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Iraq Elections: Historic Achievement

Iraq Elections: Historic Achievement

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

L’Ambasciatore Khalilzad afferma che alle elezioni irachene parteciperanno molti sunniti, 11 dicembre 2005

(L’Ambasciatore dichiara che il processo politico potrebbe emarginare i terroristi, facendo diminuire la violenza)

Redatto da Howard Cincotta

Washington – Alle prossime elezioni irachene per una nuova assemblea nazionale parteciperà un numero considerevole di sunniti e questo potrebbe favorire una soluzione alla divisione settaria nel paese, ha affermato Zalmay Khalilzad, l’ambasciatore americano in Iraq, durante due interviste televisive trasmesse l’11 dicembre.

Nel corso della trasmissione This Week della rete ABC, Khalilzad ha dichiarato che, per le prossime votazioni, prevede una grande partecipazione di sunniti, i quali otterranno, cosí, una considerevole rappresentanza nella nuova assemblea nazionale.

Il 15 dicembre, gli iracheni eleggeranno una nuova assemblea, denominata Consiglio dei Rappresentanti, a completamento del ciclo elettorale in tre fasi finalizzato alla costituzione di un governo democratico.

Il ciclo è iniziato a gennaio con l’elezione dell’Assemblea Nazionale di Transizione incaricata di redigere una nuova costituzione. La seconda fase si è svolta ad ottobre con un referendum nel quale il 78% degli iracheni ha votato a favore della costituzione proposta. (vedere articolo in merito.)

Il Consiglio neo eletto si occuperà delle modifiche alla costituzione, di riformare le forze armate e la polizia e, secondo Khalilzad, questi sono punti di interesse per la popolazione sunnita.

Durante il notiziario della CNN, Late Edition, Khalilzad ha affermato: “I sunniti hanno preso confidenza con il processo politico. Ritengono di poter far valere le loro istanze attraverso la politica. Questo viene indicato dalla loro volontà di partecipare al voto”.

Khalilzad ha continuato dicendo che se, come è prevedibile, nessun partito otterrà la maggioranza, i rappresentanti neo eletti dovranno coalizzarsi per formare un governo e in questo processo i sunniti avranno un ruolo cruciale.

Per Khalilzad, man mano che il processo politico diventerà più importante, i terroristi saranno sempre più isolati ed il livello della violenza diminuirà. Ha inoltre espresso la sua ammirazione per il coraggio dei politici sunniti che “si propongono e partecipano al processo politico”.

Khalilzad ha confermato che gli Stati Uniti hanno iniziato le trattative con alcuni sostenitori della rivolta che in passato si erano opposti al processo politico. Gli Stati Uniti si sono offerti di discutere le loro istanze legittime per esortarli a partecipare alla politica invece di incoraggiare la violenza. “Stiamo facendo progressi”, ha riferito, “come indica il fatto che due alleanze sunnite sono attualmente candidate all’elezione”.

Khalilzad ha sottolineato, al tempo stesso, che gli Stati Uniti non negozieranno mai con i terroristi e i loro sostenitori, come Abu Musab al Zarqawi di al-Qaeda, i seguaci di Saddam e i violenti jihadisti. (Vedere Response to Terrorism.)

Rispondendo ad una domanda nel corso delLate Edition trasmesso dalla CNN, Khalilzad ha negato la possibilità che l’Iraq possa dividersi in nazioni separate, tra cui un Kurdistan indipendente. Ha ribattuto invece che i curdi riconoscono che per loro sarebbe meglio far parte di una federazione irachena unita che possa garantire autonomia alla popolazione curda e al tempo stesso offrir loro la possibilità di avere un ruolo importante nel plasmare il futuro dell’Iraq come nazione unita.

Sempre nella trasmissione This Week, sulla rete ABC, Khalilzad ha affermato che il progresso sul fronte politico, insieme all’ampliamento dell’esercito iracheno e della polizia, porteranno ad una significativa riduzione delle truppe degli Stati Uniti in Iraq, sebbene non abbia voluto fornire alcuna stima.

Tuttavia nel corso delle dichiarazioni al Late Edition sulla CNN, Khalilzad ha messo in guardia da un ritiro affrettato degli Stati Uniti che potrebbe portare ad una guerra civile, lasciando spazio ai terroristi cosí come è successo in Afghanistan sotto i Talebani.

Ha spiegato che la strada da seguire è l’aumento della partecipazione politica di tutti i gruppi – inclusi i sunniti – il rafforzamento delle forze di sicurezza irachene e che questo vada di pari passo “con una graduale riduzione delle forze degli Stati Uniti e del loro ruolo”.

Per ulteriori informazioni sulla politica degli Stati Uniti vedere Iraq's Political Process e Iraq Update.

Una trascrizione dell’intervista di Khalilzad trasmessa durante il notiziario Late Edition sulla CNN è disponibile sul sito della CNN.

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