persone che hanno perso la vita nel corso della guerra identificate dal Research and Documentation Center della BiH sono 94.000, tra civili e soldati.

I ricercatori hanno presentato le loro conclusioni durante una conferenza a Banja Luka, in Bosnia, il 16 dicembre. Mirsad Tokac, direttore del centro di ricerca, ha precisato che il numero si riferisce alle vittime di cui è nota l'identità, mentre il numero effettivo dei morti probabilmente supera i 100.000. Ancora nel novembre scorso, nella ricorrenza del decimo anniversario della fine della guerra, i funzionari USA parlavano di un numero di morti compreso tra i 200 e i 300 mila -- una valutazione approssimativa a cui hanno più volte fatto riferimento, per un decennio, sia i funzionari governativi che i resoconti dei media. Nel 2005, la Bosnia aveva 4 milioni di abitanti. (Vedi articolo correlato.)

FUNZIONARIO SERBO AFFERMA CHE L'ESERCITO NON HA DATO LA CACCIA A MLADIC

Secondo resoconti giornalistici locali, il 28 dicembre il ministro della Difesa della Serbia-Montenegro, Zoran Stankovic, ha ammesso che l'esercito del suo Paese non ha obbedito agli ordini di dare la caccia a Ratko Mladic, comandante dell'esercito serbo bosniaco durante il conflitto.

Radio B92, che ha sede a Belgrado, ha inoltre riferito che l'esercito della Serbia-Montenegro ha continuato a versare a Mladic una pensione fino al mese di novembre, quando il suo conto venne finalmente congelato. A quanto ha detto l'emittente, non era lo stesso Mladic a prelevare i fondi, ma dei membri della sua famiglia e due ufficiali dell'esercito.

Mladic e Radovan Karadzic, presidente serbo bosniaco durante il conflitto, sono stati incriminati per crimini di guerra dall'International Criminal Tribunal per l'ex Jugoslavia. Burns, sottosegretario presso il Dipartimento di Stato, ha dichiarato lo scorso novembre che le autorità serbe ammettono che a Mladic fu consentito di vivere per otto anni in un'area riservata dell'esercito, vicino a Belgrado, dopo la fine della guerra di Bosnia.

"Nessun paese della NATO o della UE consentirebbe a un uomo accusato di crimini di guerra di aggirarsi in libertà nel suo territorio," ha detto Burns l'8 novembre scorso durante una conferenza stampa. "Di fatto Mladic è stato in libertà per dieci anni, e per otto di quegli anni è stato completamente protetto dallo stato serbo e dall'esercito serbo, per loro stessa ammissione." (Vedi articolo correlato.)

SI PREPARANO TAGLI ALLA PRESENZA MILITARE USA IN EUROPA

Durante il 2006 circa 6.000 soldati USA e 12.000 familiari dei militari e impiegati civili americani dovranno lasciare la Germania per raggiungere altre basi all'interno degli Stati Uniti. È la prima fase di un piano pluriennale, annunciato nell'agosto del 2004 dal Presidente Bush, che riporterà in patria ben 70.000 membri delle forze armate americane di stanza in Europa e Asia.

Lo U.S. European Command, che ha il quartier generale a Stuttgart, in Germania, progetta di ridurre la propria presenza militare, nel corso di un certo numero di anni, da 112.000 a circa 68.500 elementi. Le forze che rimarranno in Europa si dovranno attrezzare in modo da poter essere dispiegate rapidamente verso destinazioni temporanee nei Balcani e nel sudest dell'Europa, in Eurasia e Africa. (Per i fatti antecedenti, vedi i siti Web U.S. Army in Europe e U.S. European Command.)

IL SUMMIT NATO 2006 IN LETTONIA SARÀ FOCALIZZATO SULLA STRUTTURA DELLE FORZE ARMATE

Mentre le forze armate europee svolgono un ruolo sempre crescente nelle crisi regionali -- dall'opera di soccorso per il terremoto in Pakistan al sostegno all'Unione Africana nella regione Darfur del Sudan -- i capi di stato della NATO progettano di incontrarsi a Riga, Lettonia, nel novembre 2006, per discutere su come migliorare le capacità militari dell'alleanza. "Se vogliamo continuare a portare avanti con efficienza gli interventi militari che tutti gli alleati ritengono dovremmo intraprendere, allora dobbiamo avere le forze necessarie," ha detto il 19 dicembre il Segretario Generale della NATO, Jaap de Hoop Scheffer, ad Ankara, in Turchia. "In particolare, ciò di cui abbiamo bisogno sono forze che possano reagire velocemente, che possano essere dispiegate a lunga distanza e sostenute per periodi di tempo prolungati. E dobbiamo disporre di quella giusta combinazione di forze che può svolgere sia compiti di combattimento che interventi di stabilizzazione post-conflitto. … Il prossimo summit NATO, che si terrà a Riga nel novembre 2006, servirà come occasione in cui si focalizzare questi sforzi." (Vedi articolo correlato.)

SOLANA, DELLA UE, AFFERMA CHE OGNI GIORNO 1.000 PERSONE UTILIZZANO IL PASSAGGIO DI FRONTIERA DI GAZA

Un diplomatico europeo di massimo livello afferma che attualmente sono più di 1.000 al giorno le persone che si spostano tra l'Egitto e i Territori Palestinesi utilizzando il passaggio di frontiera negoziato nel novembre scorso dal Segretario di Stato Condoleezza Rice. (Vedi articolo correlato.)

Da quando è stato aperto il passaggio di Rafah, il 26 novembre, "più di 20.000 persone hanno potuto attraversare il confine tra Gaza e l'Egitto," ha detto il 18 dicembre Javier Solana dell'Unione Europea (UE) nel corso di una visita a Gaza.

Solana è l'Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza della UE. "Attualmente ci sono più di 1.000 persone al giorno che attraversano il confine in entrambe le direzioni," ha detto Solana, già segretario generale della NATO, ai giornalisti. La UE ha dispiegato circa 70 addetti al controllo della nuova "Philadelphia Road" che conduce all'Egitto. Responsabile del controllo di confini e dogane è l'Autorità Palestinese. (Vedi articolo co rrelato.)

This site is managed by the U.S. Department of State.
External links to other Internet sites should not be construed as an endorsement of the views or privacy policies contained therein.
 Home | Contact Us | Privacy | disclaimers | Webmaster| FAQ  Mission of the United States