"Liberalizzazione, la chiave per lo sviluppo", editoriale degli Ambasciatori Spogli, Rooney e Hall, 15 dicembre 2005
(Gli ambasciatori Usa a Roma: eliminare le barriere doganali per migliorare il benessere globale)
di Ronald P. Spogli, Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia,
Francis Rooney, Ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede,
e Tony P. Hall, Ambasciatore degli Stati Uniti presso le agenzie delle Nazioni Unite a Roma
Il seguente articolo è apparso sul quotidiano "Il Messaggero" del 15 dicembre 2005
In questi giorni si tiene a Hong Kong il vertice ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Nel 2001 i Ministri del Commercio di tutto il mondo si sono impegnati ad aprire i mercati a beni e servizi stranieri seguendo l’Agenda di Doha per lo Sviluppo, che ha tra gli obiettivi quello di migliorare le condizioni di vita dei Paesi più poveri.
Per rinnovare l’attenzione sul problema della povertà nel mondo, martedì scorso abbiamo organizzato un ricevimento diplomatico diverso dal solito. Gli ospiti, di varie estrazioni sociali, sono stati suddivisi a caso: alcuni di loro hanno avuto cibo in abbondanza, altri solo riso e fagioli e la maggior parte ha mangiato solamente riso freddo. L’intenzione era quella di far riflettere tutti, compresi noi stessi, sulle profonde
disuguaglianze che ancora esistono al mondo.
Queste disuguaglianze sono al centro dei negoziati di Hong Kong. La liberalizzazione dei mercati pone sfide difficili per tutte le economie, ma specialmente per quelle dei Paesi più poveri che si basano sull’esportazione di prodotti agricoli per importare a loro volta quei beni necessari allo sviluppo. Il successo dei negoziati rappresenta per questi Paesi un’opportunità fondamentale, come testimonia anche l’ultimo rapporto della Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) che ha definito il commercio “un catalizzatore per il cambiamento” in grado di assicurare migliori condizioni di vita ai più poveri. Anche la Santa Sede ritiene che il commercio possa essere un efficace strumento per raggiungere obiettivi più ampi come il pieno sviluppo di ciascuna persona e la riduzione della povertà.
Secondo stime della Banca Mondiale l’eliminazione delle barriere doganali consentirebbe un miglioramento del benessere globale di oltre 290 miliardi di dollari in dieci anni. L’accordo tra Stati Uniti e Africa sulla crescita e le opportunità, che permette l’esportazione senza dazi di prodotti africani nel mercato statunitense, rappresenta un esempio significativo di quanto sia importante per i Paesi in via di sviluppo il libero accesso senza dazi ai mercati dei Paesi più ricchi. Dal 2000 al 2004 le esportazioni dall’Africa agli Stati Uniti sono cresciute di oltre il 50%, sono nati migliaia di nuovi posti di lavoro e si è elevato il livello di vita in alcuni dei Paesi più poveri del mondo.
Il successo dei negoziati potrà inoltre migliorare i rapporti commerciali tra gli stessi Paesi in via di sviluppo. Come il Presidente Bush ha affermato lo scorso settembre davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, “la strada più sicura per un più ampio benessere è larealizzazione di un miglior sistema di commercio”.
Nonostante possa garantire benefici ai Paesi in via di sviluppo, la liberalizzazione del commercio incontra ancora opposizione sia in Italia che negli Stati Uniti. I cittadini italiani e quelli americani sono preoccupati soprattutto per eventuali perdite di posti di lavoro. In realtà il successo dei negoziati del WTO potrà avere effetti positivi anche per le economie più sviluppate, permettendo ad esempio l’espansione del commercio di beni italiani nel mondo.
Gli Stati Uniti hanno avanzato un’importante proposta per aprire i mercati agricoli e ridurre del 90% le tariffe doganali più elevate. La mancanza di una risposta altrettanto ambiziosa da parte dell’Italia e di altri Paesi dell’Unione Europa sta purtroppo aggravando la riluttanza da parte dei Paesi in via di sviluppo ad aprire i loro mercati ai beni e ai servizi.
Comprendiamo il punto di vista dell’Unione Europea che chiede assicurazioni sull’effettiva apertura dei mercati dei Paesi in via sviluppo ai prodotti e ai servizi europei. Siamo disponibili a lavorare con l’Unione Europea per ottenere questa apertura e ci auguriamo che l’Italia dimostri il suo ruolo di guida tra i Paesi europei per realizzare una maggiore liberalizzazione del commercio, così come chiediamo a tutti i Paesi che partecipano al vertice di Hong Kong di sostenere l’attuazione dell’Agenda di Doha per lo Sviluppo, nell’interesse dei cittadini più poveri del mondo.