Coretta
Scott King

Coretta
Scott King
La vedova del Premio Nobel Martin Luther King, Jr. ,
impegnata nella causa della giustizia sociale, è scomparsa il 30 gennaio
2006 a 78 anni.
A cura di Michael Jay Friedman
Corrispondente del Washington File
Washington – Coretta Scott King, vedova di Martin Luther King Jr., e
sua compagna nel sostenere la causa dei diritti civili, della giustizia e dell’uguaglianza, è deceduta
a Baja California, in Messico. Aveva 78 anni.
“Penso che sotto molti aspetti è lei che mi ha fatto diventare
quello che sono”, disse una volta Martin Luther King Jr. parlando della
donna che lo aveva accompagnato nel suo viaggio travolgente da un ministero
sacerdotale dell’Alabama, al centro di un movimento per i diritti civili
in tutto il mondo. Quella stessa compagna che, dopo la morte del marito, avrebbe
proseguito il suo lavoro attraverso numerose attività educative, politiche
e filantropiche.
Parlando a nome di una nazione in lutto, il Presidente Bush ha encomiato il “contributo
perenne di Coretta King alla causa della libertà e dell’uguaglianza”.
Il lavoro da lei svolto, ha aggiunto il Presidente, “ha reso l’America
una nazione migliore e piu’ compassionevole”.
Il Segretario di Stato Condoleeza Rice ha lodato Coretta King, definendola “uno
dei pionieri nella lotta del nostro paese per l’uguaglianza e la giustizia
di tutti i cittadini”, elogiando “il suo impegno disinteressato
per il bene di tutti gli americani”.
I PRIMI ANNI DI VITA
Nata il 27 aprile del 1927, in una casa di due stanze costruita da suo padre
a Perry County, in Alabama, dove vigevano le leggi sulla segregazione razziale,
Coretta Scott raccoglieva il cotone, lavorava come domestica e contemporaneamente
studiava pianoforte e canto presso una scuola media missionaria privata del
luogo. Dopo essersi diplomata con con ottimi voti, frequentò successivamente
l’Antioch College in Ohio, dove una sua sorella maggiore era stata la
prima studentessa afro-americana.
Dopo la laurea, Coretta Scott vinse una borsa di studio per il Conservatorio
Musicale del New England. Studiò come cantante lirica, e si manteneva
lavorando come domestica e come impiegata addetta alle ordinazioni per corrispondenza.
In quello stesso periodo, Martin Luther King Jr. studiava per conseguire il
dottorato in teologia presso l’Università di Boston. Fu presentato
a Coretta Scott da un amico, e sembra che il giovane avesse capito di aver
trovato la sua futura moglie già dal primo appuntamento, come disse
la stessa Coretta quando, più tardi, ricordò le parole di suo
marito: “Lo sai, tu hai tutto ciò che io abbia mai desiderato
in una donna. Dovremmo sposarci, un giorno o l’altro.”
La proposta formale di matrimonio avvenne circa un anno dopo, ma Coretta Scott
ci pensò su altri sei mesi prima di accettare. I due furono uniti in
matrimonio dal padre di Martin Luther King Jr., il Reverendo Martin Luther
King Sr., nel giugno del 1953. Coretta chiese al suocero di omettere dalla
promessa solenne di matrimonio, la formula di “obbedienza” a suo
marito.
UNA VITA AL SERVIZIO DEI DIRITTI CIVILI
Sebbene Coretta si aspettasse forse un’esistenza tranquilla come moglie
di un giovane e rispettato ministro di culto, gli eventi portarono rapidamente
la coppia in prima linea nell’attivismo nel settore dei diritti civili.
Martin Luther King Jr. aveva accettato l’incarico di pastore presso la
Chiesa Battista di Montgomery, in Alabama. Nel dicembre 1955, dopo l’arresto
di Rosa Parksper
aver rifiutato di cedere il suo posto ad un bianco su un autobus, secondo le
leggi vigenti sulla segregazione razziale, la comunità si rivolse a
lui riconoscendolo come guida durante quello che passò alla storia come
il Boicottaggio
dei Mezzi Pubblici di Montgomery.
Coretta King decise che sarebbe diventata anche lei un’attivista nella
lotta per i diritti civili, forse in misura maggiore, per la verita’,
di quello che il marito avrebbe desiderato. Nel 1956 venne fatta esplodere
una carica di dinamite davanti alla casa dei King, ma Coretta continuò a
lavorare sempre al fianco del suo compagno, tenendo discorsi e partecipando
alle manifestazioni per i diritti civili, inclusa la marcia del 1965 da Selma,
in Alabama, a Montgomery, che raccolse consensi per l’approvazione della
legge federale Voting Rights Act a favore del l'uguaglianza degli
afro-americani sul diritto di voto. Mettendo a frutto i suoi studi, Coretta
Scott King organizzò e partecipò a numerosi “Concerti per
la Libertà”, nei quali ella cantava, teneva conferenze, leggeva
poesie e raccoglieva fondi per finanziare l’attivismo per i diritti civili.
Quando Martin Luther King Jr. fu assassinato il 4 aprile del 1968, sua moglie
si sentì obbligata a continuare il lavoro del marito, scrivendo, nella
sua autobiografia del 1969 dal titolo “La mia vita con Martin Luther
King Jr.”, le seguenti parole: “Poiché il suo lavoro
non era terminato, ho sentito il dovere di dedicarmi al completamento della
sua opera”.
Martin Luther King Jr. fu assassinato mentre era impegnato a favore dello
sciopero messo in atto dai netturbini neri di Memphis, in Tennessee. Prima
ancora che si tenessero i suoi funerali, la moglie prese il suo posto in testa
al corteo degli scioperanti. Due mesi dopo, ella si presentò al Lincoln
Memorial, il luogo dove era stato pronunciato il famoso discorso “I
have a dream” (Io ho un sogno). Durante la Manifestazione per la
Povera Gente, Coretta chiese alle donne di unirsi “per combattere l’enorme
piaga del razzismo, della povertà e della guerra”.
Alla fine di quello stesso anno, Coretta fondò e lavorò per
molti anni come funzionario capo operativo del Martin Luther King Jr. Center
for Nonviolent Social Change (Centro Martin Luther King per il Cambiamento
Sociale non Violento), situato ad Atlanta. Questa “fondazione ufficiale
ad imperitura memoria”, nata per trasmettere l’eredità lasciata
da Martin Luther King Jr., richiama più di 650.000 visitatori l’anno
ed utilizza i moderni sistemi di comunicazione per far conoscere alla gente
di tutto il mondo la vita di questo vincitore del Premio Nobel, il suo lavoro,
la sua filosofia ed i suoi precetti, basati sulla risoluzione dei conflitti
con metodi non violenti e sul cambiamento sociale.
La signora King ha continuato a dedicare il suo talento e la sua energia a
molteplici cause sociali. E’ stata membro del Consiglio Amministrativo
del movimento Southern Christian Leadership Conference, che si batte
per i diritti di tutte le minoranze, e della National Organization for
Women (Organizzazione Nazionale per le Donne), sostenendo numerose manifestazioni
internazionali a favore dei diritti umani, fornendo sostegno e guida al movimento
per l’istituzione della Festa Nazionale
di Martin Luther King, celebrata per la prima volta nel 1986.
Coretta Scott King, che ha ricevuto circa 60 lauree ad honorem, è stata
allo stesso tempo autrice ed editore di vari libri e dell’omonimo American
Library Association’s Coretta Scott King Award, che premia scrittori
ed illustratori afro-americani e celebra l’esperienza afro-americana
attraverso l’espressione artistica.
La signora King aveva rallentato la sua partecipazione alla vita pubblica
a causa dell’infarto e dell’ictus che l’avevano colpita nell’agosto
del 2005. Aveva pero’ partecipato ad una cena in onore di suo marito
il 14 gennaio scorso ad Atlanta, durante la quale il pubblico presente si era
alzato in piedi per applaudirla.
Coretta Scott King lascia quattro figli: Yolanda Denise King, Martin Luther
King III, Dexter Scott King e il Rev. Bernice Albertine King.
Per maggiori informazioni sul movimento americano per i diritti civili, si
prega di consultare il seguente articolo:African-American
Rights.
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