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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Esperti di difesa americani raccomandano forze del tipo gendarmeria quale modello di peacekeeping, 21 dicembre 2005

(Esponenti dell'INSS suggeriscono che l'idea potrebbe essere di aiuto alle forze militari sotto tensione)

Jim Fisher-Thompson
Redattore del Washington File

Washington -- Visto che dall'inizio degli anni Novanta le esigenze di peace-keeping e di nation-building sono cresciute, è necessaria un'alternativa alle forze militari da combattimento per gestire gli incarichi di stabilizzazione e ricostruzione, oltre che per condurre le normali operazioni militari contro i gruppi combattenti, secondo quanto ritenuto da due studiosi della National Defense University (NDU).

I due esperti hanno suggerito la creazione di un "corpo di polizia" sul modello delle unità nazionali di gendarmeria Europea, che essi definiscono forze "organizzate in base al regolamento militare, che svolgono compiti basilari di applicazione della legge (nel senso di law enforcement) e di sicurezza in un contesto non ancora pienamente stabilizzato."

David T. Armitage Jr., un ricercatore presso l'Institute for National Strategic Studies (INSS) della National Defense University, e il Colonnello Anne M. Moisan (USAF), alla guida del Consiglio direttivo per la ricerca dell'INSS, hanno analizzato il concetto di sicurezza in uno studio da loro redatto, "Constabulary Forces and Post Conflict Transition: The Euro-Atlantic Dimension".

Gli autori hanno spiegato che a differenza dei tradizionali soldati, le unità di gendarmeria o di polizia [constabulary units, termine usato dove si parla la lingua d’Inghilterra] hanno lo scopo di "disinnescare situazioni potenzialmente violente tramite la gestione di negoziati o conflitti, piuttosto che 'neutralizzare' il nemico o distruggere un obbiettivo. Nonostante le unità di gendarmeria differiscono da un paese all'altro, esse possono provvedere a mantenere l’ordine pubblico e la sicurezza in un'area di operazioni dopo la fase bellica, una volta che le forze militari siano state ritirate e ricollocate ma prima che siano state ripristinate quelle locali o le istituzioni messe in grado di garantire il rispetto della legge."

Hanno sostenuto che gli Stati Uniti, con gli altri paesi, "dovrebbero valutare il miglior modo per sviluppare una risorsa di questo tipo, di cui oggi non dispongono."

In poche parole, hanno sostenuto gli autori di quello studio, "Le forze militari vengono addestrate per fare la guerra – cioè per combattere contro altri eserciti o avversari armati. L’apparato militare, mentre è in grado di mobilitarsi e ridispiegare rapidamente unità di grandi dimensioni, nella maggior parte dei casi invece, si trova a disagio, appare inadatto e non adeguatamente addestrato a svolgere quei compiti di polizia che sono cruciali durante le operazioni successive ai conflitti militari.Ad esempio nei compiti per contenere i disordini, controllare le frontiere, nella sorveglianza interna e nelle questioni di sicurezza e protezione di siti sensibili."

Un modello valido per questo tipo di unità, hanno suggerito i due autori, potrebbe arrivare dall'Europa, dove vari governi dell'Unione Europea (UE), in particolare Francia, Italia, Olanda e Spagna, stanno "attingendo dalle forze paramilitari di polizia nazionale già esistenti," per creare una Forza di Gendarmeria Europea (EGF) multinazionale.

La Francia, che a livello nazionale dispone di 101.000 forze di gendarmeria, alla nuova unità costituita da 2.150 elementi ne fornirà 600. In Africa, la gendarmeria francese si è guadagnata un'esperienza preziosa conducendo operazioni di pace nel Sahara Occidentale, in Somalia e in Ruanda.

Armitage e Moisan hanno scritto che "I nostri alleati europei hanno un'esperienza rilevante nell'utilizzo di forze con quel tipo di addestramento, organizzazione ed equipaggiamento che risulta più indicato per le future missioni destinate ad imporre il rispetto della legge nel corso delle operazioni di sicurezza. Washington potrebbe apprendere molto da loro."

A questo scopo, hanno raccomandato che l Forza di Gendarmeria Europea (EGF) avvii rapporti di collegamento con l'Office of Civilian Police e l'Office of Coordinator for Reconstruction and Stabilization del Dipartimento di Stato, e con l'International Criminal Investigative Training and Assistance Program del Dipartimento della Giustizia, oltre che con il Dipartimento della Difesa.

I due autori che fanno capo alla National Defense University hanno concluso che è necessario sviluppare le capacità necessarie "ad affrontare tutta la gamma delle situazioni conflittuali, dalla diplomazia che precede la crisi al peacekeeping che segue al conflitto, e infine al nation building."

Lo studio (http://www.ndu.edu/inss/Press/NDUPress_STRFOR.htm) (PDF, 8
pages) è disponibile nel sito Web dello INSS.

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