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Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs, Daniel Fried.
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Fried, del Dipartimento di Stato, sollecita l'Europa a sostenere pienamente il nuovo governo iracheno, 14 dicembre 2005
(Il diplomatico USA parla anche dell'Iran e delle accuse in merito ai detenuti)
By Vince Crawley
Washington File Staff Writer
Washington – Un diplomatico USA fa appello all'Europa perché sostenga pienamente il prossimo governo eletto dell'Iraq.
Tuttavia secondo Daniel Fried, direttore generale per gli affari europei ed eurasiatici del Dipartimento di Stato, le accuse relative ai centri segreti della CIA per la detenzione di sospetti di terrorismo potrebbero sminuire il valore dei significativi passi in avanti compiuti nella cooperazione transatlantica nel corso dell'anno.
“Permettetemi di riconoscere che quello dei detenuti è un tema che va affrontato, e rimane serio per le popolazioni di questo paese e dell'Europa,” ha dichiarato Fried il 14 dicembre all'American Enterprise Institute, un istituto di ricerca politica non schierato politicamente e senza scopo di lucro. Le sue affermazioni sono state seguite da una serie di domande e risposte con la partecipazione di giornalisti e membri del personale d'ambasciata.
Il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha rifiutato di confermare o negare l'esistenza di centri segreti di detenzione all'estero, ma ha parlato in modo esteso delle preoccupazioni attuali durante la sua visita a quattro paesi europei all'inizio di questo mese, sottolineando che gli Stati Uniti non giustificano né praticano la tortura. (Vedi articolo correlato.)
“Anche il modo in cui è stato affrontato il tema del trattamento dei detenuti in molti dei media europei è sconcertante,” ha affermato Fried. “Sono preoccupato per la riluttanza da parte di alcuni a riconoscere che il problema [del terrorismo globale] è reale … e che l'evitare di prendere sul serio la minaccia del terrorismo può avere conseguenze fatali.”
Gli Stati Uniti e l'Europa condividono lo stesso obbiettivo strategico della promozione della democrazia globale, ha detto Fried. Ha citato un sondaggio del Marshall Fund tedesco, che ha rilevato come il 74 per cento degli europei sostengano le iniziative congiunte di Stati Uniti ed Europa per diffondere la democrazia nel mondo.
Inoltre, molti governi europei stanno cominciando a riconoscere che è necessario sostenere un Iraq stabile e democratico, indipendentemente dalla posizione assunta nei confronti dell'azione militare del 2003 contro l'ex dittatore Saddam Hussein, ha detto Fried.
“Quali che siano le differenze di vedute tra noi e alcuni governi europei -- per essere franchi, si è trattato principalmente di Francia e Germania -- in merito alla decisione di destituire Saddam Hussein, i governi europei stanno cominciando a comprendere che, se la democratizzazione dell'Iraq fallisse, sarebbe un grave colpo alla nostra sicurezza comune,” ha sostenuto.
Il nuovo governo iracheno, che viene eletto il 15 dicembre, “sarà pienamente democratico” e merita il pieno sostegno di ogni nazione europea, ha affermato Fried. (Vedi articolo correlato.)
Alla domanda su quale tipo di appoggio gli Stati Uniti si aspettano di ricevere dagli alleati europei, Fried ha risposto che “dipende dal singolo paese.”
“Ci sono paesi come la Germania … che hanno chiarito di non poter mandare forze armate in Iraq, e noi non chiediamo l'impossibile,” ha dichiarato. “Pensiamo che tutti i paesi europei, che abbiano inviato o no soldati in Iraq, dovrebbero sostenere il prossimo governo iracheno. Ci sono vari modi per farlo.”
Un aspetto importante delle elezioni sarà quello di “allontanare l'idea, che stenta a dissolversi, secondo cui la democrazia irachena sarebbe in qualche modo poco affidabile, per via dei disaccordi sulla deposizione di Saddam Hussein,” ha detto Fried. “È giunto il momento di mettere da parte ogni inciso sull'Iraq. Ora l'Europa deve offrire tutto il suo sostegno al prossimo governo iracheno.”
Passando all'Iran, Fried ha poi dichiarato che Stati Uniti ed Europa dovrebbero riconoscere che il nuovo governo iraniano – che ha espresso posizioni radicali nei confronti di Israele e ostilità verso l'Occidente – non riflette le opinioni della maggioranza degli iraniani. Ha detto che Stati Uniti ed Europa dovrebbero operare insieme per creare un “programma della speranza” per l'Iran.
“Quando dico programma della speranza, intendo un programma concepito per offrire sostegno al popolo iraniano e alla società iraniana in quelle che riteniamo siano aspirazioni universali, e dunque condivise dal popolo iraniano e dalla società iraniana, verso la libertà e la democrazia,” ha detto Fried. “Non si deve ritenere che gli iraniani condividano le opinioni alquanto stravaganti che vengono attualmente espresse di continuo da [il nuovo presidente dell'Iran] Mahmoud Ahmadinejad.”
Un v ideo file delle affermazioni di Fried è disponibile presso il sito Web dell'American Enterprise Institute.