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   NATO
    
R. Nicholas Burns

R. Nicholas Burns

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Il Sottosegretario di Stato Nicholas Burns delinea il programma transatlantico degli Stati Uniti per il 2006, 27 dicembre 2005

(“Il nostro obiettivo per il 2006 consiste nell’ampliare il mandato della NATO ed estendere la sua portata globale”)

a cura di Jeffrey Thomas
Corrispondente del Washington File

Washington – Un alto funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato che il programma degli Stati Uniti per le relazioni transatlantiche del 2006 consiste nell’ampliare il mandato della NATO ed estendere la sua portata globale; far avanzare la democrazia in Russia, Ucraina, Caucaso ed Asia Centrale e cooperare con l’Europa in ogni regione del mondo attraverso partnership politiche, economiche e di sicurezza.

Il 15 dicembre a Washington, il Sottosegretario di Stato per gli Affari Politici R. Nicholas Burns ha parlato degli obiettivi degli Stati Uniti ad un uditorio composto da membri di un Istituto Europeo. Il Dipartimento di Stato ha rilasciato la dichiarazione di Burns in data 27 Dicembre.

Il Sottosegretario ha definito il 2005 come l’anno in cui l’Europa e gli Stati Uniti hanno posto fine alla guerra transatlantica delle parole, si sono riscoperti e sono ritornati al lavoro sui problemi del mondo, dopo aver riconosciuto di “essere uniti in un matrimonio a lungo termine, senza possibilità di separazione o divorzio”.

Egli ha citato una lunga lista di traguardi raggiunti nel 2005 da Stati Uniti ed Europa, partendo da Libano e Siria, dove Stati Uniti e Francia hanno indicato la strada per “un’azione costruttiva senza precedenti da parte dell’ONU”, fino ad arrivare a Belarus, dove l’alleanza sta “trasmettendo un messaggio di libertà contro l’ultimo dittatore europeo”.

Nel 2005, l’intero programma transatlantico ha spostato “il centro dell’attenzione dall’interno verso l’esterno, e le relazioni tra Stati Uniti ed Europa stanno sviluppando una serie di eventi in Medio Oriente, Asia ed Africa”, ha dichiarato Burns.

Questo profondo cambiamento, ha affermato Burns, porterà Stati Uniti ed Europa ad un maggior avvicinamento, non ad una separazione.

“L’Europa sarà il nostro partner più importante proprio mentre ci confrontiamo con la questione della sicurezza, sfida principale della generazione futura – le minacce globali che incombono, all’interno e tra i confini nazionali: il terrorismo; la proliferazione di tecnologie chimiche, biologiche e nucleari; il crimine internazionale ed il traffico di stupefacenti; il virus dell’HIV/AIDS ed i cambiamenti climatici”, ha sostenuto Burns. “Su tutte queste problematiche, i nostri interessi sono quasi identici”, ha aggiunto.

DIFFUSIONE DELLA LIBERTA’ IN EUROPA ED ASIA CENTRALE

Riprendendo il discorso sul programma per il 2006, Burns ha dichiarato che gli Stati Uniti vogliono continuare a lavorare, attraverso la NATO, in qualità di principale anello di collegamento transatlantico, ma desiderano altresì ampliare ed estendere il mandato della NATO ad Africa, Asia e Medio Oriente.

Lavorando con l’Unione Europea, “la prossima grande missione che ci vedrà insieme sarà la diffusione di quella libertà di cui noi godiamo in Europa ed America”, ha affermato Burns.

“Abbiamo bisogno di completare il nostro lavoro in Europa, occupandoci di Balcani, Ucraina e Russia”, ha detto. Dobbiamo continuare a favorire la democrazia e ad opporci alla repressione in Asia Centrale e nel Caucaso. E, cosa più importante di tutte, gli Stati Uniti e l’Europa devono intensificare i loro sforzi nel Grande Medio Oriente, come pure in Africa ed Asia”.

Infine, Burns ha parlato della cooperazione tra Stati Uniti ed Europa nel mondo, includendo quella relativa a Balcani, Caucaso e Asia Centrale, Iraq, Iran, Afghanistan, Asia ed Africa.

Per quanto riguarda i Balcani, egli ha affermato: “La leadership statunitense è indispensabile e dobbiamo rivitalizzare i nostri sforzi”.

Ha inoltre ribadito l’impegno degli Stati Uniti “a perseguire il programma di libertà in Russia ed Ucraina”.

In Asia Centrale, ha detto, “dobbiamo coinvolgere il Kazakhstan, il Kyrgyzstan, ed il Tajikistan e chiedere riforme da parte dell’Uzbekistan e del Turkmenistan”.

IRAQ, IRAN ED AFGHANISTAN

Per quanto riguarda l’Iraq, Burns ha raccomandato all’Europa di svolgere un ruolo costruttivo. “Nonostante i disaccordi sulla rimozione dal potere di Saddam Hussein, gli europei devono oggi riconoscere che il fallimento della democrazia in Iraq avrebbe arrecato un grave colpo alla sicurezza comune ed alla prospettiva di riforme e stabilità in tutto il Medio Oriente”.

Il sottosegretario ha esortato l’Europa a sostenere il nuovo governo iracheno, sorto con le elezioni di metà dicembre, e di impegnarsi con i nuovi leader iracheni.

Sulla questione dell’Iran e della sua bramosia di costituire un arsenale nucleare, il sottosegretario ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno lavorando congiuntamente con Europa, Russia, India, Cina ed altri paesi “con la speranza di formare una coalizione sempre più unita e determinata nello scoraggiare i tentativi iraniani”.

Per quanto riguarda l’Afghanistan, ha detto che gli Stati Uniti sono impegnati a garantire che questo paese dell’Asia centrale non costituisca più il rifugio del terrorismo. Tuttavia, occorreranno le truppe e l’impegno europeo per estendere la portata del governo nazionale all’interno delle province, ha affermato. Il traffico di stupefacenti minaccia di distruggere tutto il progresso politico, militare ed economico che è stato raggiunto in Afghanistan, ha dichiarato, aggiungendo: “Speriamo che i governi europei riconoscano tale minaccia e rispondano in modo appropriato, finanziando massicciamente i programmi di sostentamento alternativi.”

In Asia, Stati Uniti ed Europa “devono elaborare un consenso strategico su come impegnarsi con gli stati in via di sviluppo di India e Cina”.

Per quanto riguarda l’Africa, Burns ha dichiarato che il sostegno per lo sviluppo del continente è, e continuerà ad essere, la nuova priorità per l’America. In Sudan, gli Stati Uniti stanno lavorando con l’Unione Europea e la NATO per sostenere l’Unione Africana (AU) ed aiutarla a portare avanti la sua missione a Darfur. “Nel caso in cui l’Unione Africana presenti una richiesta, confidiamo che la NATO e l’Unione Europea continueranno a rispondere in modo rapido e favorevole”, ha detto Burns.

POLITICA SUI DETENUTI

Burns ha concluso il suo discorso affrontando il tema della politica statunitense sui detenuti.

Ha osservato che il Presidente Bush ed i leader del Congresso hanno concordato che il budget 2006 per la difesa dovrà includere misure che bandiscano l’uso della tortura o di trattamenti crudeli ed inumani sui detenuti prigionieri dei militari americani o degli enti federali civili come la CIA (Vedi articolo correlato).

“Continueremo a combattere il terrorismo a livello globale, fianco a fianco dei nostri alleati europei e degli stati amici di tutto il mondo. Vinceremo la guerra contro il terrorismo anche vincendo la guerra delle idee e rimanendo fedeli ai nostri valori”, ha dichiarato Burns.

“Come ha dichiarato il Segretario di Stato Rice la scorsa settimana alla NATO, noi siamo una nazione di leggi, che onora i propri impegni internazionali. Rispettiamo la sovranità dei nostri partners ed alleati poiché collaboriamo con essi nel combattere il terrorismo. Permettetemi di ripetere che gli Stati Uniti non trasportano detenuti da un paese all’altro allo scopo di interrogarli sotto tortura. Non trasferiamo nessuno individuo in un paese in cui riteniamo possa essere torturato. (Vedi articolo correlato).

Il testo del discorso di Burns, così come è stato preparato per essere pronunciato, può essere visionato sul sito web del Dipartimento di Stato.

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