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U.S. Trade Representative Rob Portman

U.S. Trade Representative Rob Portman

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Raggiunto accordo su progressivi avanzamenti dei negoziati WTO, 18 dicembre 2005

(Fissato al 2013 il termine ultimo per la cancellazione dei sussidi alle esportazioni agricole)

Di Bruce Odessey
Washington File Staff Writer

Washington -- I ministri del Commercio che si sono riuniti a Hong Kong hanno accettato un accordo che fa avanzare progressivamente i negoziati della World Trade Organization (WTO) da tempo bloccati, ma lascia le decisioni più politicamente difficili per il 2006.

Il 18 dicembre i ministri hanno approvato una dichiarazione finale mirata a precisare le direttive per portare a conclusione i negoziati, ufficialmente chiamati Doha Development Agenda, entro la fine del 2006.

"Dopo una necessaria pausa, dobbiamo concentrare immediatamente le nostre energie e il nostro impegno nel portare avanti l'opera iniziata qui a Hong Kong," ha dichiarato il rappresentante per gli scambi commerciali USA Rob Portman durante una conferenza stampa conclusiva tenuta appena dopo la mezzanotte del 19 dicembre.

"Questa riunione ha reso evidente che esiste un consenso tra paesi ricchi e poveri, quelli del nord e del sud, grandi e piccoli, sul fatto che la via che conduce a una maggiore prosperità è in una maggiore apertura agli scambi commerciali," ha detto Portman. "Si tratta di un consenso importante, perché ci saranno da prendere decisioni difficili."

Se bisogna ammettere che la riunione tenuta a Hong Kong dal 13 al 18 dicembre non ha portato tutti quei passi in avanti che gli Stati Uniti ritenevano possibili alcuni mesi fa, ha tuttavia prodotto dei risultati, gran parte dei quali condizionati da un felice esito dei negoziati di Doha che porti a un accordo commerciale complessivo.

SUSSIDI ALLE ESPORTAZIONI DI PRODOTTI AGRICOLI E COTONE

La dichiarazione finale prevede l'eliminazione dei sussidi per l'esportazione dei prodotti agricoli entro il 2013, data ritenuta accettabile all'Unione Europea (UE) che è responsabile per circa il 90 per cento di questa voce di spesa. Gli Stati Uniti e i paesi in via di sviluppo avevano esercitato pressioni per fissare la scadenza al 2010.

"Pensando agli interessi USA sono stato pronto a procedere con la data del 2013, ritenendo fosse per noi importante fare dei passi in avanti," ha affermato Portman.

Affrontando un punto particolarmente importante per i paesi dell'Africa Orientale, la dichiarazione prevede l'eliminazione dei sussidi alle esportazioni di cotone nel 2006. Ci si attendeva che il Congresso USA facesse cadere i sussidi all'esportazione del cotone ben prima, forse nel giro di pochi giorni, così da ottemperare a una sentenza avversa emessa da una giuria per risolvere una disputa in ambito WTO.

La dichiarazione si propone di garantire un accesso esente da dazi e quote al cotone dei più poveri tra i paesi meno sviluppati, ma solo una volta che si procederà all'attuazione di quelli che saranno gli accordi finali raggiunti dai negoziati di Doha.

Essa pone come obbiettivo che ogni taglio negoziato ai finanziamenti statali dei coltivatori di cotone, nei paesi che hanno programmi del genere, dovrebbe essere più radicale ed essere messo in atto anticipatamente rispetto a qualsiasi altra riduzione dei sussidi statali per i prodotti agricoli.

La delegazione USA ha lavorato intensamente con i negoziatori di Burkina Faso, Benin, Mali, Chad e Senegal, paesi che avevano minacciato di bloccare ogni accordo Doha se non si fosse trovata una soluzione soddisfacente al problema del cotone.

"Vogliamo ridurre e alla fine eliminare i sussidi" riguardanti i prodotti agricoli, ha detto Portman. "Questa è la nostra proposta, e l'unico problema era se affrontare il tema cotone nel contesto dei negoziati per i prodotti agricoli o separatamente, e ci è sembrato che il modo più efficace di procedere sia quello di tenerlo unito alle altre tematiche riguardanti l'agricoltura."

ACCESSO AL MERCATO SENZA DAZI NÉ QUOTE

In base alla dichiarazione, verrà garantito libero accesso al mercato a gran parte dei prodotti dei 32 paesi meno sviluppati "entro il 2008, o non più tardi dell'inizio del periodo di attuazione" di ogni accordo negoziato.

La dichiarazione prevede questo tipo di accesso per almeno il 97 per cento dei prodotti di cui si parla nel programma tariffario. Gli Stati Uniti hanno esercitato pressioni perché venissero previste eccezioni al regime di esenzione da dazi e quote per certi prodotti specifici già presenti in modo competitivo sul mercato globale della domanda e dell'offerta.

Durante la conferenza stampa Portman ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno deciso quali prodotti potrebbero escludere dall'esenzione da dazi e quote. Ha lasciato intendere che uno di questi potrebbe essere lo zucchero. Precedentemente, nel corso della settimana, aveva accennato ad altre possibili esclusioni, menzionando tra l'altro certi prodotti tessili competitivi provenienti dal Bangladesh e dalla Cambogia.

I negoziati di Doha hanno stentato a procedere fin quasi dal primo avvio, nel 2001, perché un impasse riguardante questioni agricole politicamente difficili ha bloccato la possibilità di andare avanti su gran parte degli altri temi.

Secondo il programma si dovrebbero concludere alla fine del 2006, data che in qualche modo rappresenta una scadenza per gli Stati Uniti, a cui il Congresso ha riconosciuto il mandato a negoziare scambi solo fino al luglio 2007.

I membri della WTO avevano concordato, nell'ambito di un'impostazione concepita nel luglio 2004 per portare avanti i negoziati agricoli, sull'eliminazione dei sussidi alle esportazioni, lasciando tuttavia a successivi negoziati ogni decisione in merito alla scadenza.

In concomitanza con l'eliminazione dei sussidi alle esportazioni, la dichiarazione prevede anche che entro l'aprile 2006 ci sia un accordo negoziato per la regolamentazione dei crediti derivanti dalle esportazioni agricole e per le garanzie ai crediti; per le imprese commerciali di monopolio statale quali gli enti per il marketing dei cereali di Canada, Australia e Nuova Zelanda; e per l'assistenza alimentare.

ASSISTENZA ALIMENTARE

Quanto all'assistenza alimentare, la dichiarazione afferma che le regole che saranno negoziate alla WTO non impediranno alle risorse alimentari di raggiungere le popolazioni che soffrono la fame durante le emergenze, ma potrebbero impedire che si producano squilibri delle vendite commerciali tramite le donazioni dei prodotti in eccesso. La UE aveva esercitato pressioni per limitare l'assistenza alimentare ai soli contributi economici, posizione a cui gli stati Uniti hanno opposto una vigorosa resistenza.

Nella tarda serata del 18 dicembre, durante un incontro con altri delegati, Portman ha affermato che la WTO non dovrebbe limitarsi a fornire assistenza alimentare solo nel corso delle emergenze.

"Dovremmo fare tutto il possibile per promuovere la massima flessibilità del flusso delle risorse alimentari verso le sedi in cui sono necessarie," ha detto Portman. L'idea di legittima donazione delle risorse alimentari "deve essere estesa a coprire sia le emergenze sia le necessità dei più esposti. Per le popolazioni affamate l'assistenza alimentare può rappresentare la differenza tra la vita e la morte."

PAGAMENTI E DAZI A SOSTEGNO DEI PRODOTTI NAZIONALI

Pur dopo il conseguimento dell'accordo sull'eliminazione dei sussidi alle esportazioni, rimangono negoziati molto più difficili sulle altre principali categorie di problemi relativi all'agricoltura che riguardano il versamento di sussidi statali agli agricoltori e i dazi.

In ottobre gli Stati Uniti avevano presentato una proposta per ridurre drasticamente i dazi sui prodotti agricoli e i finanziamenti statali responsabili delle maggiori distorsioni al commercio. Questo tentativo di raccogliere sostegno per dare alla riunione di Hong Kong esiti consistenti ha portato a poco, visto che la UE ha successivamente avanzato una controproposta che, come hanno evidenziato le analisi, avrebbe accresciuto di poco, o per nulla, le possibilità di accesso al mercato.

La dichiarazione mostra che sugli altri principali temi riguardanti l'agricoltura, i dazi e i finanziamenti statali ci sono stati scarsi progressi. Quanto ai dazi, adotta formalmente la terminologia operativa esistente, che dispone quattro fasce, dalla più alta alla più bassa, ma non fissa alcun livello progettuale -- nessun obiettivo -- per effettuare dei tagli. Gli Stati Uniti avevano esercitato pressioni per riduzioni rilevanti, più estese al livello più alto.

La dichiarazione non ha una terminologia specifica per limitare il numero dei prodotti sensibili esclusi dalle riduzioni dei dazi. Gli Stati Uniti avevano esercitato pressioni per fissare un limite dell'1 per cento ai prodotti, come definito dal programma tariffario; la UE puntava all'8 per cento, circa 160 prodotti.

Sui sussidi statali che distorcono il commercio, la dichiarazione adotta una terminologia alquanto nuova e delinea tre fasce su cui operare tagli, ma nessuno specifico livello d'intervento. I tagli più radicali dovrebbero essere effettuati sulla fascia più alta, che riguarda la UE, cioè il membro della WTO cui attualmente è consentito di spendere di più per i finanziamenti statali, circa 3 volte e mezza il livello consentito agli USA.

Stati Uniti e Giappone, nella seconda fascia, dovrebbero operare tagli in qualche modo più ridotti. Altri paesi, inclusi nella terza fascia, dovrebbero fare tagli anche minori.

ALTRI TEMI

Con una terminologia elaborata su richiesta della UE, la dichiarazione prevede che le riduzioni ai dazi sui prodotti industriali puntino a raggiungere un "traguardo comparabilmente alto" come quelle ai dazi sui prodotti agricoli.

La dichiarazione mostra scarsi progressi quanto ai dazi sui prodotti industriali. Fissa una scadenza al 30 aprile per stabilire le modalità -- fino a che punto e quanto velocemente aprire i mercati -- e una scadenza al 31 luglio per i paesi che presentano offerte.

Per la riduzione dei dazi industriali adotta quella che viene definita una formula svizzera, che prevede tagli maggiori per i dazi più alti. Più specificamente, gli Stati Uniti avevano esercitato pressioni per una formula svizzera con due coefficienti, uno più alto che prevedeva tagli maggiori per i paesi sviluppati e uno più basso per i paesi in via di sviluppo. La dichiarazione non parla di una pluralità di coefficienti.

La dichiarazione prevede scadenze per i negoziati riguardanti il settore servizi, e chiede ai diversi paesi di presentare offerte per l'apertura dei loro mercati ai servizi finanziari, alle telecomunicazioni, ai servizi di recapito espressi e ad altri servizi entro il 31 luglio 2006. Chiede ai diversi paesi di presentare una lista completa e definitiva delle loro proposte d'impegno per i servizi entro il 31 ottobre.

Sottolinea inoltre la necessità di dare impulso a quella parte dei negoziati di Doha che proibiscono i sussidi alla pesca che contribuiscono a generare eccesso di capacità e di pesca.

Per una copertura continua, vedi WTO Hong Kong Ministerial Meeting.

Presso il sito Web dell'Office of the U.S. Trade Representative (USTR) sono disponibili una trascrizione delle dichiarazioni informative fatte da Portman il 19 dicembre, un testo di Portman del 18 dicembre ai delegati WTO, una trascrizione delle dichiarazioni informative del 18 dicembre dei funzionari agli scambi commerciali USA, una trascrizione dei precedenti commenti fatti il 18 dicembre di Portman e dal ministro dell'Agricoltura USA Mike Johanns e una trascrizione delle ultime dichiarazioni rivolte il 17 dicembre da Portman alle delegazioni WTO.

Sono inoltre disponibili presso l'USTR pubblicazioni riguardanti le esenzioni da dazi e quote; i servizi; le tariffe industriali e l' agevolazione al commercio.

Si può avere accesso al testo finale della dichiarazione dei ministri nel sito Web del WTO.

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